Mannaia ministeriale sui piccoli ospedali

Bufera politica dopo la decisione del tavolo di monitoraggio ministeriale che ha giudicato la riforma della rete ospedaliera della Sardegna incoerente con i parametri fissati nel decreto ministeriale 70 (“Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 4 giugno del 2015 dall’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin (Governo Renzi). Una serie di rilievi  legati soprattutto al “salvataggio” dei piccoli ospedali che, a questo punto, secondo quanto contestato da Roma metterebbe a rischio dieci strutture. La polemica politica, dopo la bocciatura resa pubblica dal senatore Christian Solinas, segretario nazionale del Ps’Az,  si è concentrata su questo aspetto, con una serie di prese di posizione legate soprattutto alla possibile chiusura dei presidi sanitari di Lanusei, Sorgono, Bosa, Ghilarza, Iglesias, San Gavino, Isili, Muravera, La Maddalena, Tempio e Ozieri.

ARRU: SE ROMA BOCCIA RIFORMA CHIUDONO OSPEDALI

«SOLINAS SCELGA SE STARE DALLA PARTE DEI SARDI O DEL GOVERNO».  «Il senatore Solinas cerca di mischiare le carte, soffermandosi sul fatto che avrei nascosto il parere del ministero della Salute e non, invece, sul parere stesso, che di fatto porterebbe alla chiusura dei nostri ospedali». Così l’assessore regionale alla Sanità della Sardegna, Luigi Arru, replica alle parole del parlamentare del Psd’Az Christian Solinas, che ieri, annunciando la bocciatura da parte del governo della rete ospedaliera sarda, aveva accusato l’assessorato di aver tenuto segreto il parere del ministero. «Il documento è stato protocollato il 7 settembre ma spedito via pec dal ministero solo l’altro ieri – sottolinea Arru – Fatta questa premessa, siamo pronti a confermare e difendere quanto contenuto nella rete voluta dalla giunta, dalla maggioranza e dal Consiglio regionale. Non abbiamo stravolto il dm 70, ma abbiamo utilizzato le prerogative che ci assegna per salvare ospedali difficilmente raggiungibili a causa dei collegamenti stradali e delle infrastrutture». Ma prosegue Arru, «il senatore su questo non interviene, di fatto sposando la linea del ministero, e quindi del governo, che porterebbe alla chiusura dei nostri ospedali. Il tutto alla faccia dell’Autonomia, rivendicata in Sardegna, dimenticata all’ombra della Lega». Conclude l’esponente dell’esecutivo: «Noi difenderemo la nostra proposta e ci aspettiamo che la battaglia vada oltre l’appartenenza partitica, e veda mobilitati il Consiglio regionale, le amministrazioni comunali, i cittadini. Magari così capiremo anche da che parte sta il senatore Solinas, se con i sardi o con chi vuole togliere loro servizi». (Api/ Dire) 11:17 13-09-18 NNNN

RIFORMATORI: DISASTRO RETE OSPEDALI, ARRU SI DIMETTA

COSSA: DOPO STOP MINISTERO A RIFORMA, VADA VIA O FA ALTRI DANNI. «Lo schiaffo da parte del Ministero al piano degli ospedali sardi è la ciliegina avariata sulla torta rancida del disastro della sanità sarda. L’assessore Luigi Arru se ne vada subito, prima di fare altri danni». Così il consigliere regionale dei Riformatori, Michele Cossa, commenta lo stop del ministero della Salute alla rete ospedaliera sarda, approvata dal Consiglio regionale il 25 ottobre del 2017. «Con interrogazioni e interventi in aula – ricorda Cossa – noi Riformatori avevamo avvertito più volte che l’ok del ministero non ci sarebbe mai stato e il piano pieno di sciocchezze, di cui vergognarsi, sarebbe stato respinto al mittente con una sonora bocciatura». Ora, conclude il consigliere di minoranza, «resta una sola certezza: se l’assessore Arru e la sua corte dei miracoli di scienziati incompetenti hanno un briciolo di dignità, devono dare immediatamente le dimissioni, risparmiando ulteriori disgrazie alla sanità sarda». (Api/ Dire) 11:27 13-09-18 NNNN
