Mobilitazione per salvare la sede Inps

Fuoco di sbarramento contro il subdolo tentativo di ridimensionare la sede dell’Inps di Nuoro dimostrata anche dall’ultima decisione di non assegnare agli uffici del capoluogo nessuno dei 66 neassunti destinati alla Sardegna (https://www.ortobene.net/inps-prove-smantellamento-nuoro/).

Dopo le prese di posizione dei giorni scors (il problema è stato sollevato ieri anche dalla consigliera comunale di Nuoro Marilena Roich), a far sentire la loro voce i sindaci dell’Unione dei Comuni della Barbagia  e i pensionati della Cisl. «Rappresentiamo rappresentano la preoccupazione circa il progressivo smantellamento della presenza dell’Inps sul territorio della provincia di Nuoro e chiediamo al presidente della Regione ed ai parlamentari sardi le opportune azioni al fine di porre fine a questo tentativo», scrivono i primi cittadini Giovanni Cugusi (Gavoi), Franco Crisponi (Lodine), Efisio Arbau (Ollolai), Ester Satta (Olzai), Stefania Piras (Oniferi), Maria Cristina Sedda (Ovodda), Francesco Zucca (Tiana) e Paolo Ledda (Sarule), rispetto alle ultime vicende denunciate dal presidente del Consiglio provinciale Inps Tonino Ladu e dal Consiglio regionale dell’Istituto. «Siamo altresì preoccupati – denunciano i sindaci – per la progressiva fuga dell’Inps anche nel nostro territorio della Barbagia. Un fenomeno di “fuga dello Stato” dal territorio che riscontriamo in tutti gli ambiti e che non vorremo fosse avvallata dalla Regione Sardegna e dai parlamentari sardi».

Concetti ribaditi anche dall’esecutivo territoriale della Federazione pensionati Cisl guidato da Remo Sau, allarmato dal tentativo di depotenziamento di un ente  che tra le altre incombenze deve seguire 40mila ultra sessantacinquenni della provincia di Nuoro più i circa 13mila dell’Ogliastra. Naturale, quindi, la «forte preoccupazione per il reale pericolo di un taglio sensibile nella prestazione del servizio a danno soprattutto dei più deboli che sono i destinatari per eccellenza degli interventi previdenziali e assistenziali». La Cisl Pensionati, quindi, «esprime energicamente una vibrata protesta a nome sia dei propri iscritti sia di tutta la popolazione anziana, mettendo ancora una volta in evidenza l’assurdità di una politica che determina l’assenza delle istituzioni proprio quando maggiore è la necessità di una loro presenza per combattere lo spopolamento ormai inarrestabile». Nello stesso tempo si «giudica assolutamente offensivo e irrispettoso della dignità e della umana intelligenza  la fuga degli apparati dello Stato per un mero calcolo aritmetico che vede soccombere un popolo per il solo fatto che è quantitativamente minoritario, destinandolo alla scomparsa e immolandolo sull’altare della convenienza economica. Invochiamo con forza – conclude l’ordine del giorno del comitato esecutivo provinciale della Federazione pensionati Cisl  – un’applicazione autentica del principio universale di razionalità in difesa della ragione che deve sempre andare incontro alla persona che ha bisogno, ancor di più se questa si trova sola nel deserto».

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