Maschietto cercansi per la Giunta Soddu

Sarà davvero curioso domani, 8 marzo, assistere alla riunione del Consiglio comunale di Nuoro dove anziché di “quote rosa” si parlerà di “quote azzurre”: «Io non ho chiesto che si dimetta una donna ma che il sindaco Andrea Soddu per ripristinare la legalità nel suo esecutivo nomini un assessore uomo e, comunque, la scelta tra queste due opzioni spetta al sindaco».

Questo il senso della replica di Peppe Montesu, consigliere di minoranza e capogruppo di Forza Italia che non ci sta a passare per nemico delle donne, anzi – ribadisce – «voglio tutelare proprio le quattro assessore di Nuoro visto che i loro atti rischiano di essere illegittimi proprio perché non viene rispettata la parità di genere». Certo che il giorno della festa delle donne a Nuoro si scopra una storia di quote al contrario può far anche sorridere visto che oggi la giunta è composta da quattro assessori-donna, un assessore maschio più il sindaco che, tra l’altro, da luglio dell’anno scorso ha assunto anche le deleghe ai Lavori pubblici e al Bilancio, così Montesu finisce nel mirino quando, a sentire lui, si guarda al dito (trasformandolo in nemico delle donne) anziché alla luna di una norma da rispettare sulla parità di genere.

«Dolore Ispinghet Voche», scrive il capogruppo di Forza Italia – rifacendosi a un detto sardo «che racchiude molto bene il sentire di qualche forza politica di maggioranza in Consiglio Comunale. Proverbio che starebbe a significare che parlano quelli che sono “interessati” e l’interesse in questo caso è di carattere personale. Questo gruppo estrapolando una frase pronunciata dal sottoscritto in una riunione di capigruppo dove evidenziavo il mancato rispetto nella Giunta Comunale di Nuoro delle quote di genere, in questo caso a favore del genere maschile, previste dalla Legge 54/14. (comma 137 ) in un ventaglio di azioni possibili per il ripristino della parità avevo citato la dimissione di una donna o la nomina di un uomo. Questi signori, col chiaro intento denigratorio, vorrebbero attribuirmi volontà punitive nei confronti delle donne in occasione addirittura dell’ 8 marzo. Premetto subito che per tutela della componente femminile vorrei fosse attuata quanto prima la nomina di un assessore maschio proprio per valorizzare e proteggere, dalla tagliola della norma, la loro azione , ma faccio notare altresì quali potrebbero essere i pericoli che la squadra femminile corre in questo frangente. La lotta politica all’interno di questa amministrazione sta misurando tutto col manuale Cencelli e questa manuale , oggi come oggi dice che la forza che ha parlato, quella che “ata ispintu voche” è una forza sovrarappresentata rispetto alle altre e proprio questa sovrarappresentazione potrebbe spingere il sindaco a sanare la parità di genere insieme alla sovrarappresentazione; personalmente è un’ipotesi che non consiglio , ritengo – conclude Montesu –  la nomina di un maschio la migliore soluzione, fermo restando che l’attuale situazione è illegittima».

Decodifichiamo il ragionamento di Montesu per i non addetti ai lavori, partendo da un punto fermo: sulla carta (con possibili ammorbidimenti nelle opposizioni derivanti dalle ultime surroghe), la Giunta Soddu dopo lo strappo con i sardisti si regge da sette mesi per un solo voto, 13 contro 12.  Quale sarebbe il gruppo sovradimensionato? Risposta molto facile per chi segue le vicende politiche cittadine: “Scegliamo Nuoro”, la lista che oltre al sindaco, il presidente del Consiglio Fabrizio Beccu, conta su due assessore (Valeria Romagna e Rachele Piras) oltre al commissario del Consorzio universitario Fabrizio Mureddu. “Italia in Comune” (ex Base) è stata premiata alcuni mesi fa affiancando al vicesindaco Sebastian Cocco come assessora Eleonora Angheleddu e “La Città in Comune”, dopo un anno di guerriglia ha visto rientrare nella sua vecchia delega Maria Boi. Resta fuori “Ripensiamo Nuoro”, lista fondata da Marcello Seddone (uscito definitivamente di scena dal Municipio con le definitive dimissioni da assessore dopo che entrando in giunta nel 2015 era decaduto dal Consiglio comunale anche da primo degli eletti del suo gruppo), non è rappresentata nell’esecutivo: per quella delega si dava come papabile Emilio Zola (subentrato a Seddone nell’assemblea civica), ma le dimissioni della seconda consigliera del gruppo Annamaria Musio che anziché passare all’opposizione facendo cadere la Giunta ha preferito dimettersi, sembra aver scompaginato i giochi.  Zola, infatti, entrando in Giunta, sarebbe sostituito in Consiglio da Luca Belloi considerato non organico a una maggioranza che rischierebbe così di perdere quel voto di scarto su cui si regge. L’attuale consigliere di “Ripensiamo Nuoro”, quindi, non può fare l’assessore per cause di forza maggiore e – stando ai si dice – dovrebbe essere parzialmente risarcito domani con l’elezione a vicepresidente del Consiglio in sostituzione del sardista Graziano Siotto passato all’opposizione. “Ripensiamo Nuoro” quindi, con Zola vicepresidente, resterebbe fuori dalla Giunta conservando solo la presidenza dell’Atp per Stefano Flamini e ritrovandosi al limite a indicare il nome di un tecnico per riempire una delle due caselle vuote (Bilancio e Lavori Pubblici) della Giunta Soddu

Peppe Montesu, quindi,  con la sua iniziativa ha voluto semplicemente far emergere questa contraddizione nel nome della “parità di genere” coniugata finora al femminile ma che questa volta sembra essere garanzia per tutelare il cosiddetto sesso forte. «Sorrido poi – commenta  Montesua sentir parlare il sindaco che orgogliosamente dice di voler valorizzare le donne e le donne sue alleate che orgogliosamente gli assegnano queste medaglie perché le recenti vicende dimostrano tutto il contrario». Una frase anche questa da decodificare, facendo un passo indietro allo scorso febbraio quando Andrea Soddu, a parziale conclusione di un infinito rimpasto, ha nominato assessora Maria Boi che però, avendo rifiutato la delega ai Servizi sociali, non ha mai partecipato (ne percepito l’indennità, è bene chiarirlo) alle riunioni di Giunta:  veniva regolarmente convocata proprio per rispettare formalmente la parità di genere, affiancando solo nominalmente il suo nome a quello di Valeria Romagna. «Un sotterfugio da azzeccarbugli umiliante per le donne – chiosa Peppe Montesusupinamente accettato da consigliere e assessore “rosa” che oggi vorrebbero far passare me per nemico delle donne perpetuando una visione, questa sì tutta maschile, di semplice occupazione del potere».

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