Libri di testo, Moro all’attacco

Continuano a far discutere i problemi sulla distribuzione dei libri di testo nelle scuole dell’obbligo e la decisione del Comune di Nuoro di indire una gara d’appalto vinta quest’anno da una ditta pugliese. Alla vicenda segnalata una prima volta dal consigliere comunale Pierluigi Saiu che aveva contestato un bando che di fatto aveva tagliato fuori le libere cittadine, aveva risposto l’assessore competente: «Nel 2016 il Comune fece il bando per la fornitura dei libri e se la aggiudicò una ditta nuorese (che collaborò oppurtunamente con un’altra libreria cittadina): elogi alla trasparenza dell’amministrazione. Nel 2017 viene predisposto lo stesso bando ma non vince una impresa nuorese: improperi alla rigidità dell’amministrazione. Posto che le regole (specie quelle che riguardano la spesa di soldi pubblici) – replico Sebastian Cocco –  non valgono solo quando si vince, sono sicuro che troveremo il modo perché le imprese locali possano essere più concorrenziali». Spiegazioni che non convincono Leonardo Moro, consigliere di opposizione eletto nella lista Pd: «Ormai – scrive l’ex vicesindaco – da anni non si stampano più le “cedole”, è un termine per indicare la metodologia di distribuzione dei libri di testo della scuola primaria. Il metodo è molto più pratico e non costa nulla. La scusa, sempre più diffusa, della presunta economicità, efficienza ed efficacia, pare un “mantra” che ormai neanche più si discute. Questo è un caso emblematico», continua Moro: «Si fa una garetta, vince una ditta pugliese lasciando al palo le piccole realtà locali e si pretende pure di aver ragione, addirittura si tenta di rilanciare la palla nel campo avversario, si avversario, perchè l’imprenditoria locale è avversata da questa amministrazione, accusata persino di scarsa collaborazione pur di salvare una posizione indifendibile di chi sottovaluta tutti i risvolti di una capillare distribuzione dei testi e l’affidabilità di fior di professionisti che vantano l’esperienza del rapporto con i genitori e i docenti. Troppo facile scaricare le casse di libri alla rinfusa e poi ripartire. Non è tollerabile criticare le librerie nuoresi di mancata collaborazione quando invece sono danneggiate e vituperate proprio dall’operato del Comune. Forse non è chiaro: non bisognava affatto fare una gara, non era necessario; molti Comuni, anche più grandi del nostro, hanno attivato accreditamenti e convenzioni con le librerie locali, basterebbe andare a vedere cosa hanno fatto i Comuni di Milano, Roma, Napoli o Cagliari. La realtà – conclude Leonardo Moro – è che chi amministra in Comune non ha la più pallida idea di come gestire la cosa pubblica nell’interesse della propria comunità.  Non è pensabile che si arrivi a fine ottobre nel più totale caos, niente libri, niente arredi, scuole nel più totale degrado. Si vive alla giornata, si sbaglia di continuo, nessuna umiltà anche quando l’errore è palese e provoca disservizi e colpevoli ritardi. Eppure bastava poco, bastava dire: “scusate, l’anno prossimo faremo meglio”».
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