L’incontro con il Vescovo

A gennaio il vescovo di Nuoro monsignor Mosè Marcìa ha intrapreso la visita pastorale nelle dieci parrocchie della città. L’ultima di queste è San Paolo, la parrocchia a cui appartengo e in questa occasione, prima della Settimana Santa, ha scelto di venire a trovare anche me e la mia famiglia. Un incontro tanto inatteso quanto gradito vissuto come la visita di un caro amico.
Nella concezione cattolica la Visita ricorda la cordialità dell’accoglienza e rievoca il lato umano di Gesù che lasciava il suo ambiente per recarsi presso la sua gente con intenzioni di conoscenza, di scambio e di comunione e con la prospettiva di essere benevolmente accolto.
Etimologicamente la parola “visita” richiama la radice “vedere”, dunque andare a vedere, mentre l’aggettivo “pastorale” rivela la funzione di pastore, cioè di guida del suo gregge. Il senso di questa visita è dunque quello di andare a vedere le parrocchie, per indirizzare, dare nuova forza e nuova speranza. Credo che questo sia lo spirito che accompagna il vescovo nelle varie comunità della diocesi, nelle scuole, nei gruppi di preghiera, infondendo serenità e positività e, spero, ricevendo qualcosa anche confrontandosi con un malato di Sla.
È ciò che io ho colto quando monsignor Marcìa e il parroco don Alessandro Fadda hanno varcato la soglia della mia umile casa. La spontaneità con cui il vescovo si è presentato e il suo essere affabile ha fatto sì che si creasse una certa empatia.
Ciò mi ha permesso di relazionarmi con disinvoltura, scevro da pregiudizi e senza alcun minimo imbarazzo.
È stato come avere di fronte, non una figura importante della gerarchia ecclesiastica, ma una persona comune, un amico al quale poter fare le proprie confidenze e riceverle, con cui dibattere su svariate tematiche, mettendo a confronto le proprie idee e i propri punti di vista. In questo scambio di pensieri si sono rievocati episodi, più o meno belli, di vita passata che hanno forgiato il nostro carattere e che hanno influito sulla nostra visione del mondo.
Devo dire che quella con monsignor Mosè è stata anche una bella e simpatica chiacchierata, di quelle dove lasci che le parole vengano trasportate da un puro sentimento aprendo totalmente il tuo cuore e la tua mente, di quelle che ti lasciano una profonda serenità interiore. La mia formazione culturale, prettamente laica, mi ha sempre portato ad approcciarmi al mondo religioso con razionale rispetto e con profonda curiosità. Da sempre l’essere umano, a prescindere dalla propria fede religiosa, si è sempre domandato “chi siamo e da dove veniamo”. Vorrei concludere con una citazione a me cara: «Non condividiamo tutti la stessa idea dell’origine dell’universo, proveniamo da luoghi diversi, ma tutti, qualsiasi sia la nostra fede, possiamo condividere una cosa, la Meraviglia e la Gratitudine per il solo fatto di Esistere». Buona Pasqua.

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