MDP: NO A RETE OSPEDALI? AGGRESSIONE A SOVRANITÀ
«RISCHIO CHIUSURA PER 10, SUBITO IN AULA PER DECIDERE AZIONI». «Questo è un atto gravissimo contro la sovranità del Parlamento sardo, che ha cercato di salvaguardare dove possibile gli ospedali dell’isola. Aspettiamo una discussione in aula per prendere adeguati provvedimenti e azioni contro questo governo, che si sta dimostrando il peggio del peggio». Così in una nota i consiglieri regionali di Mdp, Luca Pizzuto, Daniele Cocco, Eugenio Lai, Paolo Zedda, e l’assessore alla Cultura Giuseppe Dessena, commentano la notizia dello stop del ministero della Salute alla rete ospedaliera sarda approvata dal Consiglio il 25 ottobre del 2017. «La bocciatura mette in chiaro le intenzioni del governo nazionale rispetto alla sanità dell’isola – sottolineano – La riforma fatta dal Consiglio regionale salvaguardava l’esistenza di tutti gli ospedali e la sopravvivenza dei servizi sanitari dei territori. La richiesta del governo di applicare il decreto ministeriale 70 attua la condizione di un pesante ridimensionamento dei servizi sanitari offerti nei territori, e la chiusura, nel giro di poche settimane, degli ospedali di Iglesias, San Gavino Monreale, Isili, Muravera, Bosa, La Maddalena, Tempio, Ozieri, Ghilarza e Lanusei». (Api/ Dire) 11:38 13-09-18 NNNN
FRATELLID’ITALIA: SU RETE OSPEDALI ARRU HA MENTITO, ORA LASCI
TRUZZU: «DEVE DIMETTERSI, E CON LUI DEVE ANDARSENE MOIRANO». «L’assessore alla Sanità Luigi Arru conosceva da febbraio le prescrizioni del ministero sulla riforma della rete ospedaliera sarda, ma le ha nascoste ai sardi. Deve dimettersi. E assieme all’assessore devono andare via il suo direttore generale, Giuseppe Sechi, e quello dell’Ats, Fulvio Moirano, tutti complici di questa riforma inutile, dannosa e ora, si scopre, anche illegittima». Così in una nota il capogruppo di Fdi in Consiglio regionale, Paolo Truzzu, dopo la notizia della bocciatura da parte del ministero della Salute alla rete ospedaliera sarda. «Inutile che Pigliaru e i suoi uomini provino a nascondere il loro fallimento dicendo di avere contro un governo nemico, perché i rilievi del ministero risalgono al febbraio scorso, addirittura prima delle elezioni politiche e fanno riferimento a un decreto del 2015, in pieno Governo Renzi – attacca il consigliere di minoranza -. Abbiamo a capo della sanità sarda un’associazione che nasconde i fatti ai cittadini e agli stessi operatori del settore». Per mesi, prosegue Truzzu, «non solo hanno portato avanti un progetto sbagliato dalla nascita, senza considerare i problemi che ne sarebbe scaturiti, ma hanno anche approvato delibere di riorganizzazione delle rete ospedaliera affermando più volte, in aula come in commissione, che le stesse erano pienamente operative. Delibere che oggi sono tutte a rischio annullamento e che Fratelli d’Italia si impegnerà da subito a scandagliare con attenzione». Ribadisce il capogruppo: «Questo comportamento da irresponsabili non può che avere come conseguenza le dimissioni di Arru e di chi con lui è complice del fallimento della riforma della rete ospedaliera». (Api/ Dire) 11:56 13-09-18 NNNN
UDC: SUBITO IN AULA PER MODIFICHE RETE OSPEDALI
RUBIU: «VERDETTO MINISTERO CERTIFICA FALLIMENTO DI QUESTA GIUNTA». «Dunque, il ministero della Salute alla fine ha deciso. E il verdetto sulla riorganizzazione della rete ospedaliera è impietoso. Il documento certifica il fallimento della riforma portata avanti dalla giunta: ora si sospendano i lavori programmati e si riunisca urgentemente l’assemblea regionale per correggere il tiro». Così il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, dopo le censure al piano alla riorganizzazione della rete ospedaliera sarda. «Ora è chiaro come il riordino della