I nuoresi speciali visti da Gianni Filippini

Quattro nuoresi speciali tra trenta sardi super. Gianni Filippini, direttore editoriale de L’Unione Sarda, nella sua ultima fatica letteraria (sempre che a lavorare si stanchi), ha confermato la sua particolare attenzione per la Barbagia e il suo capoluogo. Un amore che traspare appunto in “Profili di Sardi Speciali. Trenta noti personaggi raccontati da un giornalista che li ha visti da vicino” il libro firmato dal decano dei cronisti sardi è reperibile dal 18 marzo in tutte le edicole. Un’iniziativa editoriale in famiglia. Il volume, infatti, è edito da L’Unione Sarda nella collana “La Sardegna delle eccellenze” della “Biblioteca dell’identità” che Filippini dirige da 14 anni nel nome di una scommessa vincente del quotidiano cagliaritano: arricchire e stimolare il dibattito culturale con testi a prezzi accessibili senza sacrificare l’eleganza grafica. Impostazione confermata anche nell’ultima perla della collana che può essere acquistata spendendo solo 4,90 euro.
Nel volume Gianni Filippini racconta scrittori, intellettuali, giornalisti, avvocati, religiosi e artisti di varie parti della Sardegna, da Nuoro ad Alghero, da Santulussurgiu a Lanusei, da Sardara a Cagliari. «I sardi speciali – ha spiegato lo stesso autore ai lettori de L’Unione Sarda – sono molte centinaia. Non soltanto nella storia del passato ma anche in quella meno remota, più o meno degli ultimi cento anni. Quindi, se si vuole evitare l’oltraggio di una semplice citazione, quelli che un libro può presentare non possono che essere un’esigua minoranza. Sono comunque esemplari. Vanno ricordati con ammirazione e rimpianto per quanto hanno fatto e detto, meritano il convinto omaggio».
Non deve essere stata facile la scelta soprattutto per quanto riguarda i nuoresi. Filippini alla fine ha tratteggiato il profilo di Titino Melis, esponente politico sardista, dell’artista Mario Ciusa Romagna e dello scrittore di Orotelli Salvatore Cambosu. Di particolare intensità il ritratto di monsignor Ottorino Pietro Alberti, arcivescovo di Cagliari dal 1987 al 2003, ricordato «come religioso di fede profonda, conservatore convinto ma aperto alle novità, sensibile pastore di anime, tenero con i malati e gli emarginati, duro con i politici corrotti e i burocrati inefficienti, studioso appassionato e scrittore elegante e coinvolgente ».
Sessantatré dei suoi 85 anni trascorsi a lavorare e nessuna voglia di andare in pensione, Gianni Filippini ha guidato come direttore responsabile L’Unione Sarda dal primo gennaio del 1977 al primo marzo del 1986, ma non si è mai staccato dal giornale dove era stato assunto nel 1954. Da non pensionabile, ha trovato e trova il tempo di impegnarsi in tante altre attività, pronto a sostenere qualsiasi iniziativa culturale, spendendosi in prima persona anche nella vita civile come quando ha accettato di ricoprire a Cagliari l’incarico di assessore alla Cultura nella giunta di Mariano Delogu. Noto anche per la sua trasmissione su Videolina dove ha condotto 800 puntate dedicate ai libri, da direttore editoriale de L’Unione trova anche il tempo di leggere dai 120 ai 150 volumi all’anno e per non annoiarsi non manca di aggiornare costantemente il suo profilo facebook: «Per dovere professionale – dice Gianni Filippini – perché bisogna sapere dove va il mondo». Intanto raccontando trenta isolani speciali contribuisce a farci sapere da dove viene la Sardegna.

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