Il Man per Nuoro 2020 con “Emisfero Sud”

Il Man, Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, potenzia le sue iniziative in vista della partecipazione della città alla corsa per diventare Capitale della Cultura 2020.
Tra le mostre organizzate, merita di essere menzionata ”Emisfero Sud” di Michele Cacciofera, nato a Nuoro, classe 1969, che si potrà visitare fino al 25 febbraio.
Allestita al Man, a cura di Bonaventure Soh Bejeng Ndikung, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, la Provincia di Nuoro e la Fondazione Banco di Sardegna,  la mostra è ”la ricerca di Cacciofera attorno all’universo del Mediterraneo concentrandosi su tematiche riconducibili ai suoi luoghi d’origine – la Sardegna e la Sicilia- che l’artista rilegge nel loro aspetto storico e culturale, politico e sociale, attraverso l’uso di differenti media artistici che spaziano dalla pittura alla scultura, dal disegno all’installazione e al suono”.
Il progetto di Cacciofera, esposto a Nuoro, narra il macrocosmo mediterraneo in maniera metaforica e figurativa: racconta così il ”Mare Nostrum” che abbraccia due continenti, quello europeo e quello africano, unendoli attorno alle attività umane, al tempo stesso poetiche e logoranti, come la pesca con le sue arcaiche tradizioni, e fa convivere i loro popoli oltre ogni confine fisico e socio- culturale.
Il punto focale dell’esposizione ruota proprio attorno ad un possibile nuovo umanesimo che Cacciofera dimostra di conoscere molto bene, soprattutto alla luce dei suoi studi antropologici e sociologici: ovvero quello che deriva dalla mescolanza di etnie, linguaggi, tradizioni anche artistiche, oggi alimentate dai traffici commerciali, mai messi in discussione ed, anzi, potenziati per la libera circolazione delle merci, a scapito delle migrazioni con i loro terribili drammi, dalle bestiali schiavitù ai tragici e, purtroppo, continui naufragi.
Particolarmente rappresentativa dell’intero significato della mostra, è l’altalena sospesa sulla quale dondola il libro ”La questione sarda” di Antonio Gramsci: sardo illustre, figlio del Mediterraneo con le sue mescolanze ed influenze, ci ricorda come i riferimenti alle radici territoriali, quelle legate alla nascita di ognuno di noi, non devono mai cadere nel becero sciovinismo.
Al contrario, esattamente come le riflessioni del grande pensatore Gramsci, dovrebbero rappresentare un pendolo, una bussola che lega passato e futuro, le grandi questioni filosofiche e quotidiane, col loro carico di significato e responsabilità, anche quando sembrano distanti da noi.

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