L’olocausto dimenticato dei disabili

Sabato 9 febbraio, a partire dalle ore 18.00 presso lo Spazio Antifascista di Nuoro sito in Vico Barisone 4, sarà proiettato lo spettacolo “Ausmerzen – Vite indegne di essere vissute”.
La rappresentazione del drammaturgo Marco Paolini, datata 2012, era andata in onda su La7 in diretta dall’ex ospedale psichiatrico “Paolo Pini” di Milano; nonostante il suo suono dolce e l’origine popolare, la parola “Ausmerzen” si riferisce tanto alla terra quanto all’agropastoralismo comprensivi della scelta di sopprimere le pecore che non reggono la transumanza.
Ancora oggi, oltre le vaghe giornate istituzionali, si tende a non voler spiegare e comprendere quali siano le folli idee di fondo che diedero origine all’olocausto di milioni di persone, ossia quello denominato “Aktion T4”.
Questo è il nome convenzionale col quale si designa il Programma nazista di eutanasia che, sotto la responsabilità medica, previde dentro e fuori dalla Germania la soppressione di massa di persone affette da malattie genetiche inguaribili e gravi handicap mentali e fisici.
Si stima che l’attuazione di questo eccidio abbia portato all’uccisione di un totale compreso tra i 200mila ed il milione di individui: come sottolineato da Paolini nel corso del suo stesso spettacolo informativo ed educativo, «questa è la storia di uno sterminio di massa conosciuto come Aktion T4. T4 sta per Tiergartenstraße numero 4, un indirizzo di Berlino. Durante Aktion T4 sono stati uccisi e passati per il camino circa trecentomila esseri umani classificati come “vite indegne di essere vissute”.
Cominciarono a morire prima dei campi di concentramento, prima degli zingari, prima degli ebrei, prima degli omosessuali e degli antinazisti e continuarono a morire dopo, dopo la liberazione, dopo che il resto era finito».
L’intento della proiezione del documentario “Ausmerzen – Vite indegne di essere vissute” consiste nel far comprendere l’influenza dell’eugenetica nazista sia sul drammatico passato che sul presente democratico, sulla scienza moderna e sui moderni tagli al bilancio sanitario compiuti sulla pelle delle persone considerate “improduttive”.
Infatti, nella storia di questo sterminio, si annida il germe di ogni soppressione di creature spogliate della propria umanità perché considerate difettose, indifese e, come ribadito nel titolo delle pièce di Marco Paolini, “vite indegne di essere vissute”.