Maggioranza e opposizione litigano su ciò che resta della Satta

In quella che sarebbe dovuta essere una vera e propria partita a scacchi tra maggioranza e opposizioni sulla discussione del bilancio previsionale 2017 – 2019 ed annesso piano di alienazione dei beni comunali, è spuntato a sorpresa quello che diverrà l’argomento cardine di tutta la seduta consiliare nella casa comunale di Nuoro. È infatti l’emendamento al bilancio di previsione 2017/19 presentato a sorpresa e a firma di tutti i consiglieri delle forze di opposizione, a focalizzare l’ardita discussione sul tema che più di tutti in questi mesi sta tediando le coscienze non solo di una maggioranza politica che sembra avere legate mani e piedi; ma anche di una intera città: il “Consorzio per la pubblica lettura Sebastiano Satta”. Quello che dovrebbe essere per la Barbagia e per il suo capoluogo (e sicuramente in un lontano ieri lo era) il fiore all’occhiello in seno al mondo culturale e bibliotecario, oggi versa in condizioni economiche e gestionali inenarrabili. Privo di organi assembleari, privo di bilancio preventivo e oggi scarno di servizi al cittadino, il Consorzio rischia di avvicendarsi in maniera sempre più inesorabile verso la sua totale scomparsa.
Il bilancio di previsione e i documenti a lui annessi, presentati dall’assessore competente Lina Denti, sono stati approvati nella tarda serata grazie al voto favorevole delle forze di maggioranza, ma questo dati i numeri era prevedibile, così come lo era il senso da identificarsi in un ennesimo atto politico che rappresenta anche un vero e proprio atto di responsabilità, in termini di intenti, nei confronti di una città che continua a non conoscere con chiarezza il proprio domani amministrativo. «Di doman non c’è certezza», scriveva Lorenzo il Magnifico, e se si dovesse confinare la situazione del Consorzio bibliotecario nuorese ad una citazione, non potrebbe essere che questa. Difatti, contestualmente alla presentazione dell’emendamento predisposto dalle opposizioni – nel quale si richiedeva la possibilità di spostare una somma di 290.000 euro da servizi istituzionali, generali e di gestione, tra i quali una percentuale (il 20%) dalle indennità assessoriali in favore del Consorzio al fine di garantire la prosecuzione e la riqualificazione del servizio bibliotecario a favore dell’utenza, promuovere il rilancio del presidio culturale e favorire la serenità dei lavoratori –, è giunta la lettera del commissario straordinario Massimo Puggioni nella quale è lo stesso funzionario comunale a richiedere la non proroga dell’incarico ricoperto per poco meno di tre mesi con la missione di stilare il bilancio previsionale del Consorzio al fine di garantire la ricostituzione degli organi assembleari preposti a dare seguito alla normale amministrazione, missione evidentemente non riuscita. «Rinuncio alla proroga dell’incarico affidatomi – dichiara il commissario uscente – per motivi personali dati da un impegno troppo gravoso in termini amministrativi. La situazione è in stallo rispetto a ciò che ho trovato al mio arrivo alla “Satta” e mi trovo impossibilitato a stilare un bilancio previsionale credibile visto il mancato inserimento nel bilancio dell’ente comunale della quota prevista per il Consorzio, dell’ammontare di circa 300 mila euro, fatto contabile che non consente al Consorzio stesso di fare calcoli certi sul proprio futuro. La biblioteca – prosegue Puggioni – conta oggi quindici dipendenti tutti preoccupati per il proprio futuro data la possibilità concreta che non si arrivi neanche a garantire gli stipendi dei lavoratori che con diligenza si stanno impegnando per garantire i servizi. Rinuncio alla mia indennità di commissario per non gravare ancora di più sui conti fin troppo incerti dell’ente – conclude l’ingegnere – e porto a termine un’esperienza dai tanti risvolti positivi contraddistinta da un’ottima interazione con l’amministrazione comunale e provinciale che mi hanno affiancato in questo difficile periodo, peccato non essere riusciti a portare a termine la missione ». L’emendamento presentato dai consiglieri di opposizione non si è potuto portare a votazione del consiglio in quanto è stata immediatamente riscontrata l’inammissibilità da parte del dottor Tonino Puledda, Segretario generale del Comune; inammissibilità – dice il Segretario – dovuta al fatto che non sia competenza del consiglio comunale riunito deliberare su spostamenti di denaro da determinati capitoli a favore di un ente partecipato. Il presidente Fabrizio Beccu, visto il parere di inammissibilità, ha poi deciso di non concedere l’autorizzazione al voto alle compagini consiliari scatenando una serie di proteste dai banchi dell’opposizione in un vero e proprio alternarsi di pareri contrariati alla decisione del presidente affermando la volontà di presentare l’emendamento al cospetto dei cittadini.
