Malus interpretativi sui bonus-famiglia

(Stamattina, 6 maggio, l’esponente di Leu e sindaco di Bottidda Daniele Cocco, ha sollevato il problema in Consiglio regionale chiedendo al presidente Solinas una circolare con un’interpretazione autentica e definitiva che sblocchi i fondi del bonus famiglia).

(DIRE) Cagliari, 5 mag. – «Finora solo sette-otto Comuni sardi, su oltre 370, sono stati in grado di erogare i fondi messi a disposizione della giunta per aiutare le famiglie. Le risorse sono di fatto ferme, e dovrebbero invece passare immediatamente nelle tasche dei cittadini». Cosi’ alla “Dire” il sindaco di Lanusei, Davide Burchi, interviene sullo stanziamento di 120 milioni di euro messo a disposizione dalla Regione Sardegna per le famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus. In queste settimane molti sindaci dell’isola, cui spetta il compito di gestire le richieste, hanno lamentato grosse difficoltà nell’erogazione delle risorse, a causa dei dubbi interpretativi della norma approvata dal Consiglio regionale l’11 aprile scorso.
Difficoltà confermate dal primo cittadino ogliastrino: «A Lanusei i nostri uffici  comunali non hanno avuto dubbi interpretativi solo su circa 30 delle 317 domande totali – spiega -. La legge regionale sta creando molti problemi, non è chiara, è troppo sintetica e poco analitica. Non sviluppa i criteri di erogazione, e non si può pretendere che questo lavoro venga fatto dalle faq della Regione. Anche perché spesso le stesse faq sono contraddittorie, non solo con l’atto normativo, ma anche tra di loro. Per fare un esempio, una faq sull’inclusione nella norma dei disoccupati di lungo corso, è stata modificata più volte».
Prosegue Burchi: «In queste settimane, sia l’Anci che i singoli sindaci, hanno chiesto che la Regione faccia un’interpretazione autentica della norma, o qualcosa di equipollente, per metterci nelle condizioni di avere dei criteri validi da applicare nella stesura degli atti amministrativi e nell’erogazione delle risorse. Tra l’altro questa situazione cozza non poco con il senso del provvedimento, che era quello di mettere a correre le risorse in pochissimo tempo, qualcuno diceva addirittura entro 48 ore dalla sua approvazione. Ecco, questa è la cosa più grave: si sono create grandi aspettative, al momento non soddisfatte. Ora sembra quasi che siano i sindaci a non voler dare corso a queste misure, ma è l’esatto contrario: noi non vediamo l’ora di dare ai nostri concittadini una mano d’aiuto, e davvero sentiamo sulle spalle questa grande responsabilità. I buoni spesa hanno tappato l’emergenza momentanea, ma non sono sufficienti, e i comuni da soli non ce la fanno».
Proprio oggi, conclude il sindaco, «era prevista una riunione tra i rappresentanti di Anci Sardegna e diversi assessori regionali, per affrontare questo problema. Mi auguro che dopo questo incontro si diano ai Comuni linee guida ben definite, altrimenti saremo costretti a fare da soli e come sempre ci assumeremo le nostre responsabilità. Per i sindaci è prioritario il benessere dei propri concittadini».
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