Non solo funghi, ecco i predatori di tartufi

Non solo funghi, ma in Sardegna operano anche i predatori di tartufi che arrivano dal Continente e, approfittando della mancanza di una legge regionale, «passano al setaccio le campagne sarde, utilizzando metodi grossolani e predatori che devastano l’ambiente e pregiudicano il riformarsi della risorsa, per poi vendere a caro prezzo i nostri prodotti come provenienti da altre regioni italiane, senza che un euro di guadagno vada a beneficio delle comunità locali. Quella del tartufo è una realtà poco conosciuta ma presente anche nell’Isola, tanto che Laconi si fregia del titolo di Città del tartufo e da dieci anni organizza una sagra specializzata (foto sopra). Una realtà che fa ricchi chi questo prodotto lo conosce bene, lo raccoglie nell’Isola e lo esporta oltre Tirreno. Come starebbe avvenendo in questi giorni anche per i funghi porcini, raccolti in Barbagia e nel giro di dodici offerti nei ristoranti di Roma o Milano. La denuncia viene reiterata in una nota dal capogruppo dei Riformatori per l’Europa Attilio Dedoni che si dice da due legislature impegnato inutilmente a portare all’attenzione dell’Aula una legge per regolamentare la raccolta.Legge che nel giugno del 2017 sembrava in dirittura d’arrivo, ma il testo unificato di varie proposte è stato rispedito in commissione finendo nel dimenticatoio. Rispetto alle polemiche alimentate e rilanciata da una denuncia della Coldiretti (https://www.ortobene.net/funghi-assalto-senza-regole/ ), Dedoni conferma e sottolinea che «l’estate eccezionalmente piovosa e il proliferare anticipato dei porcini stanno alimentando le tensioni nei confronti dei cercatori che, per noncuranza o per mancanza di rispetto, si trovano sovente a danneggiare la proprietà privata di chi lavora nelle campagne, tanto da costituire una preoccupante minaccia per l’ordine pubblico. Questo non sarebbe successo – accusa il capogruppo dei riformatori – se il Consiglio fosse intervenuto per regolamentare la raccolta quando ne ha avuto la possibilità, contrastando così anche i gravi danni causati al sottobosco da chi raccoglie più funghi dello stretto necessario, magari per venderli sottobanco o solo per vantarsi con amici e parenti delle proprie “abilità”. Il caso è simile a quello che riguarda i tartufi, che da tempo vado denunciando. Questa incapacità da parte dell’Assemblea ha due precisi responsabili: i presidenti del Consiglio e della Quarta Commissione, i quali, pur di non scontentare alcuni consiglieri i cui interessi collidono con una seria regolamentazione della materia, hanno sempre fatto tutto il possibile per ostacolare l’iter della mia proposta di legge. È bene che i sardi, in particolare quelli che vedono le loro proprietà e i loro territori danneggiati da cercatori di funghi della domenica o da predatori professionali, lo sappiano», conclude Attilio Dedoni: «In Consiglio regionale c’è chi da anni si oppone alla tutela del nostro ambiente, tenendo in ostaggio l’intera Assemblea per i propri interessi personali».

 

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