L’educazione, quale futuro?

La pandemia da Covid-19 non frena di certo la questione educativa a livello mondiale, e tanto meno il Papa. Ad un mese dall’evento promosso dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, il videomessaggio di Francesco ai partecipanti al Global Compact on Education ci può sfidare sul futuro della pastorale nelle nostre parrocchie e diocesi italiane in specie sull’educazione. Considerati gli orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2020, la domanda viene a galla tanto più nell’emergenza di una pandemia in corso: quale futuro per l’educazione?
Il documento della Cei Educare alla vita buona del Vangelo ci ha stimolato alla progettazione con particolare attenzione ai protagonisti e ai destinatari dell’educazione nella vita della Chiesa e in un mondo globalizzato e complesso, per portare frutti di un educazione integrale nel territorio del nostro Paese.
Ed ora? Quale riflessione ci attende? Quale “password” pastorale deve accompagnare il cammino ecclesiale futuro?
Anzitutto rileggiamo le parole del messaggio del Papa, le quali ci pervengono in sette punti d’impegno: «Primo: a mettere al centro di ogni processo educativo formale e informale la persona, il suo valore, la sua dignità, per far emergere la sua propria specificità, la sua bellezza, la sua unicità e, al tempo stesso, la sua capacità di essere in relazione con gli altri e con la realtà che la circonda, respingendo quegli stili di vita che favoriscono la diffusione della cultura dello scarto. Secondo: ad ascoltare la voce dei bambini, dei ragazzi e dei giovani a cui trasmettiamo valori e conoscenze, per costruire insieme un futuro di giustizia e di pace, una vita degna per ogni persona. Terzo: a favorire la piena partecipazione delle bambine e delle ragazze all’istruzione. Quarto: a vedere nella famiglia il primo e indispensabile soggetto educatore. Quinto: a educare ed educarci all’accoglienza, aprendoci ai più vulnerabili ed emarginati. Sesto: a impegnarci a studiare per trovare altri modi di intendere l’economia, di intendere la politica, di intendere la crescita e il progresso, perché siano davvero al servizio dell’uomo e dell’intera famiglia umana nella prospettiva di un’ecologia integrale. Settimo: a custodire e coltivare la nostra casa comune, proteggendola dallo sfruttamento delle sue risorse, adottando stili di vita più sobri e puntando al completo utilizzo di energie rinnovabili e rispettose dell’ambiente umano e naturale secondo i principi di sussidiarietà e solidarietà e dell’economia circolare».
Invito per un impegno preso e che fa appello «agli uomini e alle donne della cultura, della scienza e dello sport, agli artisti, agli operatori dei media». Un vero e proprio patto da sottoscrivere e declinare in risposta ad un’azione comune, parte attiva del vissuto sociale ed ecclesiale. Tale investimento formativo, prosegue il Papa, è «basato su una rete di relazioni umane e aperte, dovrà assicurare a tutti l’accesso a un’educazione di qualità, all’altezza della dignità della persona umana e della sua vocazione alla fraternità».
Alla luce di questo focus pastorale che pensa al futuro con speranza, prestiamo ascolto e le nostre mani, forti della missione di educare al Vangelo, generati in Gesù Cristo mediante di esso (cfr. 1 Cor 4,15), e tutto sia fatto perché non venga meno il suo annuncio (cfr. 1 Cor 9,23).

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