L’importanza dei profeti

Nella Bibbia i Profeti parlano, perchè? C’è la speranza dell’ascolto che porta al cambiamento, del resto se non c’è paura di Dio nel senso di rispetto, non c’è stimolo al cambiamento. Allo stesso tempo non è facile capire il significato, visto che talvolta la divinità è di difficile comprensione , infatti Isaia dice “i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie”, (Isaia 55,8-9). La profezia biblica è una testimonianza di una scelta di Dio, quella di essere presente nella storia e diventare per certi aspetti comprensibile in modo tale che infinito e finito si abbraccino.Dio ha scelto alcuni uomini per parlare alle sue creature. Il profeta dunque, è portatore di un messaggio che nasce da una esperienza. In ebraico il profeta è Nabi, il chiamato da Dio o colui che chiama. Profetizzare è attività di parola, e può assumere tre significati, in senso temporale vuol dire “parlare prima”, predire il futuro (Oracolo del Signore è un segno nel testo della profezia ), in senso spaziale, “parlare davanti al pubblico” (quello che fa Nathan davanti al re Davide quando gli chiede di riconoscere il suo peccato), e in senso vicario “parlare al posto di Dio” (il significato più probabile). Il Profeta è quindi uomo della parola, portavoce della divinità presso il popolo, missione ricevuta da Dio, egli prende posizione. Ci sono vari esempi di profeti, Isaia è un uomo sposato, diplomatico alla corte, uomo di potere, uno dei grandi poeti della bibbia ebraica, Geremia è invece un giovane ribelle e entusiasta, che conosce la delusione della riforma religiosa di Giosia, riceve l’ordine di rimanere celibe, conosce le persecuzioni di Gerusalemme, confessa i laceramenti interiori. Ezechiele appartiene alla classe sacerdotale, è duramente provato dalla distruzione del tempio, comunica con immagini e simboli poco comuni.Ma ci sono anche donne come Myriam, sorella di Mosè e Aronne, riconosciuta dalla comunità e implicata nella polemica sull’ autorità di Mosè che ha sposato una donna estraniera, c’è Debora giudice e profetessa.
I profeti non sono pertanto indovini ma uomini e donne del presente dallo sguardo penetrante, sempre ispirati da Dio, che vedono gli eventi non come le persone comuni e deve essere sempre considerato il quadro storico in cui operano tra mille difficoltà e rischi. In questo senso Dio non è imparziale, è giusto nella sua parzialità. A differenza dei falsi profeti, quello che dicono si avvera completamente, profetizzano in maniera disinteressata, senza tornaconto personale.

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