Non si può. La mia anima è in lutto per te

Come posso provare cosí infinito dolore per un perfetto sconosciuto? Come posso piangere e sul mio viso far scendere le lacrime di un estraneo? Come posso ascoltare intensamente questo dramma così tanto da lontano? Com’è possibile? Ogniqualvolta un individuo innocente muore, la piú piccola parte della mia anima soffre, ogni volta. Perché è un essere umano come me. Ecco perché posso. Ecco perché anche oggi mi sono svegliata pensando a te, piccolo Willy Monteiro Duarte. Che tenerezza il tuo sorriso! Che crudeltà ha osato lacerarlo?! È un tipo di ferocia alla quale non riesco a dare un nome. Troppo disumana, troppo efferata, troppo surreale, troppo! Qualche giorno fa gli abitanti di Paliano, sconosciuto paesino italiano di provincia, hanno organizzato per te una fiaccolata pacifica per ricordare la tua innocenza, assassinata dalla spietatezza del branco umano. Il gesto dei tuoi concittadini non è indifferente perché mostra coraggio e ribellione contro la prepotenza di pochi. Erano infatti numerosissimi alla fiaccolata e non importa il numero preciso perché erano piú di quattro. Sono rimasti tutti insieme e per questo sono temibili. Sono sicura che questi quattro vili assassini che ti hanno aggredito hanno paura adesso. Hanno molta paura, perché non possono più far paura ora, non possono terrorizzare il territorio di cui si sentivano gli unici quattro proci. Non possono perché il paesino risvegliatosi non teme adesso questa bieca violenza cieca. Non conoscete vero, voi quattro assassini, questo tipo di arma che non uccide ma unisce? E a voi sconosciuta: la coesione pacifica invulnerabile. No, non la conoscete voi! E non pensavate neanche che i vostri bicipiti potessero essere sgonfiati. Sì, invece è possibile, perché sono di aria fritta. Mi spiace per voi quattro vili, ma è “matematicamente” impossibile rivaleggiare con una comunità forte perché unita. La vostra prepotenza, quella di pochi, è infatti inversamente proporzionale alla potenza vigorosa, coesa e pacifica di noi tutti. Tuttavia questa coesione pacifica invulnerabile non basta per sconfiggervi per sempre, perché potrebbe crollare da un momento all’altro a causa delle fondamenta incerte. E per questo motivo che abbiamo bisogno di volgere una preghiera alla scuola perché inizi a formare individui umanamente colti. Ai bambini di tutto il mondo non basta conoscere saperi meravigliosi come la matematica, la letteratura o la linguistica, se poi neanche da adulti sapranno riconoscere e distinguere un volto sorridente da un volto sofferente, se non sapranno stupirsi con indignazione e reagire alla violenza del branco umano contro l’individuo più fragile fin da piccoli. Se la scuola non riuscirà a prevenire l’aggressione, l’indifferenza e la violenza, allora avrà veramente fallito nel suo precipuo intento educativo e formativo nell’aiutare i bambini, allenando le loro preziose emozioni, a pensare con la propria testa e a rispettare il prossimo, il proprio compagno di banco, scuola, vicinato, squadra, gioco, lavoro, vita. Questo è un punto cruciale che non possiamo permetterci di eludere ancora, perché non si può morire massacrati di colpi violenti, non si può morire per aver voluto difendere pacificamente il proprio amico più debole, non si può morire perché nessuno aiuta chi è vittima di violenza, non si può morire perché vige la logica del bullo tiranno che terrorizza, non si può morire come sei stato assassinato tu Willy, piccolo innocente ragazzo coraggioso. Non si può. Non si può. Non si può. Sulla tua tomba oggi cresce un fiore bianco che non dobbiamo far appassire e far morire due volte, perché questo è il fiore del ragazzo innocente morto per difendere il prossimo.

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