Lupi e agnelli nella Chiesa

La preoccupazione di Ambrogio da Milano, uno dei padri della Chiesa, era quella di spiegare la Bibbia alla gente, in un contesto nel quale l’arianesimo era una minaccia costante. La scelta di introdurre nella liturgia inni e salmi, un genere letterario antico nella chiesa orientale , si riconduce al loro successo nella tradizione dei canti popolari. Già Ilario di Poitiers aveva portato questa usanza in Occidente. Si tratta di canti brevi da otto strofe di quattro versi che sono facilmente memorizzabili dall’assemblea dei fedeli.
Per usare un linguaggio accessibile a tutti, Sant’Ambrogio amava usare il linguaggio metaforico.
Il riferimento alle figure dei lupi e degli agnelli era presente nei vangeli sinottici a più riprese, sia in Matteo (10,16) “Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”, sia in Luca (10,3) “Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Nella sua Esposizione del Vangelo Secondo Luca Ambrogio da Milano lo riprende ricordando che “i lupi sono nemici fra di loro al punto di sbranarsi reciprocamente, i lupi sono bestie feroci che tendono agguati negli ovili, si aggirano attorno alle capanne dei pastori, ma non osano entrarvi, spiano il sonno dei cani, l’assenza o l’inettitudine dei pastori, e attaccano alla gola le pecore per strangolarle rapidamente”. Secondo Ambrogio i lupi rappresentano dunque, l’esempio più emblematico per raccontare il pericolo degli eretici nella Chiesa, riprendendo un tema caro alla letteratura del tempo, in quanto tolgono la voce come il diavolo, i lupi sono come gli uomini codardi che si nascondono dietro una maschera, per poi colpire le vittime innocenti e ingenue. In questo senso il parallelismo dei lupi con gli eretici avviene peraltro in un momento storico, in cui le eresie minacciavano l’unità del mondo cristiano.
Nel contesto dell’assemblea dei fedeli gli eretici, come i lupi, «spiano l’assenza del pastore» e cercano di «uccidere o mandare in esilio i pastori delle chiese, perché se sono presenti i pastori non possono assalire le pecore di Cristo.
Bisogna evitare gli eretici, impedire loro di diffondere le loro false dottrine, contenenti i veleni che attaccano l’anima, aggrediscono alla gola, distruggono gli organi vitali..Inoltre può accadere che la persona abbia una duplice personalità “fuori è una pecora, dentro è un lupo che non ha moderazione nelle rapine, che va correndo di qua e di là come nella notte, con il corpo indurito dal gelo della Scizia, con la bocca imbrattata di sangue, alla ricerca di qualcuno da divorare”.
Dunque l’eretico-lupo «ulula», non è in grado di discutere, pronuncia discorsi «sacrileghi» emettendo suoni inarticolati come i versi degli animali, perché non ha «voce», avendo rinnegato il suo autore, il Signore Gesù.
I pii sono invece gli agnelli che seguono il cammino indicato da Cristo nonostante gli ostacoli offerti dalle bestie che li circondano sotto mentite spoglie.

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