Nelle spiagge deserte nidificano i fratini

Attenzione: se trovate un nido in spiaggia non rimuovetelo perché ad aver deposto le uova, approfittando degli arenili deserti per l’emergenza sanitaria da coronavirus, potrebbe essere stato un Charadrius alexandrinus, cioè un fratino, piccolo trampoliere limicolo che cioè  vive nelle zone costiere e lagunari. Si tratta di una specie a rishio di estinzione che, proprio a causa della chiusura delle spiagge, ha nidificato questa primavera soprattutto nel Sud Sardegna (Sarrabus e Cagliaritano) ori posti solitamente molto frequentate dai bagnanti. Il fenomeno è da tempo all’attenzione del Corpo forestale regionale che si sono subito resi conto  del fenomeno eccezionale: a causa della concomitanza delle misure di contenimento dell’epidemia Covid-19 con la stagione riproduttiva, alcune specie di avifauna, non disturbate dalla pressione antropica, hanno scelto come siti di nidificazione nuovi e inconsueti territori.

Il Corpo Forestale ha dunque intensificato l’attività di monitoraggio e presidio del territorio è stata anche una coppia di cicogne bianche o europee (Ciconia ciconia), che normalmente non nidificano in Sardegna. I due esemplari (nella foto) hanno interrotto nel Sulcis il loro percorso migratorio, dall’Africa verso il Centro Europa, per costruire un vistoso nido sopra un palo elettrico dismesso, nel mezzo di uno spartitraffico stradale. Evidentemente durante il periodo di accoppiamento la strada era pressoché deserta. Il fenomeno sta avendo conseguenze importanti se dalla Forestale è partito un appello ai cittadini, che dovessero trovare nidi, anche apparentemente abbandonati, in luoghi atipici, a non rimuoverli dall’ambiente perché gli embrioni e i pulcini hanno le migliori probabilità di sopravvivenza solo se accuditi dai genitori.
È invece importante segnalarne la posizione al numero di emergenza ambientale 1515 del Corpo forestale e di vigilanza ambientale. ∼«Soprattutto nel mese di maggio – conferma  l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis il Corpo forestale è stato impegnato anche nella salvaguardia della riproduzione di queste specie che arricchiscono la biodiversità dell’Isola, intensificando l’attività di monitoraggio e presidio del territorio al fine di consentire il completamento della fase riproduttiva».

L’attività di controllo operata dal Corpo Forestale consiste nel prevenire i comportamenti che possono compromettere la nidificazione delle varie specie, sensibilizzando e contestando, nei casi previsti, le violazioni alle norme che vietano il disturbo della fauna selvatica in fase riproduttiva e che prevedono la sanzione pecuniaria sino a 516 euro.
Nel caso invece si tratti di aree particolarmente protette come parchi, riserve naturali, aree Sic e Zone di protezione speciale (Zps), il fatto costituisce reato, punito con l’arresto sino a 6 mesi eùù un’ammenda sino a dodicimila euro.

Per queste attività il Corpo Forestale si avvale anche delle associazioni ambientali e delle guardie zoofile, quali il Wwf -Sezione Sardegna e il Nucleo operativo guardie rurali ausiliarie, i cui volontari collaborano a presidiare i siti e a sensibilizzare la popolazione.

S’invitano i cittadini, che dovesse trovare nidi, anche apparentemente abbandonati, in luoghi atipici, a non rimuoverli dall’ambiente perché gli embrioni e i pulcini hanno le migliori probabilità di sopravvivenza solo se accuditi dai genitori.
È invece importante segnalarne la posizione al numero di emergenza ambientale 1515 del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.