Per non diventare Pinocchio e i balocchi

Parliamone. Non per cercare e pretendere altri contributi statali, per inventare risposte al superfluo, cercare il soggetto cui scaricare responsabilità ad ogni costo per avere la sensazione di aver la coscienza pulita. Possiamo dire che a Nuoro (come in molti paesi) c’è un problema educativo, di minori invischiati in vario modo con reati e tribunali, con bullismo e scolarizzazione improbabile? Possiamo dire di arroganze e prepotenze, talvolta violenze, di minori contro tutti e tutto? Possiamo confrontarci su una adolescenza che sconta responsabilità proprie ed altrui?
Sono presidente di una cooperativa nata e cresciuta per prevenire, piuttosto che tamponare il disagio minorile. Diciamolo con molta libertà: il Comune di Nuoro, su questo capitolo ha speso tanto. Ci sono casi di interventi, tramandati da nonno, figli e nipoti, in cui si sarebbe fatto prima, in termini di spesa pubblica, a costruire un caseggiato di notevoli dimensioni destinato ai senza casa. Ho conosciuto e collaborato con tanti Sindaci ed Assessori ai Servizi Sociali: erano e sono tutti sensibili a questa tematica, indipendentemente dalla loro estrazione politica. Hanno dotato Nuoro di vari servizi diventando in certi casi un’avanguardia. Oggi, la crisi finanziaria che attanaglia l’ente rende difficile anche il solo conservare l’esistente.
È illusorio pensare ad un Assessorato ai Servizi Sociali in grado di risolvere il disagio e la devianza minorile. Può fare la sua parte ma non ha la bacchetta magica. Tanto malessere ha radici che poco hanno a che fare con la pubblica amministrazione, o almeno, non sono da essa causati. Troppi minori pagano lo scotto di contese esasperate tra genitori separati; troppi sono utilizzati come palline di ping-pong per dispetti tra adulti incapaci di gestire in modo civile una storia finita; troppi hanno ricevuto regali ma non affetto; troppi hanno vissuto scene di violenza e poche carezze tra le mura domestiche; troppi hanno metabolizzato la violenza e l’inganno come modo di rapportarsi con gli altri; troppi sono stati plasmati sul modello consumistico per cui è lecito tutto, anche la rapina o lo scippo, pur di avere l’oggetto dei loro desideri ridotti a pretesa.
Da un lato abbiamo una legislazione che tutela il minore anche quando va a scuola per spacciare e non per studiare; quando diventa una minaccia ed un pericolo per genitori e fratelli; quando, insomma, ha quasi sempre ragione lui. Dall’altro non si chiede sufficiente assunzione di responsabilità da parte degli adulti: se tuo figlio, minorenne, alle due di notte sfascia automobili o scuole perché dovrebbe pagare poi tutta la cittadinanza e non tu? Se trovo sul sagrato della chiesa tua figlia “intrecciata” con un suo coetaneo, alle ore più improbabili, perché mi debbo sentire a disagio ed insultato io e non tu?
Credo che su tutto questo ci dobbiamo confrontare, senza schemi ideologici, senza dare colpe al altri e assumendoci, ognuno per il proprio compito, le rispettive responsabilità. Altrimenti famiglie, scuole, chiese e servizi sociali saranno la parodia di Pinocchio nel Paese dei Balocchi.

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