Le Cortes apertas di “Non potho reposare”

Cortes Apertas a Sarule nel nome di Salvatore Sini, l’avvocato-poeta o il poeta-avvocato nato nel paese alle falde di monte Gonare il 2 maggio del 1873 e morto a Nuoro nel 1954, riscoperto in questi mesi grazie “A Diosa”, la canzone meglio nota come Non potho reposare che di fatto può essere considerata ormai l’inno della Sardegna dopo il lancio del videoclip e l’incisione di un super-coro di 200 voci formato da tutte le corali nuoresi.

La terza tappa della rassegna “Autunno in Barbagia” sabato 16 e domenica 17 settembre (in tandem con Dorgali), punta sulla cultura con un messaggio extrapaesano, A ulteriore dimostrare che la candidatura di Nuoro a Capitale italiana della cultura 2020 passa innanzitutto dal territorio, è proprio il filo unico di Sini che lega il capoluogo con Sarule. E Badore, vezzeggiativo nuorese, torna a vedere trasformata la B iniziale in V nella parlata del suo paese natale e a essere chiamato Vadore. Perché se ancora dal capoluogo risuonano e rimbalzano nel web le voci dopo la magica sera in piazza Satta dell’8 settembre che ha concluso e regalato a tutti i sardi e non solo il “Progetto A Diosa”, nel paese abalcone naturale sulla piana di Ottana e i Campidani, si canterà ancora Non potho reposare sabato 16 settembre quando alle 10.30 sarà presentato il libro con Dvd di Marco Lutzu che richiama il primo verso di “A Diosa” ormai nell’immaginario popolare titolo della canzone. “Non poto reposare. Il canto d’amore della Sardegna” (edizioni Nota-Udine) rende, oltre a Sini, anche giustizia a Giuseppe Rachel, il musicista allora direttore della banda musicale di Nuoro che scrisse lo spartito rimasto un po’ in ombra nella prima parte delle manifestazioni a Nuoro. Il libro sarà presentato in un convegno che si terrà nel Centro culturale “Don Giuseppe Piu” imperniato sulle relazioni dell’etnomusicologo dell’Università di Cagliari Ignazio Macchiarella e dello stesso Marco Lutzu, etnomusicologo e autore del volume. Interverranno inoltre al dibattito il sindaco di Sarule Mariangela Barca e la sua vice Simonetta Ladu, gli assessori regionale Giuseppe Dessena (che concluderà i lavori), Raffaele Paci e Barbara Argiolas; Valentina Casalena, presidente della Fondazione Andrea Parodi; Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta; Chiara e Agostino Sini, discendenti di Salvatore Sini; Stefano Rachel, discendente di Giuseppe Rachel; e i giornalisti Giacomo Serreli e Michele Pintore. Il convegno che si concluderà con la proiezione in anteprima del video teatrale “Il medico” di Salvatore Sini, a cura del regista Alessandro Arrabitto, rappresenterà l’apertura ufficiale di Cortes di “Autunno in Barbagia”, spazi espositivi ricavati negli angoli più caratteristici del centro storico rivivibile dalle 11,30 in due percorsi: uno caratterizzato dalla terza edizione del concorso “Dolce e Salato“, con pranzo itinerante e degustazione dei prodotti tipici e dei piatti della tradizione sarulese; mentre dalle ore 15 guidati dall’archeologo Luca Cheri i visitatori, partendo dalla Casa-museo Giudice Ladu potranno visitare, insieme le cortes, le chiese e i murales. Possibile anche un visita guidata a S’altare de Logula, la grande tomba dei giganti caratterizzata da una pietra quadrata e dall’altra a mezzaluna che si sono rivelate le due parti della stele, con la prima fatta inclinare dalle radici degli alberi fino a provocare la caduta della seconda che in origine era quindi collocata sopra la prima.

Il programma di sabato prevede alle ore 16 nella Casa-museo Giudice Ladu la rappresentazione di “Sa Cotta“ con la lavorazione e conseguente degustazione dei pani tipici di Sarule, che farà da preludio all’inaugurazione della mostra “Diosa – ritratto di una musa” con le opere dei più grandi artisti sardi e non a immaginare e riportare su tela l’immagine ideale del volto della misteriosa Diosa a cui Vadore Sini ha dedicato la sua poesia datata 23 luglio 1915, come ricorda un murale dedicato all’avvocato-poeta

Alle 18 sempre sabato, invece, teatro itinerante con la compagnia “I Barbaridicoli”, mentre alle 20 nel percorso delle Cortes riprenderà il concorso “Dolce e salato” con la degustazione dei piatti tipici. Itinerari culturali e gastronomici, visite guidate, laboratorio del pane e conclusivi: saranno riproposti domenica 17 settembre, con due appuntamenti conclusivi a Casa Ladu prima della serata musicale in piazza: alle 18 la premiazione degli artisti vincitori della mostra artistica “Diosa – Ritratto di una musa” e alle 20 la premiazione dei vincitori del concorso “Dolce & Salato”. Chiuse le Cortes nell’aria e nella memoria proiettata sul futuro resterà non solo A Diosa-Non poto riposare e soprattutto l’opera di Vadore Sini da valorizzare nella sua completezza e la cui memoria è stata tenuta viva negli anni dal coro di Sarule che porta il suo nome.

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