Novena San Giuseppe, settimo giorno

Settimo Giorno NOVENA A SAN GIUSEPPE
Facciamo chiarezza su Giuseppe «padre putativo» di Gesù. L’aggettivo «putativo» indica qualcuno o qualcosa che è ritenuto quello che non è. È vero Giuseppe non è genitore di Gesù perché non l’ha generato, ma è il padre vero perché lo ha amato, perché lo ha cresciuto, lo ha educato, gli ha insegnato l’arte, gli ha insegnato la vita. Non ha paternità carnale, ma ha paternità reale. Essere padre e essere madre non significa solamente mettere al mondo un figlio, questa si chiama genitorialità ed è connessa all’esercizio della genitalità.
Nella cultura ebraica il padre ha un ruolo fondamentale nella crescita dei figli, specie dei maschi: al padre spettava di insegnare tutto, da come pregare il Dio unico a come relazionarsi con il mondo. Giuseppe è uomo del silenzio ma la sua vita non è muta, anzi è parecchio eloquente. Anche a lui è chiesto di essere parte del sogno di Dio: Giuseppe è scelto da Dio e sceglie Dio. Il «Sì» di Giuseppe, anche se non pronunciato, non è meno grande degli altri «Sì» che hanno permesso a Dio di scrivere la storia della Salvezza.
Sappiamo, più o meno tutti, i fatti che riguardano Giuseppe e Maria. Maria è sposa di Giuseppe, ma prima che vadano a vivere insieme, la giovane è incinta e Giuseppe non ne sa niente. Il povero Giuseppe non sa che fare, non vuole che lei finisca male (la pena prevista in questi casi era la lapidazione) ed è disposto a tirarsi indietro pur di non ostacolare Dio. Non lo fa per sospetto, ma per rispetto. Non è un pusillanime, ma come tutti i chiamati della storia, è cosciente del suo limite. Quando sembra che abbia deciso per il meglio, volendo ripudiarla in segreto, un angelo porta una richiesta da Dio: «Te la senti di essere il padre di Dio?». E Giuseppe non spreca parole, non chiede libretti d’istruzioni, semplicemente agisce.
Affida a Dio la sua libertà, i suoi sogni legittimi, per essere parte del sogno di Dio. Attenzione, non si lascia trascinare dagli eventi come se fossero inesorabili. Quella di Giuseppe è un’obbedienza intelligente, l’obbedienza di chi sa che solo nel sogno di Dio si possono realizzare i sogni personali. La vita di san Giuseppe, semplice, normale, fatta di anni di lavoro uguale, di giorni che si susseguono con apparente monotonia è la vita di tanti padri di famiglia che tirano la carretta ogni giorno, senza far pesare in famiglia la situazione finanziaria magari traballante, ingoiando bocconi amari, mettendo sempre da parte se stessi per la gioia dei figli. È l’esistenza di chi vive nel quotidiano il disegno di Dio nella propria vita, attraverso le piccole grandi decisioni e scelte, nel coraggio di affrontare le difficili decisioni coniugali con responsabilità e dovere. Da Giuseppe, noi cristiani abbiamo tanto da imparare. O San Giuseppe, aiutaci ad accogliere Gesù che ora vive in noi.

Don Francesco

http://www.diocesidinuoro.it/una-lampada-accompagni-la-preghiera-san-giuseppe-giovedi-19-marzo/

Presentiamo il sussidio per la preghiera del Santo Rosario che la Conferenza Episcopale Italiana ha preparato per le ore 21.00 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e Patrono di tutta la Chiesa. Questa preghiera acquista un significato simbolico di supplica che nella fede unisce l’intero Paese. L’invito è rivolto a ogni fedele, ad ogni famiglia, ad ogni comunità religiosa, unito alla proposta di esporre alla finestra delle case un piccolo drappo bianco o una candela. A livello di emittenti nazionali, oltre alle iniziative locali già previste, Tv2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera. clicca qui Rosario-19-marzo-2020