Mense negli asili, retromarcia del Comune

La Giunta Comunale, «su proposta dell’assessore alla Pubblica Istruzione Sebastian Cocco», annuncia di aver «deliberato le nuove fasce Isee ai fini della determinazione del costo del servizio mensa per le scuole dell’infanzia e le scuole primarie a tempo pieno» per venire «incontro alle esigenze delle famiglie nuoresi con l’obiettivo di beneficiare delle riduzioni, mantenendo elevata la qualità degli alimenti», ma evita accuratamente di dire che in realtà si tratta di una sostanziale rettifica di una delibera del 7 febbraio 2019 (la numero 30) che lo stesso Comune ha tentato di far passare sotto silenzio. Una sostanziale retromarcia rispetto alle proteste di quell’atto –  mai annunciato ufficialmente – che aveva provocato un’ondata di proteste (https://www.ortobene.net/mense-scolastiche-carota-bastone/).

«A seguito di ulteriori valutazioni» si legge infatti nella nuova delibera, annunciata con un comunicato che evita accuratamente di citare la decisione precedente e tenta di accreditare la tesi di una decisione ex novo. «Se sinora il servizio aveva un costo fisso di 2,71 euro per le scuole dell’infanzia e 4,94 per le scuole primarie, ora si partirà da una contribuzione di 1 euro per le materne e 1,50 per le elementari a salire in base alla fascia Isee di appartenenza.  Si tratta di una riduzione di oltre il 60% per la scuola dell’infanzia e di oltre il 150% per le primarie», si legge in una nota del Comune annunciando le nuove tariffe da verificare nello schema pubblicato qui sotto. «Si afferma in questo modo  – dice oggi l’assessore Coccoun principio di equità sociale per cui ognuno paga in base alle proprie sostanze. Allo stesso tempo, intendiamo capovolgere la prospettiva e considerare il tempo dedicato alla mensa non più come un optional ma come parte integrante dell’attività formativa. Mangiare insieme le stesse pietanze, seduti allo stesso tavolo, consente di godere appieno del diritto allo studio, anzi rende più piacevole il tempo scuola. Lo dicono i dati: dove la mensa funziona, è più bassa la percentuale di dispersione scolastica. Così come, nelle regioni dove il tempo pieno ha larga diffusione, è più alta la percentuale di ragazzi che ottengono un diploma».

L’assessore Cocco – si legge sempre nella nota del Comune – esprime soddisfazione «perché la decisione è stato il risultato di un costante confronto con i rappresentanti dei genitori di tutte le scuole cittadine». Sempre secondo il Comune, inoltre, sarebbe stata inoltre confermata, come Regolamento già vigente dal settembre 2013, la fascia di esenzione totale per i casi segnalati dai Servizi sociali, e una riduzione del 20% dal secondo figlio in poi che usufruirà del servizio mensa. «La nostra amministrazione  – afferma Sebastian Coccocontinua a lavorare al servizio dei cittadini, con un’attenzione particolare alle famiglie che hanno più difficoltà, cercando di garantire un servizio migliore per tutti e che metta sempre il bambino al centro delle nostre politiche».

Il problema era stato sollevato nei giorni scorsi dal consigliere regionale della Lega Pierluigi Saiu che aveva contestato l’iniziativa di alcuni assessori, nel pieno della polemiche sul congresso delle famiglie a Verona di esporre in Municipio con la chiara volontà, avallata dal sindaco Andrea Soddu, di «difendere ogni genere di famiglia». «Prima di pensare alla bandiera arcobaleno, il sindaco di Nuoro e la sua amministrazione – aveva scritto Saiu il 31 ottobre – dovrebbero pensare ai costi di mense e asili in città. Vogliono aiutare le famiglie? Tutte le famiglie? Comincino con quelle naturali. Comincino con quelle che devono pagare per i servizi del Comune. “Cittadinanza Attiva”, lo scorso ottobre, ha pubblicato i risultati di un’indagine sul costo di asili e mense. Nuoro è il capoluogo sardo che paga di più. Piuttosto che inseguire Zedda (ex sindaco di Cagliari), il sindaco di Nuoro pensi di più ai cittadini che amministra. I problemi dei nuoresi – concludeva Pierluigi Saiu certamente non saranno risolti sventolando bandiere arcobaleno».