Nuoro, Gonfiati dal Comune i debiti per gli espropri?

Un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti accompagnata da una richiesta urgente, visto che il Bilancio di previsione sarà esaminato tra cinque giorni, «alla Regione Sardegna e alla Commissione Enti Locali e Finanze l’immediata verifica delle procedure e degli stanziamenti previsti nel bilancio 2019/2021 in votazione questo giovedì, a tutela dei cittadini nuoresi che, diversamente, subiranno comunque le furbate politico contabili del loro sindaco e assessore al Bilancio». Al Comune di Nuoro tira, in tutti i sensi, aria di resa dei conti con un’offensiva politica su più fronti, compreso quello giudiziario, che vede protagonisti i sardisti, finiti all’opposizione dopo la rottura con il sindaco Andrea Soddu. Proprio Soddu, impegnato in queste ore a rivendicare il suo ingresso al Parlamento europeo dopo le elezioni di domenica scorsa che lo hanno visto primo dei non eletti nel Pd (https://www.ortobene.net/soddu-vanamente-tradite-le-aspettative/), finisce nel mirino per quello che rivendica come il maggior risultato della sua amministrazione: il contributo di 31 milioni di euro per azzerare i debiti derivanti dagli espropri che in realtà – sostengono ora i contestatori soprattutto dal fronte sardista – sarebbero destinati non a azzerare i mutui ma a pagare gli interessi e in gran parte a coprire debiti diversi dagli espropri.
È questo il senso della nota diffusa stamattina di buonora dalla capogruppo del Psd’Az Claudia Camarda che definisce i 31 milioni «ricompensa politica già ricevuta per passaggio di Soddu al PD». Un contributo in parte già erogato – spiega la consigliera – di circa 5 milioni di euro per il 2018 e 5 milioni di euro per il 2019 cui si sommani altri 20 milioni ripartiti sul 2019 e 2020, per un totale di 31 milioni di euro che «teoricamente, dovevano andare a tutti quei Comuni sardi in grave difficoltà finanziaria a causa di vecchi debiti fuori bilancio generati da espropri, per far fronte alle relative sentenze esecutive oppure al debito residuo dei mutui contratti sempre per sentenze esecutive in materia di espropri».
Ora si capisce l’insistenza per avere l’elenco dei debiti che il Comune ha allegato alla richiesta del finanziamento. «Gli atti fino a qualche giorno fa erano rimasti secretati, infatti per mesi e mesi nonostante le insistenti richieste di accesso da parte della maggioranza (Paolo Manca) e della opposizione (Camarda) non era stato possibile averne la disponibilità. Ma oggi il mistero è svelato ed ecco che la sorpresa emerge proprio dalla lettura di quegli atti tenuti nascosti», scrive Claudia Camarda: «Risulta infatti che nell’elenco che il sindaco Soddu aveva mandato in Regione, per vedersi assegnare la più grossa fetta del fondo, a scapito però degli altri Comuni della Sardegna, aveva esposto il valore storico dei mutui cioè aveva compreso anche la parte già restituita, senza tener conto che oggi, dopo circa 20 anni, gran parte di quei mutui è già stato pagato, e in alcuni casi addirittura estinto! Il sindaco sa che anche il cittadino meno edotto in materia di prestiti, comprende che di un debito originario di 20 o 30 milioni di euro contratto 10 o 20 anni fa, oggi ne resta da pagare meno della metà».
Insomma il Comune di Nuoro avrebbe gonfiato quei debiti: «Si fa presto a fare due conti ed ecco che salta fuori che il debito residuo dei mutui contratti per espropri dal Comune di Nuoro ad oggi ammonta a circa 16 milioni di euro e non a 31 milioni di euro come invece voleva far credere il sindaco Soddu», afferma la consigliera sardista chiedendosi
«dove andranno a finire i contributi che la Regione ha elargito a Soddu se sono di importo pari al doppio dei debiti realmente sussistenti per gli espropri?». La risposta che si dà la stessa firmataria della nota nasconderebbe «la seconda e amara sorpresa», con una denuncia che sicuramente, oltre che la Regione, sembra destinata a interessare quei Comuni che, rispettando la legge, non hanno inserito nell’elenco tipologie diverse di debiti. «Sempre dagli atti consegnati nei giorni scorsi – scrive infatti ancora Claudia Camarda –  risulta che negli elenchi dei debiti per espropri sono stati inclusi anche i mutui assunti per il ripiano delle perdite storiche dell’ATP Nuoro, i mutui contratti per onorari professionali della progettazione dell’ex Convento, il mutuo contratto per il risarcimento di un sinistro stradale, il debito verso l’impresa Puddu per i lavori sul costone del Monte Ortobene ecc. ecc. In sintesi non solo i mutui sono stati inseriti per intero e non per l’attuale debito residuo, ma i denari saranno utilizzati per scopi diversi da quelli per i quali erano stati assegnati!».
La capogruppo sardista segnala poi un particolare che farebbe presupporre che l’operazione finisca per favorire proprio la Cassa Depositi e prestiti che ha erogato quei mutui. «In questi giorni – continua Camarda esaminando il prospetto allegato al bilancio che dovrà esaminare il Consiglio, oltre ad emergere nero su bianco la destinazione del contributo dato per espropri per altri fini, si scopre anche come Soddu non intende estinguere i debiti con la Cassa Depositi e Prestiti, per i quali ha ricevuto i denari. Non intende dunque azzerare l’indebitamento. Infatti con il contributo si continueranno a pagare i mutui anche nel 2019, 2020 e 2021. Si realizza dunque un assurdo paradosso: il contributo per estinguere i debiti andrà a pagare gli interessi su quegli stessi debiti in quanto non saranno estinti».
Da queste “scoperte” nasce la decisione di informare Procura e Corte dei Conti, e la denuncia che sfocia nella richiesta di un chiarimento di Claudia Camarda rivolta proprio alla Regione viste le somme inserite nel bilancio di previsione che dovrà essere votato il 6 giugno del. L’esponente sardista, infatti, segnala quello che definisce un «fatto politico grave: gli accordi presi con la Regione da Soddu nella doppia discutibile veste di presidente del CAL Sardegna e sindaco di Nuoro beneficiario degli stessi, vanno a scapito di quei Comuni che sono in difficoltà finanziaria ma per aver già onorato i debiti per espropri e a scapito di quei sindaci che, per correttezza, non hanno presentato la domanda di contributo alla Regione per pagare risarcimenti o perdite di società partecipate come invece ha fatto Soddu».