sanità sia stato il più grande pasticcio politico della legislatura – attacca Rubiu – con una confusione ed un disordine senza precedenti. Un epilogo davvero drammatico di una giunta che ha visto bilanci bocciati, leggi sospese, piano di sviluppo rurale da correggere, debiti fuori bilancio». La bocciatura della riforma ospedaliera, prosegue il rappresentante dell’Udc, «pone rilievi di legittimità su una normativa contestata dalla minoranza, dai sindaci, dai territori. Un riordino che ha creato solo caos e disservizi nella sanita’ sarda, portato avanti dalla maggioranza a guida Pd con arroganza e incompetenza”. Continua il consigliere di minoranza: “Hanno inoltre applicato questa riorganizzazione immediatamente e senza il via libera del ministero. E, cosa ancora piu’ grave, hanno trasferito e smontato interi reparti degli ospedali sardi, creato strutture complesse e dipartimenti, assunto nuovo personale, nominato primari, assegnato nuovi incarichi. Scelte inopportune, illegittime, arbitrarie». Ora, conclude Rubiu, «È necessario convocare urgentemente il Consiglio regionale, per apportare le dovute correzioni al piano di riforma. Entro il prossimo 30 ottobre le revisioni devono essere trasmesse. Si auspica che sia rivisto e stravolto un riordino che scontenta tutti i sardi, a partire dalla Asl unica. Dobbiamo assolutamente evitare la chiusura di ospedali strategici come Iglesias, San Gavino e Muravera». (Api/ Dire) 12:50 13-09-18 NNNN
SOLINAS AD ARRU: AUTONOMISTA QUANDO TI FA COMODO
«PRIMA VUOL CHIUDERE OSPEDALI, POI CHIAMA CITTADINI A PROTESTARE». «A proposito di “rimescolatori di carte”, è tempo di fare chiarezza: l’assessore alla Sanità Luigi Arru fa l’autonomista della domenica, chiamando oggi il popolo a raccolta contro il provvedimento di bocciatura della rete ospedaliera, che intesta surrettiziamente all’attuale governo. Ma dimentica che l’intero procedimento è nato e si è concluso sotto il Governo Gentiloni». Prosegue il botta e risposta a distanza tra il senatore del Psd’Az Christian Solinas e l’assessore alla Sanità Luigi Arru, dopo le censure da parte del ministero della Salute alla riorganizzazione della rete ospedaliera in Sardegna. «Il tavolo tecnico di monitoraggio si è insediato con l’ex ministro Beatrice Lorenzin – ricorda Solinas – ha condiviso con la Regione Sardegna la “metodologia operativa” il 18 marzo 2016, e dunque con l’assessore Arru in carica, e ha definito gli esiti istruttori nella riunione del 31 maggio 2018». La giunta regionale, attacca l’ex consigliere sardista, «ha fallito sulla sanità: prima ha utilizzato l’esigenza di allinearsi al decreto ministeriale 70 del 2015 per fare un’unica Azienda, per chiudere ospedali piccoli e grandi, sopprimere strutture e reparti creandone di nuovi in modo disorganico e frammentario, penalizzando i presidi periferici e territoriali. Ed ora chiama a raccolta i comuni brandendo iperbolici e poco credibili ricorsi. Ma dove era Arru quando io ho presentato migliaia di emendamenti in Consiglio regionale per difendere l’Autonomia della Sardegna nella definizione del proprio modello di sanità?». Ma, prosegue il parlamentare sardo, «lo scandalo vero è che l’assessorato abbia inviato al controllo la sedicente riforma della rete ospedaliera dopo ben sei mesi dall’approvazione in Consiglio regionale e nel frattempo le abbia dato applicazione approvando atti aziendali in conformità ad un documento che non era efficace, ma sulla base del quale sono stati aperti nuovi reparti, nominati nuovi direttori ed attivati procedimenti amministrativi a mio avviso quanto meno illegittimi». Arru, attacca Solinas, «ben conosceva le criticità, almeno dal 31 maggio 2018, e la pec che ha pubblicato su Twitter per sostenere di aver avuto notizia soltanto l’11 