«Nuoro 2020, il sogno diventa realtà»

Pubblichiamo la lettera aperta inviata dal sindaco di Nuoro Andrea Soddu ai nuoresi e ai sardi all’indomani del titolo di Capitale della Cultura 2020 assegnato alla città di Parma all’interno della short list di altre 9 città finaliste tra cui il capoluogo barbaricino

Cari Concittadini, Cari Conterranei,

Innanzitutto Grazie. Grazie del sostegno, della solidarietà e della partecipazione.

Grazie della vibrante vicinanza che ci avete fatto sentire. Una sorta di calore umano che ci rende tutti più ricchi e sicuri.

Da oggi siamo più determinati e convinti di prima che quella percorsa sia la strada giusta e da questa esperienza, che pure si è conclusa con l’attribuzione del titolo a un’altra città, ne traiamo una linfa nuova e rigenerante che ci accompagnerà nel futuro.

Perché noi siamo una comunità che, se vuole, può trovare l’unità necessaria per suonare come un’unica orchestra. Se lo vogliamo, possiamo ribaltare il falso mito “pocos, locos e male unidos”. Possiamo sconfiggere quel male della Sardegna che è rappresentato da una sorta di fatalismo cronico, secondo il quale non possiamo cambiare nulla, non possiamo incidere sul futuro per renderlo migliore, ma dovremmo solo rassegnarci a ciò che piove dal cielo, e dovremmo sempre aspettare che sia qualcun altro a risolverci i problemi perché da soli non siamo in grado di farlo.

Abbiamo imparato che il valore universale della Cultura, quale strumento principe per il progresso individuale e sociale dell’uomo, può scaldare gli animi e innescare processi di rigenerazione della comunità intera.
Abbiamo imparato che dentro la nostra società ci sono le risorse per programmare e scrivere progetti culturali che hanno l’attitudine a connettere la nostra millenaria e ancestrale cultura mediterranea con il mondo contemporaneo. Che proprio per questa caratteristica non ci dobbiamo sentire affatto indietro, ma anzi possiamo essere orgogliosi di trovarci al centro dei processi culturali, globali e contemporanei, andando fieri delle nostre radici, del nostro essere Nuoresi, Barbaricini, Sardi.

Gli assi fondamentali del nostro dossier di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2020 erano e restano tre simboli: Su Filindeu, Sa Paradura e i percorsi di Andata e Ritorno. Il tutto secondo un concetto di apertura alla diversità. E non di chiusura in se stessi.

Questo per dire che siamo noi stessi e non altri, che dobbiamo costruire il filo da intrecciare e creare punti di contatto tra noi e il resto del mondo. Proprio come accade per la pasta tipica di Nuoro. La trama del Filindeu ha la capacità di creare dei rapporti forti che vengono alimentati dalle pratiche della nostra cultura. Come “sa paradura”, con cui la comunità decide, in base a regole non scritte, che va tesa la mano a chi ne ha bisogno, affinché non esca dalle trame della rete e si senta sempre facente parte del corpo sociale, dando così concreta applicazione al sommo principio di solidarietà.
Una società così unita e coesa che, credendo in se stessa, è in grado di attivare i percorsi di andata e ritorno per tutti coloro che sono andati via e vorrebbero tornare. Per tutti coloro che vorrebbero partire per poi ritornare. Per tutti coloro che, pur rimanendo fuori, vorrebbero rafforzare il legame con la nostra terra.

Perché molte volte, quelli che stanno fuori dalla rete sono i figli migliori e potrebbero dare un contributo enorme alla ripartenza, alla crescita, alla connessione con il mondo.

È vero, non siamo stati dichiarati vincitori del titolo Capitale Italiana della Cultura. Ma tutto ciò che di positivo abbiamo collettivamente vissuto sarà il detonatore per andare avanti con maggiore convinzione e determinazione rispetto a prima. Con maggiore consapevolezza delle enormi risorse umane espresse dalle nostre comunità.

Al di là del titolo, realizzeremo comunque i progetti, i programmi, le opere previste nel piano strategico culturale che è il dossier di Nuoro 2020. Anzi, lo arricchiremo ancora di più con le altre proposte e idee che verranno da ora in avanti elaborate.
Porremo la cultura e l’istruzione al centro dei processi politici, sia per rafforzare le difese e gli anticorpi democratici dell’individuo e della società, sia per “utilizzare” la cultura e gli eventi culturali all’interno della strategia di incremento dei flussi di visitatori interni ed esterni e alimentare i filoni dei turismi sostenibili e compatibili con l’ambiente.

Tutti insieme, al di là del titolo, costruiremo comunque la fama di una città, di un territorio e di un’Isola che punta sulla Cultura come elemento di riscatto e di connessione con il mondo. Un’Isola dove si possono toccare le radici della Cultura mediterranea e sentirsi al centro dei processi culturali europei e mondiali.

Faremo tutto. Non aspetteremo il milione di euro del Ministero. Non aspetteremo la fama del titolo.

Troveremo noi, tutti insieme, comunità territoriale, molte più risorse e molta più fama.

D’altronde non è con il Nobel che Grazia Deledda divenne una grande scrittrice di fama mondiale. E Antonio Gramsci o Salvatore Satta non ebbero bisogno di alcun riconoscimento per divenire dei pilastri della cultura nazionale ed europea del ‘900.

Costruiremo un rapporto con le altre città finaliste e lavoreremo per creare una vetrina di Nuoro, della Barbagia e dell’Isola anche a Parma nel 2020.

Non mostreremo invidia o rancore. Mostreremo forza e coraggio. Determinazione e creatività.

Da oggi sappiamo di non essere soli, di fare parte di una Rete e di avere la capacità di rialzarci dopo la caduta. Perché dopo questa esperienza abbiamo capito che non vince chi non inciampa, ma chi ha la capacità di rialzarsi.

In questa ottica abbiamo già vinto, ed avere giocato tutti insieme, come una squadra, rende la vittoria ancora più grande.

Per questo da oggi siamo tutti e saremo sempre più forti.

Andrea Soddu

sindaco di Nuoro