Lunedì Consiglio: la surroga diventa subentro

Sicuramente la stragrande maggioranza dei nuoresi lunedì 15 ottobre 2018 avranno ben altre faccende da sbrigare ma chi ancora riesce ad appassionarsi alla politica comunale, solo per merito dei giornalisti “curiosoni” verrà a sapere che per quel giorno, alle ore 9 con appello alle ore 10, si riunirà il Consiglio comunale. Non solo infatti – come da prassi consolidata – la convocazione e il relativo ordine del giorno non sono state inviate alle redazioni ma a stasera non risulta neanche pubblicate nel sito istituzionale del Municipio né tra gli avvisi né all’albo pretorio. Stamattina, invece, è stata pubblicata la delibera del Consiglio Comunale del 9 ottobreche  ha visto non approvata la “surroga del consigliere comunale Eleonora Angheleddu a seguito della nomina alla carica di assessore comunale” (attenzione, perché saranno molto utili tra poco, alle parole riportate nell’ordine del giorno). Ecco, comunque per completezza di informazione, cliccando sul link seguente, la delibera bocciata dal Consiglio comunale seppure con una votazione finito 12 a 12. delibera

Questo, invece, l’ordine del giorno della seduta di lunedì Convocazione CC 15.10.2018

Come si può notare c’è una modifica sostanziale nel primo punto riposto rispetto alla formulazione del 9 ottobre: “Ricostituzione Organo Consiliare – Subentro  del Consigliere Comunale Roych Maria Maddalena – Art. 64 DLgs 267/2000. Convalida”.

Per una migliore comprensione è necessario citare la norma citata oggi e ignorata il 9 e il 10 ottobre:  “1. La carica di assessore è incompatibile con la carica di consigliere comunale e provinciale. 2. Qualora un consigliere comunale o provinciale assuma la carica di assessore nella rispettiva giunta, cessa dalla carica di consigliere all’atto dell’accettazione della nomina, ed al suo posto subentra il primo dei non eletti (…)”.

La “surroga” del primo ordine del giorno, quindi, è diventata nel secondo presa d’atto di un subentro. Una modifica che sembra una mezza ammissione di un errore d’origine a cui si è richiamato oggi in una nota Pierluigi Saiu: «Hanno presentato (loro!) una delibera di surroga che non è passata perché non avevano i voti per farla passare», scrive il consigliere comunale della Lega sottolineando che «quel procedimento di sostituzione lo hanno scelto loro, non noi. Adesso parlano di automatismo ma solo perché in aula hanno perso. Perché non l’hanno fatto da subito? Perché da subito non hanno fatto quello che dicono di dover fare adesso?Incompetenza o superficialità? Una volta che il consiglio ha votato, e ha votato contro, i difensori della democrazia hanno deciso di calpestare quel voto. Di ignorarlo perché più che la democrazia per loro conta avere quell’unico consigliere in più a cui aggrapparsi per non perdere la poltrona».

Una dichiarazione che anticipa la battaglia di lunedì che verterà soprattutto su un punto su cui sarà curioso assistere al confronto tra avvocati-consiglieri, di maggioranza e opposizione: è possibile rivotare su un atto già respinto dal Consiglio? Come sarà interessante vedere se Maria Maddalena Roych sarà in aula fin dall’inizio della seduta come ha chiesto nel documento notificato ieri in cui «intima e diffida il Consiglio comunale di Nuoro a provvedere ai sensi dell’art. 64 T. U. 267/2000 alla presa d’atto del subentro della sottoscritta consigliera entro tre giorni dal ricevimento della presente anche con la partecipazione al voto della sottoscritta alla presa d’atto come consigliera in carica (Consiglio di Stato parere numero 2755/2005). Una questione non da poco visto che la subentrante sarebbe quel tredicesimo consigliere che impedirebbe alla maggioranza di far mancare il numero legale, come è successo nella riunione saltata il 9 ottobre che quindi, vista l’ultima interpretazione che giustifica la convocazione per lunedì, si sarebbe potuta tenere regolarmente.

Resta su questo pasticcio senza precedenti la necessità di assicurare a Maria Maddalena Roych il diritto-dovere di esercitare il suo ruolo di consigliere comunale. Superato in un modo o nell’altro questo ostacolo, l’assemblea civica si prepara alla vera battaglia sul Rendiconto 2017, sempre ché qualcuno non chieda conto alle opposizioni della gravissima affermazione sottoscritta da nove consiglieri di minoranza sui presunti «squallidi tentativi di condizionamento personale che pure durante la seduta qualcuno ha cercato di portare avanti» denunciati in un documento il 10 aprile (https://www.ortobene.net/squallidi-tentativi-condizionamento-personale/).

