Cinquestelle e Lega spaccano anche i pastori

Stamattina a Tramatza l’assemblea regionale dei pastori deciderà se e come proseguire la mobilitazione in base ai risultati del Tavolo regionale di martedì. Un’assemblea che si annuncia non facile tra chi vorrebbe non scendere a patti continuando la protesta e chi appare più trattativista nonostante sembri allontanarsi nell’immediato l’obiettivo degli 0.80 centesimi al litro. Le divisioni tra i pastori nascono però anche dalla spaccatura che appare sempre più chiara tra la Lega e il Movimento Cinquestelle sulla vertenza-latte ovino. Che  i due alleati al governo abbiano camminato in Sardegna, condizionati dalla campagna elettorale per le regionali che li vedeva avversari, su due strade parallele e con interlocutori privilegiati diversi lo si sapeva, ma che dopo le elezioni continuino a volare gli stracci non è sicuramente un buon segnale.

Ebbene mercoledì scorso alla Camera, durante la discussione di una legge che ripristinava la possibilità da parte degli enti pubblici di acquisire cuore e partecipazioni nelle Centrali del latte si è parlato anche di Sardegna perché – è stato detto «la mano pubblica garantisce anche qualcos’altro: la certezza del prezzo corrisposto al produttore, un problema ormai diventato drammatico». I deputati sardi del M5S Luciano Cadeddu e Pini Cabras hanno così presentato un ordine del giorno approvato praticamente all’unanimità  e col parere favorevole del Governo espresso in aula dal sottosegretario Franco Manzato (Lega) che allarga alla Sardegna la possibilità di una partecipazione diretta di enti pubblici in società del settore lattiero caseario. Rendendo noto il provvedimento parlamentare ieri  Luciano Cadeddu ha scavato un ulteriore fossato, seppur mai nominandola con la Lega che sembra un avvertimento anche per quanto succederà nel tema in Regione dove i grillini saranno all’opposizione: «Al contrario degli slogan da “campagna elettorale” dove la crisi dei pastori è stata cavalcata da alcune compagini politiche, noi andiamo avanti senza spot pubblicitari con tutte le iniziative utili per tutelare il lavoro dei produttori primari», scrive il parlamentare-pastore di Uras annunciando l’approvazione dell’atto parlamentare per poi sostenere che «un giusto ed equo prezzo del latte — al di fuori dell’emergenza — sarà il risultato di un lavoro comune da parte di tutti gli attori della filiera lattiero-casearia. Come legislatori il nostro compito è fornire strumenti di indirizzo giuridico ai problemi della crisi del latte quali la tracciabilità (che arriverà a breve), la trasparenza, la riorganizzazione dei consorzi, il potenziamento degli organi di controllo e sanzioni congrue per chi non rispetta la normativa. Chi ha speculato – conclude Cadeddu – non potrà ritrovarsi nella condizione di farlo nuovamente e sopratutto la voce dei pastori deve essere direttamente rappresentata presso tutte le sedi necessarie», Nell’ordine del giorno si valuta con favore la legge e le sue finalità  «in particolare in ordine alla necessità di mantenere inalterato il patrimonio di storia, tradizioni, qualità e innovazione che caratterizza le centrali del latte, con l’intento di restituire alle pubbliche amministrazioni le funzioni di garanzia e controllo sulla filiera lattiero casearia». Si ritiene inoltre che «la partecipazione degli enti pubblici in società del settore lattiero caseario può rappresentare un volano per il rilancio di un comparto strategico dell’agroalimentare nazionale quale è quello legato alla zootecnia da latte che rappresenta un bacino di ricchezza e di occupazione per moltissime realtà territoriali». Quindi nell’ordine del giorno Cadeddu-Cabras dato per approvato senza votazione visto il consenso unanime viene riportato alla realtà isolana e si prende atto «della crisi che investe ormai da tempo il settore lattiero caseario ovino della regione Sardegna, e atteso che misure di carattere strutturale devono essere intraprese al fine di garantire alla filiera di poter competere su un mercato le cui dinamiche sono sempre più imprevedibili ed estremamente penalizzanti per gli allevatori». Dopo la considerazione che «la partecipazione del settore pubblico nelle aziende di trasformazione può contribuire a migliorare le relazioni interprofessionali, al fine di incentivare l’organizzazione dell’offerta e di utilizzare tutti gli strumenti a sostegno della filiera previsti dall’Organizzazione Comune dei Mercati di cui alla Politica Agricola Comune», la Camera dei deputati impegna il Governo «ad adottare, di concerto con gli enti territoriali interessati, ogni utile iniziativa volta alla salvaguardia del settore lattiero- caseario ovino in Sardegna, anche al fine di garantire un’equa remunerazione ai produttori primari».