Memoria, deserto e tentazione

Il Vangelo di questa prima domenica di Quaresima ci fa fare un passo indietro e uno in avanti. Indietro, perché esso è il seguito della narrazione del Battesimo di Gesù; avanti, perché ci porta al momento della Passione del Signore. I tre episodi rappresentano una memoria: la memoria dell’essere Figlio di Dio e, soprattutto, del come esserlo.
Il culmine del Battesimo di Gesù sta nella voce del Padre che lo proclama solennemente figlio amato, oggetto del suo compiacimento.
Con il brano di oggi, invece, abbiamo un anticipo di quella che sarà l’ora della Passione. Infatti Luca annota: dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
Vediamo allora che cosa accomuna i due momenti.
Forte di quanto il Padre ha dichiarato di lui e pieno di Spirito Santo, dopo il battesimo Gesù va nel deserto guidato dallo stesso Spirito e, per quaranta giorni, è tentato dal diavolo.
L’evangelista riassume l’opera del diavolo nelle tre tentazioni che tutti conosciamo. Gesù si oppone ad esse con forza e determinazione, ma anche con tanta calma e serenità. Se tu sei Figlio di Dio…Lui è figlio di Dio e non ha bisogno di dimostrarlo attraverso azioni strabilianti. Lo è, semplicemente e realmente.
Gesù controbatte e vince le tentazioni insidiose in un faccia a faccia con il diavolo e lo farà ancora di più e definitivamente durante la Passione.
Alla fame e alla tentazione di trasformare la pietra in pane, egli risponde offrendo se stesso quale vera Roccia che si fa pane per saziare la nostra fame e Parola vivente che viene da Dio e riempie i cuori.
Alla tentazione di dimostrare di essere il Figlio di Dio, ripetuta anche dai membri del Sinedrio riuniti per accusarlo, risponde semplicemente: «Voi stessi dite che io lo sono» ( Lc 22,70).
Alla tentazione di avere in possesso tutti i regni della terra in cambio dell’ossequio al “padrone del mondo”, Gesù risponderà a Pilato, governatore del divino imperatore romano, di essere il vero re che esercita il suo potere non assoggettando ma servendo.
Alla tentazione di buttarsi giù dal punto più alto del Tempio per dare spettacolo dell’intervento prodigioso degli angeli a sua protezione, egli risponderà non scendendo dall’alto della croce, ma accettando di rimanervi fino alla fine perché ha amato fino alla fine.
Proprio tutto questo porterà uno dei due malfattori, crocifissi insieme a lui, e un centurione pagano a riconoscerne la divinità e la suprema regalità.
Memoria, deserto e tentazione valgono per ciascuno di noi: «Egli ci ha insegnato a riconoscerci in lui, quando volle essere tentato da satana… Cristo fu certamente tentato dal diavolo, ma in Cristo eri tentato tu. Tua infatti era la carne che Cristo aveva presa perché tu avessi da lui la salvezza. Egli aveva preso per sé la morte, che era tua, per donare a te la vita… Così, egli prese da te e fece sua la tentazione, affinché per suo dono tu ne riportassi vittoria. Se in lui noi siamo tentati, in lui noi vinciamo il diavolo» (Sant’Agostino, Comm. al salmo 60).

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