Morire a Tarso, dove valeva la pena “esserci”

Maria Concetta Mustacciu, settima dei nove figli di papà Giovanni Agostino e mamma Gavina Medas, nasce prematura all’ospedale di Sassari il 23 aprile 1948, con pochissime speranze di vita. È talmente piccola che può star dentro a una scatola di scarpe.
Portata al paese, Sedini, viene battezzata il 19 maggio e soltanto l’11 ottobre, allora festa della Madre di Dio, viene dichiarata fuori pericolo. Subito la mamma la porta in chiesa per offrirla alla Madonna; ed è proprio questa la data in cui Concetta pronuncerà i primi voti nella nostra famiglia religiosa. La numerosa famiglia vive in una dignitosa povertà; la mamma si dedica ai figli (6 femmine e tre maschi) e il papà fa l’ambulante.
Concetta riceve il sacramento dell’Eucaristia e della Confermazione a Sedini il 29 settembre 1957. Partecipa volentieri alla vita della parrocchia e a scuola, però data la non facile situazione, occorre orientarsi a cercare lavoro. Due fratelli emigrano in Germania; la sorella maggiore si sposa e si trasferisce in Francia; Concetta sta con lei dai 10 ai 15 anni, per farle compagnia e darle una mano. Rientrata in Italia, aiuta in casa ed è molto abile nella realizzazione degli artistici cestini sardi; si impegna nell’Azione Cattolica.
Compiuti i 18 anni, chiede di essere accolta nella nostra Famiglia; entra in Postulato a Roma il 2 agosto 1966 e lo prosegue a Venezia. Inizia il Noviziato il 2 agosto 1967 sotto la guida di Suor. Elena Pase al Paesetto della Madonna, che era stato da poco acquistato e lavora con entusiasmo, insieme alle altre novizie, al cantiere di imboschimento di quell’arida collina, scavando buche e piantando alberi.
Dopo la prima Professione (11 ottobre 1969) passa il tempo dello juniorato tra Roma, Milano e Nicotera. A Roma nel 1972 consegue il diploma di licenza della scuola media, collaborando anche negli uffici interni. Compie a Roma, il periodo di preparazione ai voti perpetui e li pronuncia il 6 giugno 1975. Prima di farlo, scrive alla Fondatrice aprendole il suo cuore: commuove la sua umiltà nel riconoscere le difficoltà che possono sorgere dal suo carattere impulsivo; ed esprime la fiducia che il Signore la sosterrà tutta la vita. Subito dopo i voti perpetui viene inviata a Lourdes e vi rimane fino a maggio 1976, quando viene trasferita a Sanremo Virgo Prudentissima; qui nel 1977 consegue il diploma di scuola materna e più avanti segue anche un corso di teologia a distanza organizzato dalla Pontificia Università Lateranense, conseguendo nel 1985 il Diploma di teologia catechetico-pastorale.
Nel 1986 la troviamo ad Alghero Mater Misericordiae come insegnante di religione nella scuola media; si impegna inoltre nella catechesi parrocchiale e nella Segreteria dell’Ufficio catechistico diocesano; dal 1987 assume anche la guida della piccola Comunità, portando avanti gli stessi servizi. Nel 1990-1991 vive a Roma l’Anno di rinnovamento e frequenta con profitto il corso annuale di teologia della vita religiosa al Claretianum.
Dal 1991 al 1993 l’obbedienza la porta a Roma Vergine Annunciata, dove continua l’insegnamento della religione e collabora nell’animazione catechistica e liturgica della parrocchia Santa Maria della Divina Grazia, a Ponte Galeria. Da qui viene trasferita di nuovo a Sanremo Virgo Prudentissima, dove rimane fino al 2008. Per vari anni Superiora, poi economa della Comunità, continua l’insegnamento della religione, è sempre fervida nella pastorale parrocchiale, nell’animazione dell’adorazione nell’oratorio dell’Immacolata dei laici. Sostiene la fraternità di “Figli della Chiesa” e avvia un gruppo che dedica la notte tra il sabato e la domenica all’adorazione notturna.
Dal 2009 al 2011 eccola a Mestre Mater Christi, come animatrice della Comunità, partecipe della pastorale nella parrocchia di San Lorenzo e animatrice dell’adorazione nella chiesa di San Girolamo, sulle orme della nostra Olga della Madre di Dio. Da qui viene destinata alla Comunità di Nuoro Turris Davidica, dove resta per un anno.
Il Signore infatti, inaspettatamente, tramite le Superiore nel 2013 la chiama in Turchia, a Tarso Mater Gentium. Concetta accoglie con fede questa missione di silenzio e preghiera, di apparente inattività; si sforza di imparare la lingua, con le Sorelle accoglie i pellegrini che da tutto il mondo si recano nella città di Paolo, preparando con cura le celebrazioni quando permesse nella chiesa-museo dedicata all’Apostolo; si impegna con le Sorelle in rapporti di cordialità con i vicini di casa, tutti musulmani; nella parrocchia di Mersin collabora nelle iniziative caritative verso i numerosi profughi e rifugiati. Dal 2016 è anche superiora, sempre più convinta che vale la pena di “esserci” a Tarso, per tenere accesa la luce del Tabernacolo nella Terra della Chiesa.
Agli inizi del 2021, è colpita dal Covid-19 in forma gravissima, l’11 gennaio è chiamata all’abbraccio con il suo Sposo amato: muore all’ospedale di Tarso, città di San Paolo. Noi Sorelle La sentiamo come un piccolo seme sepolto nella terra destinato a portare molto frutto.
Sr. Bertilla GM.

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