Da Nuoro al Mater Olbia per una semplice radiografia

Chiusa il 27 aprile la parentesi di Centro Covid che durante la fase acuta dell’emergenza coronavirus, per un mese ha assicurato anche i posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva nel Nord Sardegna, il Mater Olbia Hospital è in piena attività, assolvendo anche a una funzione sostitutiva di servizi bloccati in altri ospedali pubblici del Nord e Centro Sardegna, almeno stando ai numeri dell’attività resi noto in un comunicato stampa del presidio ospedaliero gestito in partnership a Qatar Foundation Endowment e la Fondazione “Policlinico Universitario Agostino Gemelli”: «Nelle prime tre settimane si sono registrati 185 ricoveri, di cui 30 in riabilitazione; 150 interventi chirurgici; oltre 2.100  prestazioni ambulatoriali eseguite negli ultimi 21 giorni, di cui più di 870 in ambito radiologico, e ben tremila quelle già prenotate per i prossimi giorni».

Con gli ospedali sardi ancora in lockdown pur essendo pronti a ripartire in tutta sicurezza come segnala oggi da Cagliari anche il Tribunale del malato, sarebbe interessante verificare, per esempio, quanti sono gli utenti arrivati a Olbia da Nuoro in seguito  alla paralisi delle principali attività all’ospedale “San Francesco” (comprese radiologia e laboratorio analisi, servizi regolarmente assicurati in città dai centri convenzionati privati), dichiarato ospedale Covid (l’ultimo dei pazienti curati, una quarantina, è stato dimesso  dal reparto di terapia intensiva sabato scorso), dopo un focolaio con 18 medici e infermieri contagiati che in realtà – come si è scoperto pochi giorni fa – sono risultati “falsi positivi”,  cioè mai colpiti dal Covid-19 visto che non hanno sviluppato gli anticorpi. Intanto al Mater Olbia Hospital – informa la nota dell’ospedale – «in questi giorni è stata effettuata anche la ripresa, per i pazienti esterni, delle attività ambulatoriali e del laboratorio di analisi. Nel primo caso si accede su prenotazione, mentre per il laboratorio di analisi, l’accesso avviene in forma diretta, senza bisogno di prenotazione, nel rispetto delle misure di distanziamento sociale e di sicurezza dettate dal Ministero della Salute che, in questa prima fase, rendono possibili 100 prelievi al giorno. Nel rispetto delle misure di sicurezza, il referto degli esami di laboratorio avverrà esclusivamente via email con password di accesso rilasciata al momento dell’accettazione, con possibile richiesta di alert via sms».

Secondo quanto assicura la direzione sanitaria nel presidio ospedaliero privato gallurese, i ricoveri avvengono in condizioni di assoluta sicurezza per i pazienti e per il personale grazie alla possibilità di effettuare il tampone naso-faringeo nel proprio laboratorio, dotato delle strumentazioni necessarie e autorizzato dalla Regione per l’identificazione delle infezioni da Covid-19. Il giorno stesso del ricovero, al paziente viene effettuato il tampone prima di essere ammessi nel reparto di degenza.  Allo stesso modo, anche il personale del Mater Olbia esegue periodicamente il test diagnostico molecolare per verificare la negatività al Covid-19. Questa misura di prevenzione si aggiunge a tutte le altre precauzioni e procedure volte a limitare il rischio di diffusione del virus sulla scorta delle indicazioni del ministero della salute e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Tra queste: la misurazione della temperatura corporea, il distanziamento sociale, il lavaggio delle mani con soluzione antisettica, l’uso dei dispositivi di protezione individuale (mascherina chirurgica e guanti), l’anamnesi clinico-epidemiologica, ecc. «La fase 2 dell’epidemia interpella tutti noi, pazienti e operatori sanitari, a fare la nostra parte adottando comportamenti responsabili perché i servizi sanitari possano essere erogati nel migliore modo possibile», spiega il direttore generale Alessandra Falsetti, che aggiunge: «Ed è in quest’ottica che al Mater Olbia abbiamo implementato tutte le misure necessarie per consentire a pazienti, cittadini e operatori di accedere ai nostri servizi e lavorare in totale sicurezza». Da precisare che, come ha segnalato il consigliere regionale del Pd Giuseppe Meloni in un’interrogazione, che in Gallura la Regione non ha accreditato nessun laboratorio pubblico per gli esami Covid-19.

Il Mater Olbia Hospital  – si ricorda in una tre scheda – è il risultato della partnership fra Qatar Foundation Endowment (QFE) e Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS (FPG) «che hanno deciso di unire competenze ed esperienze per dare vita a un ospedale d’avanguardia e di eccellenza al servizio del Territorio della Gallura e per tutta la Sardegna». Avviata nel dicembre scorso l’attività ambulatoriale, dal primo luglio 2019 ha preso avvio l’attività di ricovero. «Obiettivo primario di Mater Olbia – i legge nel comunicato – è assicurare cure di qualità ai pazienti in un ambiente confortevole e garantire che si sentano a proprio agio durante la permanenza in ospedale: questo grazie all’esperienza di un personale altamente qualificato e all’interno di un sistema in grado di collegare centri di ricerca internazionale con la rete sanitaria della Regione Sardegna». L’ospedale dispone di 250 posti letto autorizzati e accreditati, cinque sale operatorie di ultima generazione e una vasta dotazione di macchinari diagnostici altamente tecnologici.