Contrastanti i pareri dell’opposizione sull’operato della maggioranza: «Approvare un bilancio che si regge su entrate che non si formeranno è irresponsabile – dichiara Pierluigi Saiu – gravissimo non aver poi previsto la quota a favore della biblioteca Satta. Non fanno che parlarci di Nuoro capitale della cultura e poi per la biblioteca non mettono nemmeno un euro. Nove persone hanno già perso il lavoro. Vogliamo che la biblioteca chiuda del tutto? Cosa aspettano ad attivare quel controllo analogo a cui dicono di voler subordinare il contributo? Un bilancio non per risanare i conti del comune ma per tirare a campare un altro po’. Pericoloso sotto molti aspetti. Un bilancio che serve a questa amministrazione per rimanere attaccata alla poltrona un altro anno ma che alla città rischia di costare molto caro». «Dopo la sessione di bilancio – prosegue Leonardo Moro – due cose sono più chiare: gli amministratori non mollano le loro laute indennità e il Consorzio Satta non è nei loro obiettivi prioritari. Sono entrambi segni di grande debolezza politica e strategica. È grave e imbarazzante anche per noi mettere sullo stesso piano i compensi quantificati al massimo storico con la salvaguardia del Consorzio bibliotecario. È intollerabile che per impedire il voto su un emendamento si ricorra ad escamotage e cavilli a scapito del Consiglio comunale. Un parere non dovuto del Segretario e un’incauta presidenza hanno permesso la violazione dei più elementari diritti dei consiglieri. La maggioranza ha votato un bilancio senza il contributo alla biblioteca Satta, incurante dei disservizi delle sedi bibliotecarie chiuse e dei servizi bloccati; insensibili sui posti di lavoro persi; indifferenti al grido di dolore del Commissario Puggioni che con altissima dignità rinuncia alla sua indennità sferrando un sonoro schiaffo morale a chi, unicamente interessato alla poltrona e alla paghetta, trascina il presidio bibliotecario nella più profonda incertezza».
Ad intervenire per la maggioranza è il consigliere della Base Michele Siotto: «Entrando nel merito dell’argomento Consorzio trovo legittima la posizione della maggioranza di non inserire in questa fase la quota prevista in favore della partecipata dal momento che fino a oggi non si è potuta avere libertà di espressione e di controllo in merito al dispendio delle risorse. In base alla determina 46 del 15.06.2017 si evince ad esempio un impegno di spesa in favore della Telecom di euro 15.000 che trovo abbastanza discutibile così come l’ammontare delle spese previste per i servizi di pulizia e vigilanza. Se il direttore della biblioteca Tonino Cugusi avesse tenuto davvero a fare dei tagli a favore del salvataggio del Consorzio, sarebbe stato opportuno rivedere anche la sua indennità di risultato prevista e da percepire anche perché in realtà i risultati ottenuti sono ben pochi. Il bilancio – conclude il consigliere – è stato approvato dopo sacrifici e riflessioni soprattutto in merito all’aumento delle tariffe a domanda individuale che in ogni caso, per ora, non subiranno alcun aumento». Mentre in consiglio comunale si dibatte sul da farsi, la città di Nuoro ancora oggi non conosce appieno la sua situazione contabile e di conseguenza il suo futuro, così come quello del Consorzio per la pubblica lettura Sebastiano Satta sempre più alla deriva.

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