L’Italia disunita dei rifiuti da smaltire

Santa Lucia di Siniscola, interno giorno. Un giorno di fine giugno: in spiaggia un gruppo di bagnanti che ruba un raggio di sole sfuggito ai nuvoloni sospinti dal vento, è impegnato in un’accesa discussione. Staranno parlando di Salvini o Di Maio, migranti o reddito di cittadinanza? Oppure – più terra-terra – dei mondiali di calcio senza l’Italia? Niente di tutto questo: «Ma siamo in Zona 1 o Zona 2?» Si confrontano sul piano urbanistico regionale? No, chiacchierano più semplicemente di raccolta differenziata dei rifiuti. L’ospite arrivato da oltre Tirreno consulta il sito web del Comune, ma fatica a trovare indicazioni più precise. Per fortuna arriva in suo soccorso un vicino che gira via telefonino la foto del calendario settimanale.
Arrivano da Biella, Verona, La Spezia, Milano, Nuoro… «Fatta l’Italia, bisogna fare gli Italiani», chiosava Massimo D’Azeglio e qui, oltre un secolo dopo, davanti alle tipologie diverse da Comune a Comune anche nella raccolta differenziata, si scopre che siamo una nazione tutta da costruire neanche per quanto riguarda la spazzatura. Dove va la busta del latte? Da noi nella carta. Da noi nel barattolame.
Io nel dubbio l’ho messa nell’indifferenziato ma non lo hanno ritirato. E poi figurarsi in una settimana i residui del lattosio puzzano.
Da noi facciamo così. Da noi invece… E l’olio della frittura di pesce cucinata ieri a cena dove va?Nell’apposito contenitore si legge qui. Quale? Boh. Dobbiamo partire domenica mattina, dove lasciamo l’umido che sarà ritirato lunedì? Nell’ecocentro.
E dov’è? Nella zona industriale di Siniscola, basta seguire il punto d’interesse del navigatore. Ma qui c’è scritto che l’ecocentro la domenica è chiuso. Lo butti allora nei cassonetti che ci sono in pineta… E se mi multano, da noi sono controllati dalle telecamere.
Piccole storie di ordinaria confusione tutta italiana. Non parlate poi di tassa di soggiorno: «Ma dobbiamo pagare 1,20 euro al giorno per persona anche noi che abbiamo preso la casa in affitto per due settimane. No, i proprietari versano al Comune 25 euro forfettarie. E non protestate per i parcheggi a pagamento a ridosso delle spiagge dove i siniscolesi versano un euro; due euro per mezza giornata e tre per restare al mare tutto il giorno chi abita nei paesi vicini dell’Unione dei Comuni, contro i 7-10 euro sborsati dai non residenti. «Quindi a Nuoro i baroniesi dovrebbero pagare il doppio nelle nostre aree di sosta», si accalora un ospite che, riprendendo un’antica polemica, si ostina a non capire perché quei servizi a mare da finanziare con la tassa-parcheggio siano calcolati a seconda di dove uno è domiciliato.
Dalla suoneria di un cellulare si levano le note di “Viva l’Italia, l’Italia tutta intera”. Ma domani dove lascio l’umido?, continua a chiedersi il turista in partenza. Speriamo non decida di lanciare la busta della mondezza in una delle tante piazzole della superstrada Siniscola-Olbia.

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