Missionari come San Paolo

Sono tanti i sacerdoti, anche della nostra diocesi, che possiamo ricordare in occasione della giornata mondiale delle missioni. Da padre Giovanni Antonio Solinas a padre Salvatore Carzedda, il cui ricordo è ancora vivo nella memoria, mentre prosegue l’impegno in Argentina di don Andrea Buttu e don Antonello Tuvone che è stato appena nominato vicario generale della diocesi della Nueva Oran.
La chiesa di Gesu Cristo è essenzialmente missionaria, come ricordava papa Paolo VI proclamato santo da Papa Francesco, ma se non fosse missionaria non sarebbe una, per la verità che trasmette, santa, perché benedetta da Cristo, cattolica, perché universalmente riconosciuta, apostolica, perché da secoli trasmette il messaggio di Gesù. I missionari non sono soltanto quelli che lasciano la propria famiglia, la propria terra e vanno in posti lontani per predicare il Vangelo,
Ciò significa che tutti i cristiani, in quanto battezzati, sono apostoli, tutti sono chiamati a una esistenza come progetto, nessuno nasce per caso, dobbiamo solo capire il progetto che Dio ha in serbo per ciascuno di noi. Il sinodo dei Giovani su fede e discernimento vocazionale serve appunto a capire quali sono le strade che gli adolescenti possono percorrere sotto la luce missionaria. Missionario è dunque colui che vive la testimonianza nella fede di Gesù, nell’ambiente in cui vive.
Nella “Evangelii Gaudium” Papa Francesco ricorda che siamo discepoli missionari, non semplici discepoli e missionari, perchè quella “e” fa la differenza, ogni cristiano è chiamato a essere discepolo missionario nella realtà in cui vive, nel luogo di lavoro, nella famiglia, nella scuola dove lavora, perchè è in questi luoghi che crescono gli uomini e le donne del domani.
In definitiva siamo tutti evangelizzatori, non solo i sacerdoti e le suore, coloro che hanno preso i voti, la giornata missionaria mondiale serve per farci capire l’universalità della missione. Tutti possono e devono essere missionari con i mezzi di cui dispongono. Anche nelle difficoltà, in mezzo ai problemi, essere cristiani oggi forse è più difficile che in altri tempi, ma non è impossibile, a patto di non fare affidamento solo sulle nostre forze, con la Grazia di Dio si può fare molto.
Occorre coltivare la fede, con la preghiera, con la partecipazione attiva alla messa, come San paolo ci si può convertire sulla via di Damasco, per ritrovare la fede lasciando perdere antichi pregiudizi sulla Chiesa, e vivendo il presente come un cammino. Aver ricevuto i sacramenti non basta, andare ai pellegrinaggio è importante, ma è altrettanto importante fare un passo avanti verso una piena comunione. Come quella dei missionari sardi in giro per il mondo a portare la parola di Dio.

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