settembre, dice chiaramente che il ministero “rispedisce” una nota che evidentemente era già in possesso dell’assessorato guidato da Arru. Il fatto grave e inaudito che resta è che egli in più occasioni abbia tenuto celato l’esito dell’istruttoria al Consiglio regionale, mentre io l’ho reso pubblico come ritengo doveroso che sia rispetto alla massima istituzione dei sardi». Conclude il senatore: «Quanto a me, non se ne crucci l’assessore Arru, io so perfettamente da che parte stare o meglio restare, perché da anni difendo l’indipendenza della mia isola in modo chiaro e palese, ed in questo caso specifico non ho dubbi nello schierarmi con le migliaia di pazienti che soffrono quotidianamente sulla propria pelle i disastri che questa gestione della Sanità ha prodotto. Ma presto sarà il giudizio della gente, più del mio, a certificare la valutazione dell’operato di Arru e di questa giunta». (Api/ Dire) 13:28 13-09-18 NNNN
PARTITO DEI SARDI: ARRU NON È CREDIBILE COME CAPOPOPOLO
«CENSURE MINISTERO NON STUPISCONO, ENNESIMA SLEALTÀ DALL’ITALIA». «Non ci meravigliano le osservazioni ministeriali sulla rete ospedaliera. Anzi rappresentano l’ennesima conferma che nel confronto con la Sardegna, lo Stato italiano e i suoi apparati ministeriali sono profondamente sleali. Ciò che colpisce, invece, è l’improvvisa”furia impugnativa”del nostro assessore regionale che oggi, quando i buoi sono scappati, vorrebbe fare il capo-popolo agitando lo spettro di una protesta contro un esondante ministero». Dopo i numerosi attacchi da parte delle forze di opposizione all’assessore Luigi Arru, anche il Partito dei sardi, con i suoi consiglieri regionali – Gianfranco Congiu, Augusto Cherchi, Roberto Desini, Piermario Manca e Alessandro Unali – censura l’operato dell’esponente dell’esecutivo Pigliaru, dopo la bocciatura del governo alla riorganizzazione della rete ospedaliera. «Alla slealtà si aggiunge oggi il tradimento dei principi espressi dalla Corte Costituzionale per la quale – scrivono i consiglieri regionali del Pds – se una Regione non grava sul bilancio dello Stato per il finanziamento della sua spesa sanitaria, come nel caso della Sardegna, lo Stato non ha titolo per imporre norme di coordinamento finanziario né modalita’ di organizzazione del servizio o particolari modalita’ di contenimento di una spesa sanitaria interamente sostenuta da tali regioni». Dunque, proseguono gli esponenti del Pds, «non ci meraviglia l’atteggiamento del ministero, ma quello di Arru: ma come, ti sei volontariamente sottoposto ad uno scrutinio non richiesto e non necessario, e oggi ti lamenti perche’ la struttura governativa conferma la sua attitudine centralista e verticista che non vede altro al di fuori di una pedissequa applicazione del dm 70?”. Concludono i 5 consiglieri di maggioranza: «La nostra rete ospedaliera non doveva essere sottoposta ad alcun vaglio postumo da parte di chicchessia, men che meno l’assessore doveva bloccarne la sua entrata in vigore, e ancor meno doveva essere intaccata da disposizioni attuative (emanate a turno dall’esecutivo regionale e dall’Ats) contrarie allo spirito della riforma. Questo abbiamo scritto nella mozione di censura ad Arru e di questo parleremo martedì prossimo in aula». (Api/ Dire) 13:35 13-09-18 NNNN
FORZA ITALIA: SUBITO ARRU IN COMMISSIONE SU RETE OSPEDALI
