Le minacce di morte oscurano i problemi

«Ma perché non lo sparate a Cocco?», in Regione mentre restano sullo sfondo i veri problemi sui ritardi dei pagamenti per almeno 85 milioni di euro in agricoltura, pero ha scatenato una bufera politica il commento a un post del presidente della commissione Agricoltura Piero Maieli che addirittura invitava a sparare a Daniele Cocco, consigliere regionale di Leu, sindaco di Bottidda e nuorese di adozione, reo di aver criticato insieme al collega Eugenio Lai, la politica agricola della Giunta Solinas. La vicenda assume un aspetto particolarmente grave quando Maieli non solo non si dissocia subito da quel momento ma addirittura lo chiosa con un emoticon (faccina dal sorriso irridente) che fa andare su tutte le furie i capigruppo di opposizione che, esprimendo «solidarietà e vicinanza» a Cocco e alla sua famiglia, scrivono: «La discussione politica su temi di grande interesse  non può finire con insulti e tanto meno con parole intimidatorie. Fatto ancor più grave quando un rappresentante delle istituzioni invece che condannare e dissociarsi pubblicamente avvalla l’intimidazione». Questo iniziale atteggiamento passivo di Maieli viene ritenuto «grave e irresponsabile» da Eugenio Lai (LeU Sardigna), Gianfranco Ganau (Partito Democratico), Francesco Agus (Gruppo Progressisti Sardegna) e Desiree Manca (M5S) che ne chidono le immediate dimissioni dalla carica di presidente di commissione  e invocano dal «Presidente Solinas e al Presidente del Consiglio Pais una presa di distanza da tali comportamenti che minano alla radice i principi fondanti della democrazia».

Davanti alla bufera che si è scatenata il diretto interessato ha finalmente detto una parola chiara esprimendo sempre via Facebook «tutta la mia stima al collega Daniele Cocco», per aggiungere:«Ho potuto provare sulla mia pelle i danni che può fare un emotion su Facebook, per chi mi conosce e spero anche per il collega Daniele è chiara la mia estraneità a qualsiasi atto di violenza o di minaccia, purtroppo – scrive  Piero Maieli il post incriminato è stato tolto dall’autore prima che potessi ridimensionarlo con una qualsiasi replica».

Basterà questa precisazione a calmare le acque? Intanto dalla maggioranza arriva una netta condanna dal consigliere di Forza Italia Giuseppe Talanas: «Malgrado l’attività politica ci porti a militare in opposti schieramenti – il messaggio postato su Facebook dall’esponente politico di Orune –  sono legato da sincera amicizia e rispetto al consigliere regionale Daniele Cocco, al quale esprimo la mia vicinanza per le minacciose frasi del quale è stato oggetto. Anche se potrebbero essere state espresse preterintenzionalmente, sono comunque azioni esecrabili, molto lontane dal nostro modo di concepire la dialettica e il confronto politico, figlie di una mentalità che non ci appartiene, e mai lo sarà. La violenza, – conclude Talanasin qualunque forma venga espressa, non può e mai deve essere tollerata e accettata e va sempre respinta con forza. Ferma e dura condanna quindi, e massima solidarietà a Daniele».

La polemica però rischia, come spesso succede, di trasformarsi in una cortina fumogena che finisce per nascondere i problemi reali e l’esatta materia del contendere. Nello specifico a sparare il primo colpo era stato Eugenio Lai che, sostenuto da Daniele Cocco, aveva criticato la proposta di Maieli per superare l’emergenza coronavirus: «Anziché proporre mutui, quindi ulteriori debiti, al mondo delle campagne che vanta crediti con la Regione è assurdo», aveva detto l’espeonente di Leu Sardegna vedendo un modo concreto per sostenere il mondo delle campagne nella «liquidazione  immediata degli 85 milioni che avete in cassa di premi, indennità, contributi arretrati che sono stati già assegnati al mondo delle campagne, alcuni datati 2017. Bloccate alcuni trasformatori sardi di formaggi che propongono agli allevatori di buttare il 20% della produzione di latte di aprile, sostenete i suinicoltori, gli ortofrutticoli, il mondo delle campagne attraverso misure di sostegno alle vendite (misura prodotti agli indigenti) e ponete in essere politiche reali di sostegno al comparto. No ai debiti – concludeva Laisì ad una politica seria».

Con quella minaccia di morte, comunque, il fan del consigliere sardista non ha di certo fatto un favore a Pietro Maieli. Quel commento che poi ha portato anche l’autore  a scusarsi, ha finito per oscurare il contenuto del post del presidente della commissione Agricoltura deciso nel replicare a Daniele Cocco e Eugenio Lai denunciando il «goffo tentativo di far dimenticare le inadempienze e le inefficienze della giunta di centrosinistra da loro sostenuta», perché «sollecitano la Giunta ed esitare le pratiche arretrate in agricoltura; ma è proprio questa una delle più gravose eredità che la Giunta Solinas ha ricevuto da loro». Il presidente della Commissione Agricoltura fa quindi un elenco che, alla fine, dovrebbe riportare attenzione e energie, facendo il conto sui soldi fermi in Regione che nella crisi attuale sarebbero veramente ossigeno vitale per decine di migliaia di imprenditori agricoli sardi: «Per la siccità del 2017 – scrive Pietro Maieli – a fronte di 38,5 milioni disponibili, residuano 32,5 milioni con migliaia di pratiche non istruite. 13,9 milioni di calamità naturali 2018 con domande ancora da istruire; 15 milioni di misure difesa del suolo integrato e biologico che dal 2016 non venivano pagate, e il cui pagamento e’ stato parzialmente sbloccato da noi solo di recente. Ancora: 50 milioni di euro sui PIF (Progetti Integrati di Filiera, ndr) da sbloccare;  i ritardi sulle pratiche di insediamento giovanile con tremila domande di cui mille sono giunte a buon esito.
Questa – sostiene sempre Maieli – è la vera eredità lasciata a noi da chi oggi cerca di occultare i fatti. La Giunta Solinas ha previsto l’istituzione di un fondo di solidarietà da estendere a tutti i settori agricoli, compresa l’acquacoltura. Inoltre, una norma specifica per il pagamento immediato delle risorse destinate al mondo agricolo in relazione agli eventi calamitosi del 2017, e un regime di anticipazioni che possano pervenire a tutti coloro che hanno presentato domanda, senza attendere l’esito delle istruttorie. La macchina amministrativa regionale è finalmente al lavoro a pieno regime per sbloccare le procedure di erogazione che da troppo tempo stanno bloccando la liquidazione dei contributi destinati ad agricoltori e pastori e agli altri soggetti in crisi. Laore ha portato avanti le istruttorie su 11mila pratiche arretrate, 4500 delle quali sono gia’ verificate. Con il sistema che mettiamo in atto, si sbloccheranno le anticipazioni e si potra’ riscuotere il dovuto prima ancora di attendere l’esito dell’istruttoria.
Ancora da scrivere nei dettagli il capitolo dei nuovo aiuti per l’emergenza in corso. «Prevediamo inoltre, come ha anticipato il Presidente Solinas, di stanziare altri 15 milioni sul fondo di accesso al credito, e di istituire uno specifico accordo con il sistema bancario per ulteriori agevolazioni destinate alle aziende agricole. Riserviamo inoltre 20 milioni da utilizzare per sovvenzioni dirette da distribuire secondo un disciplinare da adottare dopo l’approvazione della legge regionale. Come sempre – conclude Pietro Maieli – alle chiacchiere e alle omissioni preferiamo contrapporre fatti concreti».