Le primitive professioni di fede

Che cosa sono le primitive professioni di fede? Sono i primi frammenti che rivelano la fede delle prime comunità cristiane.
Queste professioni di fede contengono, in sostanza, tutto ciò che riguarda la risurrezione di Gesù Cristo, o il suo risuscitamento (avvenuto ad opera di Dio).
La Prima professione di fede si trova nella prima lettera ai Corinzi, capitolo 15, che rappresenta la pagina più antica che abbiamo sulla Risurrezione di Gesù Cristo. Gesù Cristo è morto.
Paolo si riferisce ad un fatto storico che accomuna la sorte del Messia a quella di tutti gli uomini. Nella lettera ai Galati 3, 13 l’apostolo delle genti ricorda: «Cristo ci ha riscattati liberandoci dalla maledizione della legge, divenuto per noi maledizione, poiché sta scritto: maledetto chiunque è appeso ad un legno». Dobbiamo pensare che la morte è una punizione? Il Cristo che è crocefisso e morto, è dato dallo scandalo e dalla follia.
Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture. Questo “secondo le Scritture” non significa un obbligo, né tanto meno che è stato immutabilmente scritto. Piuttosto, rappresenta la fedeltà di Dio verso l’uomo. Dio è fedele a ciò che dice. È la fedeltà di Dio all’uomo, proclamata dalle Scritture. Dio non abbandona l’uomo.
Fu sepolto.La Scrittura si collega non tanto con la Risurrezione, quanto con la morte.Questa professione di fede sta a significare la morte come realtà irreversibile. Gesù Cristo è veramente morto e sepolto. Ma è stato risuscitato. In primo piano c’è l’intervento di Dio in Gesù.
Ritornando alle Sacre scritture leggiamo nella prima lettera ai Corinzi 15, 15: «E ci troveremmo ad essere falsi testimoni di Dio, perché abbiamo testimoniato di Dio che ha risuscitato il Messia, mentre non l’avrebbe risuscitato, se fosse vero che i morti non risorgono». Il fatto sarebbe al passato, lo stato è presente. Gesù Cristo che morì, è ancora presente. Il verbo Risorgere richiama l’immagine del risveglio di chi dorme, o il rialzarsi di chi sta a terra. Non si sottintende che Gesù Cristo, risorgendo, ritorna alla vita precedente. La Risurrezione non è la rianimazione di un cadavere.
Perché il terzo giorno? Nell’Antico Testamento il terzo giorno è quello della liberazione, è il giorno della Salvezza. Come dice Osea 6, 1-2: «Venite, ritorniamo al Signore! Egli ha sbranato, egli guarirà; egli ha colpito, egli ci fascerà. Dopo due giorni ci ridarà la vita, e il terzo giorno ci farà risorgere e vivremo alla sua presenza».
Se la la morte è confermata dalla sepoltura, la Risurrezione è confermata dalle apparizioni. Di fatto, apparve a Cefa e ai Dodici. Luca 24, 34: «Costoro dicevano: “Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone”». Apparve a Giacomo. Giacomo è il fratello del Signore, come riferisce Galati 1, 19: «Degli apostoli non vidi altri, ma soltanto Giacomo, il fratello del Signore».
Perché si fa riferimento alle prime professioni di fede? Perché esse sono i primi documenti riguardanti la fede cristiana.

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