TOCCO: «NON NASCONDA PARERE MINISTERO, TEDDE: ORA DIMISSIONI». «Chiederò subito la convocazione della Commissione Sanità del Consiglio Regionale per fare chiarezza sulla vicenda. L’assessore Luigi Arru non può certo tenere nascosto il parere del ministero». Così il consigliere regionale di Forza Italia, Edoardo Tocco, vicepresidente del parlamentino guidato da Mondo Perra (Psi), dopo la notizia dello stop imposto dal ministero della Salute alla riorganizzazione della rete ospedaliera. «La giunta ha dato vita all’Ats, un carrozzone che non ha cambiato le sorti del settore, per poi passare ad una riorganizzazione delle strutture isolane senza capo ne’ coda – attacca il consigliere di minoranza – Un programma attuato attraverso l’approvazione degli atti aziendali, in violazione di quanto previsto dal decreto ministeriale 70 del 2015, con l’inosservanza degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi dell’assistenza ospedaliera». Chiede invece le dimissioni di Arru, il vicecapogruppo azzurro, Marco Tedde: «Il ministero della Salute ha decretato il fallimento del piano della rete ospedaliera di Pigliaru e Arru, ma ha anche attribuito ad Arru la definitiva certificazione di “Pinocchio’ politico». A giugno l’assessore, ricorda Tedde, durante un’audizione in Commissione Sanità, dichiarò che non ci sarebbe stata alcuna bocciatura da parte del Ministero, ma solo delle osservazioni, precisando che a questi rilievi non sarebbe seguita una richiesta di modifica, ma solo una richiesta di monitoraggio. Questo perché la Sardegna, come Regione a statuto speciale, applica il decreto compatibilmente con il proprio statuto di autonomia». Altro che monitoraggio, attacca Tedde», si tratta di una solenne bocciatura, di una dichiarazione di fallimento che arriva dopo il flop del sistema di emergenza-urgenza e dei danni prodotti dall’accorpamento delle aziende sanitarie e dal governo della sanità affidato al direttore generale dell’Ats Fulvio Moirano». Prosegue l’ex sindaco di Alghero: «Non si capisce poi per quale motivo il piano ospedaliero sia stato inviato al ministero, considerato che la Sardegna, in qualità di Regione a statuto speciale, ai sensi del dm 70 del 2015 applica il decreto sugli standard compatibilmente con il proprio Statuto e le norme di attuazione. L’invio del piano a Roma è stato un atto di totale asservimento al Governo Renzi”. Ora, conclude Tedde, «visto il fallimento totale della riforma sanitaria, ci aspettiamo le dignitose dimissioni di Pigliaru e Arru».  (Api/ Dire) 14:14 13-09-18 NNNN
RUGGERI (PD): «DIFENDEREMO SCELTE SU OSPEDALI»
«La Regione Sardegna difenderà le proprie scelte anche contro questo governo e contro quei parlamentari sardi autonomisti solo a parole, che cercano la polemica per nascondere questo insulto del governo pentaleghista alla Sardegna». Così il consigliere regionale del Pd, Gigi Ruggeri, commenta la bocciatura del ministero della Salute. Abbiamo sempre detto di aver realizzato una riforma equa sulla rete ospedaliera – spiega il consigliere dem – che aumenta il grado di efficienza del nostro sistema sanitario prevedendo una specializzazione degli ospedali e mettendoli in rete tra loro, per garantire la stessa risposta in termini di salute a tutti i territori della Sardegna. Per fare questo abbiamo utilizzato le prerogative della nostra Autonomia, prevedendo anche il mantenimento in efficienza dei piccoli ospedali quali necessari presidi di salute dei territori». Oggi, sottolinea Ruggeri, «i tasselli di questa riforma vanno verso l’attuazione, a cominciare dall’elisoccorso che rende centrali anche i territori sino a ieri piu’ marginali. Ma il governo pentaleghista, con in prima fila i sardi che voltano le spalle all’autonomia, chiede alla Regione Sardegna di sopprimere i piccoli ospedali, i presidi specialistici ed i punti nascita, prescindendo dalla loro collocazione geografica, sociale e dal loro senso dentro la rete ospedaliera prosegue l’ex sindaco di Quartu: «Per capirci, il governo Lega5Stelle chiede di far chiudere ospedali come quelli di Ghilarza, Isili, Lanusei, Bosa, i punti nascita di Carbonia Iglesias, Nuoro, Oristano, i reparti di Lanusei e Ozieri, il livello potenziato di Nuoro, ovvero tutte quelle situazioni che sono state valutate dal Consiglio regionale come necessarie sul territorio per garantire la salute dei sardi». Sottoporre a valutazione e confronto il progetto di rete ospedaliera, conclude Ruggeri, «non significa rinunciare ad affermare le ragioni della nostra Autonomia, che ci ha permesso di disegnare una rete di salute calibrata sulle specificità del nostro territorio e non sulla carta di un generico studio ministeriale». (Api/ Dire) 14:48 13-09-18 NNNN
