Natale in carcere

Un Avvento ricco di iniziative quello dell’Ordine di Malta, rivolte principalmente al mondo delle carceri, ai detenuti. Il Natale, più di ogni altra ricorrenza, è sinonimo per ciascuno di noi di famiglia, di pace, di bontà, di affetti, tutte cose che nella vita di un detenuto sono state stravolte dal dramma del reato e dalla pena. Un contesto reso ancor più difficile dalla pandemia e dalle restrizioni.
La Delegazione della Sardegna ha avviato da diversi anni varie iniziative di carità rivolte ai detenuti, svolte all’esterno od all’interno delle carceri.
Nel primo fine settimana di Avvento la Delegazione ha partecipato alla “Colletta Alimentare” avvalendosi della collaborazione di alcune persone detenute in permesso. Si tratta certamente di un esempio di giustizia riparativa, tema sul quale la società e la politica dovranno affrontare un lungo cammino di riflessione per adeguare il nostro ordinamento giuridico agli standard europei.
Come avvenuto nel 2020 la Delegazione ha voluto essere presente nel carcere di Badu e’ Carros di Nuoro (nella foto) confezionando 290 sacchetti regalo composti da prodotti per l’igiene (offerti dal Gran Priorato di Lombardia e Venezia), una tavoletta di cioccolato e arricchiti da un biglietto di auguri redatto dalle suore Carmelitane del locale convento. Un messaggio personale – uno diverso dall’altro – che tocca il cuore, anche il più inaridito…
Caro fratello, ecco il Natale. Continua ad avere un fascino? Che cosa ci può dire oggi? È un tempo che ci porta un segno concreto dell’Amore di Dio per noi, per ogni uomo.
È questo che rende importante il Natale e ci fa aprire alla speranza.
È come il desiderio di diventare buoni, di non rimanere nella nostra durezza di cuore e di imparare anche noi ad amare. Forse per questo a Natale ci si scambiano i doni.
Ma quello che è importante è donare sé stessi ed accogliere l’altro. Gesù ci insegna questo e ci da’ un cuore nuovo, capace di vivere una vita più vera.
Non viene invano. Non lasciamolo passare invano.
Ora, con queste poche righe, ripeto a te l’annuncio degli angeli nella notte di Natale: è nato per te il Salvatore.
Impariamo a gioire così da poter rinnovare la nostra vita. Tutti abbiamo bisogno di ricominciare…
Ecco il mio augurio per te.
I doni sono stati consegnati alla Direttrice della Casa Circondariale ed al Comandante degli Agenti di Polizia Penitenziaria per essere distribuiti, dopo i necessari controlli, alle persone detenute.
Il giorno di Natale una rappresentanza della Delegazione è stata invitata a partecipare alla celebrazione dell’Eucarestia, presieduta da S.E. Mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, nell’Istituto di Pena Minorile (IPM) di Quartucciu.
Momento particolarmente toccante, per il luogo, il contesto, la presenza dei ragazzi, uno dei quali ha contestualmente ricevuto il sacramento della cresima. E proprio rivolgendosi ai ragazzi dell’Istituto Mons. Baturi ha esortato alla speranza: “ciascuno di noi vale il viaggio di Dio”. L’annuncio della Buona Novella è arrivato prima di tutto ai pastori, agli ultimi.
Al termine i giovani volontari della Delegazione hanno consegnato anche ai giovani dell’IPM i sacchetti regalo della Delegazione, in uno scambio di fratellanza oltre le sbarre.
La conclusione di un percorso di Avvento ma non la fine dell’impegno della Delegazione a favore delle persone recluse, in un momento pandemico che rende ancora più difficile la vita in carcere ed il servizio ai signori detenuti.

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