Nuoro gonfia i debiti? Verifiche in Regione

L’assessorato regionale agli Enti locali sta verificando la fondatezza dei dubbi sollevati a Nuoro dal gruppo consiliare sardista in sull’elenco dei debiti presentato dal Comune per accedere ai contributi che nello spirito della legge di bilancio dovevano essere erogati per risanare i debiti fuori bilancio derivanti dalle sentenze passate in giudicato su vecchi espropri (https://www.ortobene.net/nuoro-gonfiati-dal-comune-debiti-gli-espropri/). Lo ha confermato l’assessore Quirico Sanna durante l’audizione oggi in Prima commissione sollecitato dal presidente Pierluigi Saiu. È lo stesso consigliere regionale nuorese della Lega a darne notizia: «A seguito delle sollecitazioni che sono arrivate in questi giorni anche dal consiglio comunale di Nuoro – si legge infatti in una nota di Saiuoggi ho chiesto all’assessore regionale agli Enti locali, nel corso dell’audizione in Prima Commissione, che riferisse sui rilievi relativi ai contributi assegnati al Comune di Nuoro per la copertura dei debiti fuori bilancio. Rilievi mossi, appunto, da alcuni consiglieri comunali che contestano la circostanza che le cifre richieste sarebbero state gonfiate. L’assessore regionale ha dichiarato che sono in corso le verifiche del caso e che, comunque, il contributo non è stato ancora erogato integralmente. Si tratta di una vicenda molto delicata. Ecco perché ho chiesto che alla Commissione vengano messi a disposizione tutti gli atti, affinché si possano esercitare (come in questo caso) le funzioni di controllo sull’attività della giunta che vengono attribuite dalla legge. Sul tema – sottolinea Pierluigi Saiuho apprezzato l’intervento dell’onorevole Elena Fancello del Movimento Cinque Stelle che ha ricostruito con puntualità molti passaggi, chiedendo che venga fatta chiarezza e che sia portato avanti uno stringente monitoraggio. La ripartizione delle risorse ai Comuni deve essere oggetto di un più generale ripensamento ma anche di un’attività di controllo puntuale. Confido – conclude Saiu – sia possibile fare al più presto chiarezza sulla vicenda, soprattutto per gli effetti che questa potrebbe avere sul bilancio del Comune di Nuoro».

La denuncia sardista avrebbe suscitato l’attenzione anche dei revisori dei conti, tanto da chiedere tutta la documentazione per verificare la legittimità delle entrate e soprattutto chiarire se realmente i debiti sugli espropri ammontano a 16 milioni e non ai 31 ottenuti e chiesti da Comune di Nuoro che avrebbe inserito nell’elenco debiti impropri, compreso il disavanzo dell’ATP e un risarcimento per sinistro stradale. Proprio questa verifica avrebbe ritardato il previsto parere dei revisori in mancanza del quale il presidente del Consiglio Fabrizio Beccu è stato costretto a inviare a data da destinarsi la seduta del Consiglio convocata per domani. Intanto oggi la capogruppo del Psd’Az Claudia Camarda è tornata a spiegare i motivi che l’hanno spinta a sollevare il problema replicando anche al sindaco Andrea Soddu che aveva definito come dettata dall’invidia la sua presa di posizione sui debiti gonfiati. «Si faccia chiarezza per il bene di tutti» sostiene la consigliera sardista affidandosi a una «sintesi molto semplice: se ci sono state date somme che non ci spettano il rischio è che queste vengano spese, e se un domani ci verranno chieste indietro proprio perché non spettanti ci troveremo ulteriormente indebitati con danni enormi. Non io, non il sindaco, non gli amministratori ma tutta la città. Con il proprio portafoglio ognuno può farci ciò che vuole, con i soldi pubblici no. Allora che si verifichi se errore c’è stato e vi si ponga rimedio. Se invece dovesse essere tutto in regola ne saremo felici. Per troppo tempo abbiamo subito scelte politiche sbagliate e se si è in tempo per correggere credo sia giusto farlo prima di creare danni. Stia sereno Soddu– conclude Claudia Camardache non è l’invidia nei sui confronti a determinare le mie azioni ma la giustizia e la trasparenza perché, come ho già avuto occasione di dire, il bene della città viene prima del suo consenso personale e anche delle divergenze politiche. Come dire “prevenire è meglio che curare“».