Liceo Classico e “Sa Die”, libro su Asproni

Chi era Giorgio Asproni, nome risuona nelle cronache dopo la decisione della Giunta regionale di dedicargli “Sa die de sa Sardigna” che si celebrerà il prossimo 28 aprile? La risposta arriva dalla scuola, il Liceo Classico di Nuoro dedicata proprio a questo personaggio, con la pubblicazione per le Edizioni Ilisso e il sostegno della Fondazione di Sardegna, di un libro a conclusione di un progetto avviato nel 2011che rende finalmente giustizia al politico bittese vissuto tra il 1808 e il 1876. Quei ragazzi coordinati dal professor Giuseppe Puligheddu, curatore dell’opera, che hanno fatto parte del Gruppo di studio e ricerca oggi sono all’Università ma possono andare orgogliosi del loro lavoro perché – come ha scritto Manlio Brigaglia nell’introduzione – hanno tracciato una strada da seguire in tutte le scuole sarde per studiare e scrivere la storia. Gli studenti che avevano solo qualche informazione su quel nome scritto nella targa del loro Istituto, hanno infatti scoperto un gigante della politica italiana e i suoi stretti legami con i principali protagonisti del Risorgimento: Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Francesco Crispi, Carlo Cattaneo, Giuseppe Ferrari, Urbano Rattazzi tra gli altri. Di Camillo Benso conte di Cavour Asproni fu invece inflessibile oppositore ritenendolo responsabile dell’indifferenza riservata dai governi sabaudi ai problemi della Sardegna. Un capitolo a parte nel libro viene dedicato alle responsabilità assunte dal politico di Bitti nella Direzione Nazionale delle Società Operaie, promosse dal politico di Bitti nelle province sarde, sostenuto anche dall’amicizia significativa, come dimostrano alcune lettere inedite riportate nel saggio,  con l’anarchico russo Michail Bakunin.

A salire in cattedra con il professor Puligheddu sono così proprio quei ragazzi capaci di andare alla radice della vocazione politica di Giorgio Asproni: la celebre “Sarda rivoluzione” del 28 aprile 1794, avvenimento storico celebrato oggi proprio come “Sa die de sa Sardigna”, grazie all’amicizia intessuta con uno dei protagonisti di quei fatti, il canonico Salvatore Frassu, segretario di quel Giommaria Angioy che guidò quella rivolta. Il libro ricostruisce il percorso formativo di Giorgio Asproni fin dalla sua nascita a Gorofai (Bitti), passando per le università di Sassari e Cagliari; l’impegno come canonico penitenziere nella Diocesi di Nuoro; la responsabilità di direttore ed editorialista nella stampa democratica dell’Ottocento e nonché di leader politico della “Sinistra Storica”. Dal 1848 in poi vengono ripercorse le tappe più significative del politico bittese nella Camera dei deputati del Regno di Sardegna prima e del Regno d’Italia poi. Nel saggio inoltre emergono i rapporti e le collaborazioni intessute da Giorgio Asproni. Questa ricostruzione storica della vita e dell’opera si sviluppa accanto ad un’accurata raccolta iconografica degli eventi e dei personaggi grazie alla preziosa collaborazione di importanti istituzioni museali e archivistiche nazionali ed estere: il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, l’Istituto Mazziniano Museo del Risorgimento di Genova, il Museo del Risorgimento di Milano, l’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano di Roma, il Museo del Risorgimento di Vicenza, il Museo d’Arte Rhode Island School of Design di Providence (Stati Uniti), la Galleria d’Arte Moderna di Genova, la Pinacoteca di Brera a Milano, la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze, i Civici Musei d’Arte e Storia di Brescia, il Museo di S. Martino del Polo Museale della Campania, il Civico Museo Revoltella – Galleria d’arte moderna di Trieste, il MAN-Museo d’arte della Provincia di Nuoro, la Fondazione Einaudi di Torino, la Fondazione G. Feltrinelli di Milano, la Biblioteca Civica Centrale di Torino, la Biblioteca Queriniana di Brescia, la Biblioteca “S. Satta” di Nuoro, l’Archivio Storico della Diocesi di Nuoro.

L’elaborazione del lavoro di ricerca che ha preso forma nel saggio è stata sostenuta dalla consulenza e collaborazione dei più autorevoli studiosi di Storia del Risorgimento e Storia della Sardegna, nonchè del compianto professor Tito Orrù, curatore del Diario politico di Giorgio Asproni), a cui è dedicato il volume. “Giorgio Asproni. Nel nome della Rivoluzione” sarà presentato ufficialmente alla Fiera Nazionale del Libro di Torino, in programma dal 18 al 22 maggio 2017 nello stand allestito dalla Regione sarda. Un ulteriore riconoscimento per il Liceo Classico e motivo di “viva soddisfazione” anche per il dirigente scolastico Antonio Giuseppe Fadda che nel ringraziare Giuseppe Puligheddu sottolinea come il libro “costituisca una testimonianza di quanto l’esperienza di docente in una Scuola possa diventare ragione di esplorazione di un approccio che non si configure come nuda trasmissione di conoscenze ma che si fa, invece, occasione di contributo alla costruzione di saperi, di guida sull’acquisizione di un metodo di studio e ricerca, di accesso alle fonti, di discernimento del loro profile e rilevanza, di impiego consapevole e finalizzato”. Il risultato è tutto da scoprire leggendo le 143 pagine del libro sapendo che, oltre a condividere la sorpresa nella conoscenza di Giorgio Asproni, si “ripropone – come si legge nell’introduzione – il suo esempio come provocazione di un modo di far politic ache inevitabilmente interroga chiuque voglia vivere in modo serio non solo l’impegno sociale e politico, ma intenda improntare la propria esistenza a grandi ideali”.

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