In questo clima di scontro frontale dove nessuno sia nella maggioranza che nell’opposizione pare stia lavorando per abbassare i toni, lo scontro sul Rendiconto 2017 rischia di essere devastante perché quell’atto la Regione chiedeva fosse compiuto entro il 9 ottobre (il consuntivo deve essere approvato per legge entro il 30 aprile) e per quella data, per dimostrare alla stessa Regione che comunque la discussione era iniziata, è stata inserita l’illustrazione prevedendo poi con regolare convocazione i voto per il 29 ottobre. Il 9 il Consiglio non ha deliberato per mancanza del numero legale e in seconda convocazione, il giorno successivo la seduta è finita all’ora prevista senza dar modo per mancanza di tempo al sindaco di illustrare il Rendiconto.

Un atto che però sarebbe illegittimo, come sostiene nel suo documento sempre Pierluigi Saiu, anticipando anche in questo caso la battaglia di lunedì che considera la convocazione per discutere il Rendiconto  «palesemente irregolare perché non rispetta le norme di legge e del regolamento di contabilità. Almeno 20 giorni prima dell’inizio della sessione di bilancio devono essere messi a disposizione dei consiglieri gli atti del rendiconto, compreso il parere dei revisori. Il parere – sostiene sempre il consigliere della Lega – ancora non c’è e quindi la sessione non può iniziare ma loro convocano comunque il consiglio per l’illustrazione. Abusando del loro potere. Violando le regole. Calpestando la democrazia. Violando i diritti dei consiglieri. Preoccupati di far vedere alla Regione che la discussione è iniziata. Anche se non è così. Anche se non può essere così. Hanno paura di essere commissariati, di perdere la poltrona. Questo per loro conta. Questo e basta».(…) E mentre in consiglio comunale tutti i dodici consiglieri delle opposizioni prendevano la parola, loro tacevano. Stavano zitti. Lo stesso Soddu, in aula, non ha aperto bocca», ricorda Saiu senza dimenticare che il sindaco  Ha però mandato un comunicato stampa a dibattito aperto, offendendo ancora una volta il consiglio comunale. Come aveva già fatto presentando la sua nuova mezza giunta prima ai giornalisti piuttosto che al consiglio. Eccoli i difensori della democrazia! Che fuggono dal confronto, che non parlano in aula e poi scrivono comunicati stampa e post sui social. I difensori della democrazia – conclude la sua reprimenda Pierluigi Saiu – che non rispettano le regole. A cominciare da quelle sulla convocazione del Consiglio. Ecco perché l’ordine del giorno della seduta di lunedì 15 ottobre è diviso – altro fatto inusuale – in due parti: alla seduta pubblica straordinaria su due punti (subentro Roych e comunicazioni del sindaco sulla composizione della giunta comunale, tra l’altro in carica da ben 17 giorni), si è sentito il bisogno di sottilizzare su una seduta da considerare ordinaria per “l’argomento già iscritto all’ordine del giorno della seduta del 9 ottobre” la Presentazione dello schema di rendiconto della gestione 2017 proprio per sfuggire alla tagliola della Regione che in teoria potrebbe in qualsiasi momento proprio per mancanza del consuntivo,  commissariare il Comune e sciogliere il Consiglio,

Sulla situazione politica al Comune di Nuoro fa sentire anche la sua voce anche il Partito democratico con una dichiarazione del vicesegretario provinciale Francesco Manca : «Soddu deve dimettersi – sostiene – e non per un numero in più o in meno in quel Consiglio Comunale dove va in scena con evidente chiarezza quello che appare sempre più un immaturo, da entrambe le parti, regolamento di conti anziché un fisiologico confronto tra maggioranza e opposizione. Si deve dimettere perché ha fallito.E  non ci ha messo cinque anni, ne sono stati sufficienti tre». Scandendo ossessivamente per nove volte questo ha fallito Manca mette in fila una serie di appunti attaccando direttamente e n prima persona il sindaco: «Incapacità a tenere insieme forze politiche diverse e disomogenee messe insieme per vincere e non per governare; andati in fumo i temi guida su cui ha puntato, la Capitale della Cultura, il piano delle periferie, il Campus, la sede dell’Università, non esiste più un obiettivo, un motivo per stare insieme; il Sindaco che sorride a tutti, non risponde a nessuno; ha reso il Comune inaccessibile ai cittadini, dagli uffici all’organizzazione interna, dalla burocrazia alle procedure, dai tempi amministrativi alle richieste tradite; ha puntato tutto sull’immagine e non sul realismo; propria incapacità, inesperienza, arroganza e profonda ingenuità; ha isolato la città dal territorio, ridimensionando il ruolo di Nuoro sulla sua Provincia; ha subìto i processi e non li ha guidati, prendendo ceffoni politici da ogni parte; si erano candidati dicendo di essere i più bravi e hanno portato la città al pre-dissesto finanziario, all’umiliazione politica, al vuoto amministrativo. Soddu – conclude Francesco Manca abbia dignità e si faccia da parte, restituisca, per il bene di Nuoro, agibilità politica, legittimità amministrativa e speranza civica ad una città spenta, sfilacciata ed esausta, ma che dispone di una grande ricchezza, i nuoresi e la loro incrollabile dignità»

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