ANCI: ORA UNITI PER DIFENDERE NOSTRI OSPEDALI
«MA SISTEMA COSÌ NON VA, SFIDUCIA SEMPRE PIÙ FORTE NEI CITTADINI». «Tutto il sistema istituzionale della Sardegna dovrebbe ritrovarsi unito sul diritto dei sardi e della Sardegna di decidere come organizzare il proprio sistema sanitario, pagato interamente dalla collettività sarda, nell’ambito della buona amministrazione, dell’efficacia degli interventi e della tutela della salute dei cittadini, in particolare quelli più fragili». È questa la posizione del presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana, dopo lo stop del ministero della Salute alla riorganizzazione della rete ospedaliera che il Consiglio regionale. Deiana a breve convocherà un’assemblea dei sindaci per discutere della questione e chiederà di essere sentito dalla Commissione Sanità del Consiglio. «Il sistema degli enti locali della Sardegna – ribadisce Deiana – continuerà a battersi per la difesa della salute nei territori, degli ospedali delle zone disagiate come Isili, Sorgono, Bosa, La Maddalena, Ghilarza, Tempio, Ozieri e Alghero e di tutte le strutture territoriali che negli anni hanno subito un indebolimento tanto insensato quanto organizzato». Il presidente di Anci rimarca comunque «le grandi deficienze della sanità sarda, che hanno prodotto una diffusa sfiducia popolare nel sistema, sia nelle aree urbane che nelle aree rurali. Una sfiducia accentuata da un reale e continuo decadimento, negli anni, dei servizi; dalla mancata organizzazione della medicina del territorio; della mancata soluzione alle interminabili liste d’attesa e alla prevenzione». Il dato che dice che molti sardi, spiega Deiana, «appartenenti alle classi più disagiate, non si curano più – si stima che 66 mila famiglie hanno smesso di curarsi – e non hanno nessuna fiducia in un sistema che da oltre un decennio ha tradito le aspettative, è solo parzialmente mitigato dalla recente attivazione del servizio di elisoccorso per garantire un pronto intervento sulle emergenze-urgenze. Prosegue il sindaco di Bortigiadas: «Abbiamo segnalato più volte che la gestione assegnata all’Azienda per la tutela della salute ha allontanato le decisioni sulla salute dai luoghi e dalle comunità e che una organizzazione così verticistica esclude le rappresentanze politiche delle comunità dai processi decisionali. Occorre pertanto rivedere la logica dei poteri in Sardegna riassegnando ai sindaci il ruolo che negli anni gli è stato eroso a favore degli apparati burocratici». Tornando al documento del governo, «esitato il 31 maggio e trasmesso solo a settembre alla Regione Sardegna – sottolinea Deiana – viene posto l’accento su alcuni discostamenti che la riforma ospedaliera della Regione ha rispetto al Decreto ministeriale 70 del 2015. Ricordiamo a noi stessi, a tutte le istituzioni, alle forze sociali e sindacali che viviamo l’assurdità di un sistema che vede la Regione Sardegna pagarsi completamente il costo della sanità – in compensazione sull’aumento delle entrate fiscali dell’Irpef e dell’Iva ex articolo 8 dello Statuto – eppure si deve piegare ai parametri ministeriali, tagliati sulle realta’ geografiche delle aree piu’ forti del Paese come il Veneto, la Lombardia o l’Emilia Romagna».
PD: OPPOSIZIONI SONO PER CHIUDERE GLI OSPEDALI?
