Militari di pattuglia contro gli incendiari

La salvaguardia del Creato in Sardegna, questo particolare lembo di terra in mezzo al Mar Mediterraneo, impone l’utilizzo di tutti quei mezzi e risorse (umane e finanziarie) a disposizione dello Stato, cioè noi, proprio in virtù del fatto che tali mezzi e tali risorse sono destinate ad essere impiegate per le numerose esigenze della nostra comunità in materia di Difesa, Sicurezza, Protezione Civile ma non solo. Parliamo della proposta di impiegare gli uomini e le donne dell’Esercito Italiano stanziati in Sardegna in servizio permanente o tra i giovanissimi volontari in ferma prefissata nelle azioni di fermo, nella prevenzione degli incendi e soprattutto nel duro contrasto delle mira criminali di non meglio individuabili soggetti la cui opera delinquenziale sembrerebbe proprio quella di distruggere quanto di più bello e spettacolare offre Madre Natura. D’altronde negli ultimi anni abbiamo numero esempi, vedi “Strade sicure”, dell’impiego de militari nelle emergenze con compiti preventivi e pattugliamento soprattutto in funzione antiterrosimo. In Sardegna gli incendi sono un’emergenza che ha effetti simili al terrorismo: oltre il danno sociale, ambientale ed economico provocano un effetto diretto anche a livello psicologico sulla popolazione e sugli ospiti che hanno bisogno di essere rassicurati come appunto avviene con la presenza dell’Esercito nei centri storici delle città o nei punti sensibili.

L’ assessore regionale all’Ambiente Gianni Lampis è un bravo ragazzo e sono sicuro prenderà in seria considerazione quanto sopra: caro Gianni, ti do del tu e ti scrivo con tono assolutamente amichevole, chiedendoti di individuare quegli obiettivi sensibili ambientali indicati dal tuo assessorato nei quali prevedere, in considerazione del doppio utilizzo delle Forze Armate e nello specifico nelle attività di vigilanza contro l’opera degli incendiari, una sistematica attività ben organizzata di pattugliamento armato diurno e notturno degli obiettivi sensibili ambientale individuati e indicati da te, di concerto con la Direzione Regionale della Protezione Civile ma non solo: Corpo Forestale, Forestas, Vigili del Fuoco, altri attori istituzionali fondamentali.

Si dovrebbe, inoltre, valutare se è il caso di assegnar loro se non la qualifica di agente e ufficiale di polizia giudiziaria almeno quella di agenti e ufficiali di pubblica sicurezza. I militari operando con il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione, contribuirebbero, con la loro incessante e attenta attività di sorveglianza a dare del filo da torcere agli incendiari criminali e organizzati che le notti scorse hanno seminato il terrore  nelle campagne di Siniscola, con le fiamme arrivate sio alle carreggiate della strada a quattro corsie Abbasanta-Olbia SS 131 DCN. Il trasferimento dell’esperienza tattica-operativa trascorsa dai paesi più lontani come l’Iraq, l’Afghanistan e il Libano, danno alla Brigata di Fanteria Meccanizzata “Sassari” l’opportunità di essere allo stesso tempo impiegata in attività addestrativa e pedina operativa determinante a disposizione dei vertici di polizia ambientale e della autorità giudiziaria contrastando, in maniera decisa ed ampiamente efficace, l’attività criminale degli incendiari. Del resto, le similitudini con le già collaudate e consolidate operazioni come “Strade Sicure” fanno si che questa particolare forma di terrorismo, subita passivamente dalla nostra popolazione, incuta timore e giochi psicologicamente sulle nostre popolazioni e sugli ospiti. Una delle ragioni per cui l’Esercito Italiano dovrebbe intervenire. La palla passa al Presidente della Giunta Regionale Christian Solinas: è lui che deve decidere e presentare la richiesta formale.

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