Mamma in lacrime: «Siamo poveri, niente mensa»

Arrivano ulteriori elementi utili per chiarire la vicenda del bambino che in una scuola materna di Nuoro non usufruirebbe dei pasti perché la sua famiglia estremamente povera non può pagare la retta. Se Claudia Camarda, la capogruppo sardista che ha denunciato la vicenda in Consiglio comunale, ha centellinato i particolari motivando questa reticenza con la necessità di tutelare il minore e i genitori, a portare nuovi tasselli, obbligata dalla piega che ha preso la vicenda, è Viviana Brau che a tarda sera, con un post sulla sua pagina Facebook, si è inserita nella polemica che sempre sul social network ha visto scontrasi la stessa Camarda e l’assessore Sebastian Cocco (https://www.ortobene.net/bimbo-povero-si-autoescluso-dalla-mensa/). Secondo questa versione le due consigliere comunali sono state testimoni dirette del “ritiro” del piccolo dalla scuola prima dei pasti da parte della mamma (e non del padre come sostiene Cocco). Una situazione, quindi, verificata di persona anche con un colloquio con il personale che avrebbero sostenuto di aver già informato l’assistente sociale del Comune.

«Sono passati due giorni – scrive infatti Viviana Brau –  e ancora mi rimbombano le parole di una madre che, con voce tremante, dice che non può pagare la mensa del figlio di 5 anni perciò lo porta via prima dall’orario stabilito. Insieme alla consigliera Claudia Camarda, c’ero io. Ero presente anche quando sono state ascoltate le educatrici della scuola dell’infanzia in questione, e loro stesse hanno confermato questa situazione aggiungendo, tra l’altro, che avevano già segnalato il fatto alle assistenti sociali del Comune. La mia collega, venerdì in Consiglio, ha svolto il ruolo da consigliere. Portare all’attenzione dell’amministrazione comunale, chiedendo al sindaco, anche se non presente, di prendere immediatamente provvedimenti per questo caso. Oggi sui social – rileva la consigliera comunale del Psd’Az – si sono scatenate persone tra l’altro neanche citate, che vogliono far credere che questa realtà non esista facendo passare le dichiarazioni della consigliera Camarda come fasulle. E intanto chi continua a piangere di questa situazione è sempre lui, il bimbo di 5 anni che non usufruisce di tutto l’orario scolastico per stare con i suoi compagnetti a giocare e svolgere le attività didattiche fino alle 16 perchè è povero. Di basso livello – conclude il suo post Viviana Brau –  è stato quello di provare a girare l’attenzione su battaglie politiche che, soprattutto se si tratta di minori, non esistono o meglio non dovrebbero esistere visto le vicende di oggi. Dico questo perchè, la consigliera Camarda avrebbe fatto la stessa identica cosa anche stando in maggioranza richiamando, ripeto, all’attenzione del sindaco, un fatto grave che un bambino di 5 anni vive».