«I rappresentanti del centrodestra in Consiglio regionale hanno fatto una strenua opposizione alla legge di riforma sanitaria. Oggi plaudono con soddisfazione all’operato del Governo. Incredibile. Dicano da che parte vogliono stare, se in difesa del mantenimento dei servizi, senza chiudere un solo ospedale, o con il governo che vuole sopprimere i presidi». Così il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Pietro Cocco, risponde agli attacchi dell’opposizione dopo lo stop imposto dal Governo alla riorganizzazione della rete ospedaliera. «Abbiamo dovuto ridefinire l’assetto del sistema organizzativo sanitario dell’isola in base alle disposizioni del decreto ministeriale 70 – ricorda Cocco – cosa che è stata fatta senza chiudere nessun ospedale, e con l’obiettivo principale di fornire risposte adeguate ai bisogni dei cittadini e tutelare le prerogative e le peculiarità della nostra isola». Ora, conclude, «non staremo a guardare, ma faremo tutto ciò che sarà necessario per garantire il rispetto della nostra autonomia e il mantenimento di tutti i presidi ospedalieri». (Api/ Dire) 16:50 13-09-18 NNNN
SINDACATI: BASTA LITIGARE, DIFENDIAMO OSPEDALI
«E PARLAMENTARI LOCALI REMINO COMPATTI A DIFESA DELL’AUTONOMIA».  «I parlamentari sardi devono remare tutti a favore della difesa dell’Autonomia e devono assolutamente difendere il principio della tenuta territoriale dei servizi. Non serve a nulla, anzi è pericoloso, politicizzare l’eventuale tentativo di far arretrare ancora di più la sanità dell’isola». Così in una nota congiunta, i segretari regionali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e UilRoberta Gessa, Davide Paderi e Fulvia Murru – commentano la bagarre politica scoppiata in Sardegna dopo lo stop del ministero della Salute alla riorganizzazione della rete ospedaliera approvata l’anno scorso dal Consiglio regionale. «Questo confronto di merito e istituzionale è un banco di prova rilevante anche per i parlamentari – sottolineano i sindacati – il solo criterio ragionieristico che impatta su una realtà ben diversa da altre zone del Paese è pericoloso e apre a scenari devastanti per la Sardegna. Abbiamo manifestato e scioperato sulla riforma, con altrettanta forza e determinazione non staremo a guardare il ping-pong politico e e ci mobiliteremo per ribadire il principio della capillarità e omogeneità della sanità». (Api/ Dire) 17:49 13-09-18 NNNN

GANAU: SU OSPEDALI ATTENTATO A NOSTRA AUTONOMIA

«QUESTA DEVE ESSERE BATTAGLIA DI TUTTI, SENZA COLORI POLITICI» (DIRE) Cagliari, 13 set. «La bocciatura da parte del ministero della Salute della legge di riordino della rete ospedaliera della sardegna rappresenta un gravissimo attentato all’autonomia della nostra Regione. Mi auguro che la difesa delle scelte del Consiglio diventi una battaglia di tutti i sardi in grado di superare le differenze politiche e di schieramento». Così il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, commenta il parere espresso dal ministero sulla riforma di riorganizzazione della rete ospedaliera. Alla nostra isola – sottolinea Ganau – che pur paga in proprio i costi della santità, viene impedito di utilizzare quegli spazi di discrezionali  previsti nel dm 70 cui si fa riferimento nel parare ministeriale, in modo da rendere compatibile il sistema sanitario regionale con le peculiari caratteristiche orografiche e demografiche della Sardegna». Il provvedimento del Consiglio regionale, ricorda il presidente dell’aula, «a differenza di quanto strumentalmente sostenuto da alcuni in questi mesi, ha garantito la presenza dei presidi di riferimento in tutto il territorio, prevedendo una razionalizzazione dell’intero sistema ed un rafforzamento dei servizi offerti nella stragrande maggioranza dei casi». Per questo, conclude, «al di là di alcune piccole modifiche tecniche, la proposta deve essere difesa come la più adatta ad offrire risposte adeguate alle richieste sanitarie nella nostra Regione. E sia chiaro a tutti che la piena applicazione del decreto ministeriale attuerebbe la condizione di un pesante ridimensionamento dei servizi sanitari offerti nei territori e la chiusura degli ospedali di Iglesias, Guspini, Isili, Muravera, Bosa, La Maddalena, Tempio, Ozieri, Ghilarza e Lanusei». (Api/ Dire) 18:12 13-09-18 NNNN
 M5S: PD CONTESTA LE REGOLE CHE FECE
MARINO: «E CI ACCUSA DI VOLER CHIUDERE PICCOLI PRESIDI, PARADOSSO». «Il decreto ministeriale 70 del 2015, quello che definisce gli standard ospedalieri, reca la firma di Beatrice Lorenzin, ministro della Salute nel Governo Renzi, Pd. La riforma della rete ospedaliera della Sardegna è opera di Luigi Arru, assessore della Sanità nella giunta Pigliaru, sempre Pd. Ora il Pd in Sardegna protesta contro le regole che a Roma ha varato e votato». Così il deputato del M5s Nardo Marino, dopo gli attacchi degli esponenti del Pd in Sardegna al governo Conte sulla vicenda della rete ospedaliera, bocciata dal ministero della Salute. “Addirittura imputano a noi la scelta di voler chiudere i piccoli ospedali e chiedono ai sardi di scendere in piazza per difendere una delle riforme più contestate degli ultimi decenni- spiega Marino-. Siamo al paradosso».
