Nella musica la sfida di Jay P

«Non penso che i giovani di oggi non abbiano valori – disse Fabrizio De Andrè durante un memorabile concerto al teatro Brancaccio di Roma il 14 febbraio 1998 -, hanno sicuramente dei valori che noi non siamo riusciti a capir bene perché siamo troppo affezionati ai nostri». Vengono in mente queste parole pensando alla scelta di un giovane ventunenne nuorese, Gian Paolo Sanna, di dedicarsi – accanto allo studio, Giurisprudenza a Nuoro – alla composizione di musica non tradizionale alle nostre latitudini ma sicuramente di grande effetto per le nuove generazioni. Jay P, questo il nome d’arte di Gian Paolo, ha già composto diversi brani di un genere classificato come “trap” ma che mescola influenze “dancehall” e dance hop”, canzoni che si possano ballare e di cui canticchiare il ritornello. Il primo grande successo di Jay P arriva con il brano “Malandrino”, oltre 19mila visualizzazioni su YouTube in pochi mesi, l’ultimo pezzo in ordine di tempo è l’autobiografico “Mosca bianca”: «È il mio modo di essere – spiega Gian Paolo – perché mentre tutti cambiano io non cambierò. Sono unico e particolare, in questo panorama dove tutto va nella stessa direzione io cammino per un’altra strada».
Con le sue canzoni vuole trasmettere «buon umore e positività» – dice – Non mi piace però parlare di droga ad esempio e sono contro qualsiasi forma di violenza. Tutto quello che per me non è allegro non lo considero. Non mi piacciono le persone negative. È importante essere positivi e circondarsi di persone positive».
Appassionato di musica dall’età di cinque anni, Gian Paolo dice di amare tutti i generi, anche la Classica, e vorrebbe imparare a suonare uno strumento, certamente la “trap” è quella che al momento lo ispira maggiormente, «ho iniziato ad ascoltare la Dark Polo Gang – racconta -, i miei artisti preferiti invece sono Side Babe e in particolare Sick Luke. Mi rispecchio molto in quest’ultimo che trasmette grande positività».
Jay P guarda al futuro con le idee chiare: «La musica penso parli una sola lingua, è bello mischiare diverse realtà, continuerò a farlo e si potrà vedere anche con le prossime tracce che intendo pubblicare a breve. La mia musica voglio che sia “universale”, forse peccherò di modestia ma è quello che voglio e spero di farcela, voglio mettercela tutta perché davvero io credo molto in questa mia passione». L’obiettivo principale è quello di «alzare sempre di più l’asticella, voglio essere fiero dei miei risultati e soprattutto voglio sottolineare il fatto che sono risultati puri quelli finora ottenuti, e solo impegnandosi molto si può essere davvero felici, io ora non sono nulla, solo un ragazzo che ci prova, ma per provarci ci vuole determinazione e io mi sento determinato».
Sullo sfondo c’è Nuoro: «Amo questa questa città – afferma – e anche se molti miei amici sono andati fuori a studiare io ho preferito rimanere». Come renderla più bella?«La musica è la chiave di tutto, mi piace intrattenere con le mie canzoni e ora tanti miei amici stanno facendo la stessa cosa. Con la musica si possono avvicinare di più i giovani e fare anche tante iniziative. La cosa più importante su cui deve puntare Nuoro è quella di ingrandire il Polo Universitario. Io studio giurisprudenza qui e posso dire che è ottima. Bisogna ampliare l’offerta formativa poi naturalmente con la musica e l’intrattenimento si può fare il resto».
Non disdegna i messaggi sociali Jay P, nel video di “Malandrino” ha promosso l’iniziativa “Adesso basta” e vorrebbe anche contribuire a promuovere l’immagine della città, «Nei miei video ho fatto riprese al Monte Ortobene e al Redentore, per me è importante mettere in risalto le tradizioni della nostra comunità e valorizzarle».
Nuoro è anche nel prossimo progetto musicale, «non posso anticipare di più, è in fase di lavorazione ma sarà davvero una cosa molto bella». Intanto arriverà presto “Balla con me”, una canzone «allegra e fresca, perfetta per l’estate», assicura.
Di sicuro quello che al momento manca in città è un luogo in cui produrre materialmente musica e Jay P lo conferma: «Ti dico la verità, per il momento registrare le canzoni non è una impresa facile. Io registro dal mio produttore Michael che oltre ad avere l’attrezzatura adatta è bravissimo a fare mix&master delle tracce. Quando lui non c’è purtroppo devo trovare soluzioni alternative. Alle volte per registrare sono dovuto andare a Genova da Demo, molto professionale, viaggiando in nave». Registrare è un problema ma «se Dio vuole e tutto va per il giusto verso anche al mio produttore piacerebbe certamente aprire uno studio, dove poter registrare e anche accogliere tutti quelli che vogliono fare la stessa cosa».
Per ritornare da dove eravamo partiti, i giovani Nuoresi sono davvero senza valori come molti pensano? «Penso che la realtà Nuorese sia piena di giovani di talento, te lo posso assicurare. Purtroppo spesso non è facile metterlo in pratica. Ci vogliono soldi, metterli da parte spesso è un problema perché non sempre si trovano lavori per racimolarne abbastanza per autofinanziarsi.
Oltre a questo torniamo al problema che non ci sono posti adatti per poter far esplodere questi talenti come si deve. I giovani possono fare molto per Nuoro e non solo. Dateci la possibilità di farlo, lo chiedo a gran voce sia al Comune di Nuoro che alla Regione, fate qualcosa per i giovani, dategli la possibilità di far volare alto questa città. Iniziate ad esempio a dargli più opportunità negli studi, e valorizzateli in ogni ambito. Scoprirete che davvero il talento non manca».

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