Nelle Cortes del passato proiettate sul futuro

La rassegna “Autunno in Barbagia” fa tappa il 25 e 26 novembre a Orotelli dove viene riproposto “Fainas de ichinadu” che già da tre anni, ogni marzo, mobilita il paese nella riproposizione degli antichi mestieri trasformando il centro storico in una grande vetrina dove il passato non è malinconia ma radici alimentate nel presente per costruire il futuro. Secondo il programma ufficiale sono 36 le Cortes aperte nei vari angoli del paese in un percorso che amalgama storia, cultura e tradizioni con la presentazione delle produzioni locali legate alla terra, l’artigianato e l’enogastronomia. Tra l’altro i visitatori avranno la possibilità di approfondire le conoscenze sui dolci della tradizione per esempio con la particolare lavorazione in diretta di “su pistiddu”, focaccine di pasta sfoglia a base di sapa ottenuta dal mosto, fico d’India o corbezzolo. In varie Cortes sarà interessante notare l’abilità nel decorare la pasta sfoglia dove si da libero sfogo all’estro artistico tanto che spesso diventa imbarazzante gustare focaccine che sono vere e proprie opere d’arte.

 

Le varie Cortes saranno inaugurate sabato 25 alle 9 e resteranno aperte fino a domenica sera. Da non perdere Sa domo ‘e su pane a Casa Cannas dove nella due giorni saranno riproposte le tradizionali fasi di lavorazione della panificazione, con degustazione de su “pane lentu”, la sfoglia calda e morbida del pane tipico sardo prima che venga sottoposto alla “carasadura”, la seconda cottura nel forno a legna. Orotelli però è soprattutto patria dei Turphos, la maschera etnica di Carnevale coperta con un cappotto di orbace e con il voto annerito che solitamente avanzano a gruppi di tre: due davanti, abbracciati, nell’intento di trainare un aratro di legno a simboleggiare i buoi aggiogati, ma con alcune possibili varianti come il Thurpu che invoca la fortuna seminando crusca o mima la ferratura dei buoi. Riscoperti nel 1978 grazie a una grande operazione culturale animata dalla maestra Giovanna Sirca e dall’etno-antropologo Raffaello Marchi, dal 22 gennaio 1979 quando ricomparvero in strada la prima volta Sos Thurpos (i ciechi) hanno fatto tanta strada come si potrà vedere nella Mostra fotografica allestita nella sede dell’omonima associazione arricchita dall’esposizione di oggetti della tradizione, ma soprattutto domenica 26 alle ore 15,30 in piazza Sant’Antonio con  il rito della vestizione dell’antica maschera e successivamente nell’uscita di “Sos Thurpos” e la sfilata per le vie del centro storico e nel percorso tra gli stand ricavati nelle antiche “Domos” di granito.

Sempre domenica però sarà possibile un altro tuffo nelle tradizioni del paese, magari iniziando la giornata alle ore 10 nella chiesetta di Sant’Antonio dove sarà riproposto Su battisimu oroteddesu, l’antico rito del battesimo come descritto nel libro “Folklore Sardo Orotellese” del sacerdote Salvatore Merche (religioso originario di Orotelli dove è nato l’8 gennaio del 1873, parroco per 30 anni nella vicina Oniferi dove è morto il 23 aprile del 1943) che grazie ai suoi molteplici interessi ha lasciato una grande testimonianza a cui ancora oggi si continua ad attingere per riscoprire e valorizzare la storia, la lingua e le tradizioni sarde. Questo lavoro di ricerca e valorizzazione che anima il paese – dai Thurpos, a Pride Merche senza dimenticare la fondazione dedicata all’intellettuale-scrittore più famoso di Orotelli, Salvatore Cambosu, il poeta Nunzio Cossu o monsignor Rosario Menne – nelle Cortes apertas del prossimo fine settimana si caratterizza anche con la mostra “Archivio storico materiale ed attrezzature didattiche delle scuole di Orotelli“ che sarà inaugurata sabato 25 alle 10 nella sala consiliare del Municipio. Un appuntamento che farà da prologo alla presentazione del libro di don Gianni Bitti “Orotelli nei quinque libri” dedicato alla storia della comunità attraverso lo studio dei documenti custoditi nei registri dello “Stato delle anime” dell’Archivio Diocesano. Un appuntamento di assoluto rilievo incentrato sulla poderosa opera (643 pagine) che per volontà del Comune sarà distribuita a tutte le famiglie, dove il direttore dell’Archivio Diocesano, già parroco di Orotelli dal 1986 al 1983, ricostruisce la storia del paese dal 1775 attraverso “I quinque libri”, i registri parrocchiali che aggiornano lo stato delle anime, Status animarum, battesimi, cresime, matrimoni e funerali. Sarà lo stesso don Gianni Bitti a illustrare il suo lavoro nel convegno introdotto dal saluto del sindaco Nannino Marteddu e dal presidente della Camera di commercio e del Distretto culturale di Nuoro, Agostino Cicalò, che coordinati dal giornalista Federico Sedda, vedrà il contributo dello storico Angelo Sirca.

La due giorni delle Cortes apertas a Orotelli, sia sabato 25 che domenica 26 novembre, sarà inoltre animata da una serie di eventi nelle varie tappe del percorso, dalla lavorazione del formaggio alla ferratura del cavallo. Non manca l’intrattenimento con i balli in piazza Su Palu accompagnati dall’organetto di Davide Ledda e curati dell gruppo folk. Il programma di “Autunno in Barbagia” a Orotelli prevede inoltre due appuntamenti specifici di musica e balli sardi organizzati dalla Pro loco in piazza Sant’Antonio sabato alle 20.30 con i “Ballade ballade bois” e domenica alle 16.30 con la voce e la trunfa di Gian Michele Lai e l’organetto di Peppino Bande.