PIGLIARU: ROMA VUOL CHIUDERE OSPEDALI, LOTTEREMO
«Il ministero ci chiede di chiudere i piccoli ospedali e di tagliare servizi. Noi non ci stiamo e difendiamo le scelte fatte lo scorso ottobre, nel rispetto dello stesso decreto 70, lavorando con il Consiglio regionale per garantire la permanenza dei servizi sanitari nei territori. Così in una nota il presidente della Regione Francesco Pigliaru, interviene sulla vicenda della rete ospedaliera sarda, bocciata dal ministero della Salute. «Abbiamo salvato ospedali indispensabili utilizzando le prerogative previste dallo stesso Decreto  70 – sottolinea Pigliaru- non ci interessano le polemiche su quando è arrivato il parere, chi governasse in quel momento, chi ha firmato la nota. Sono polemiche sterili da campagna elettorale. Quel che conta davvero è la battaglia che siamo pronti a portare avanti anche coon noi in difesa dei sardi. (Api/ Dire) 19:07 13-09-18 NNNN
PD: OSPEDALI, GOVERNO GETTA FINALMENTE MASCHER»
CANI: «DOPO PERIFERIE AFFOSSA PRESIDI, MA NON STAREMO A GUARDARE” (DIRE) Cagliari, 13 set. – “Questo governo ha finalmente gettato la maschera. Dopo lo scippo delle risorse per le periferie, e’ la volta degli ospedali. Sia chiara una cosa: non staremo ad assistere ad alcuno sfascio o ridimensionamento che, in nome e per conto di eventuali decreti ministeriali, vanno a discapito dei cittadini». Così in una nota Emanuele Cani, segretario regionale del Pd, dopo lo stop del ministero della Salute alla riorganizzazione della rete ospedaliera in Sardegna. «Non solo respingiamo al mittente qualsiasi progetto o attivita’ che porta a una destrutturazione dei servizi- sottolinea l’ex deputato- ma appoggeremo l’azione di tanti sindaci che in queste ore hanno manifestato tutto il loro disappunto per una incomprensibile e ingiusta decisione del governo che taglia i servizi ai cittadini e lede pesantemente l’autonomia decisionale del Consiglio regionale della Sardegna». (Api/ Dire) 19:37 13-09-18 NNNN
ANCHE PD VUOLE ARRU IN COMMISSIONE
La commissione Sanità del Consiglio regionale venga convocata tempestivamente per verificare con l’assessore Luigi Arru l’istruttoria della rete ospedaliera e le contrarietà del ministero della Salute”. Anche il Pd, come Forza Italia, chiede un incontro vis a’ vis con l’assessore. La richiesta avanzata al presidente del parlamentino, Mondo Perra (Psi), e’ dei consiglieri del Pd- Daniela Forma, Lorenzo Cozzolino, Luigi Ruggeri e Rossella Pinna. Faremo tutto il possibile per difendere la riforma della rete ospedaliera poiché non dobbiamo applicare tutti i requisiti previsti – sottolineano che i componenti della sesta commissione – Abbiamo lavorato attivamente alla modifica del progetto di riforma, ascoltando le richieste che provenivano dagli operatori del settore e adattandolo alle reali esigenze dei territori e il tutto nel pieno rispetto delle deroghe previste dall’articolo 3 per le Regioni a statuto speciale e per quelle che si fanno carico interamente dei costi della sanità». Concludono i consiglieri dem: «Non possiamo piegarci alle logiche dei numeri. La particolarità demografica ed orografica della Sardegna risulta unica nel suo genere e pertanto impedisce di realizzare una riforma che preveda la concentrazione dei presidi sanitari, benché specializzati, in poche aree e che vincola un decentramento dei servizi primari e delle prestazioni essenziali. Non arretreremo davanti alla previsione di un depotenziamento dell’offerta ospedaliera da parte di un ministero della Salute che sta ragionando solamente in termini ragioneristici». (Api/ Dire) 20:03 13-09-18 NNNN
CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn