Le collezioni d’arte “nascoste” in banca

Cinque anni fa, secondo un censimento con tanto di catalogo on-line  R’Accolte realizzato dall’Acri, l’organizzazione che rappresenta le Casse di Risparmio Spa e le Fondazioni di origine bancaria, erano 9 mila le opere d’arte di cui 1.200 in Sardegna)  distribuite in 75 collezioni, acquisite dalle Fondazioni bancarie nell’ambito delle loro funzioni di stimolo culturale, tutela e valorizzazione dell’arte. Secondo quello studio «La collezione d’arte della Fondazione di Sardegna è costituita da importanti opere dei maestri dell’arte del Novecento e da significative testimonianze contemporanee che definiscono un ricco percorso conoscitivo della produzione artistica isolana a partire dalla fine dell’800 fino ad arrivare ai nostri giorni. La collezione della Fondazione di Sardegna, formatasi durante l’intero periodo di vita dell’Ente, non deriva dal processo di privatizzazione del Banco di Sardegna – Istituto di diritto pubblico – ma da mirati interventi di acquisizione di opere capaci di raccontare non solo lo sviluppo storico artistico ma anche il carattere e i diversi linguaggi stilistici propri degli artisti isolani. Costituita da circa 1200 manufatti, tra opere pittoriche e grafiche, opere scultoree e fotografie presenta inoltre dei corpus di illustrazioni, taccuini di appunti e cartoni preparatori di grandi opere. Gli artisti presenti sono i più importanti del panorama artistico isolano e per ognuno di essi si dispone di una quantità di opere tali da poterne rappresentare appieno il percorso stilistico. Ci si riferisce in particolare ad artisti quali Antonio Ballero; Francesco Ciusa; Giuseppe Biasi; Mario Delitala (foto in alto “Cristo in pietà,”1931), Filippo Figari; Stanis Dessy; Pietro Antonio Manca; Cesare Cabras; Foiso Fois; Carlo Contini; Melkiorre Melis; Aligi Sassu; Costantino Nivola; Salvatore Fancello; Mauro Manca; Gavino Tilocca; Maria Lai; fino al più recente Salvatore Garau. Le stesse tecniche e i materiali di rappresentazione presenti nella collezione sono dei più vari tanto da poterle raccogliere secondo insiemi e tematismi ragionati.
Le opere sono conservate ed esposte presso le sedi istituzionali di Sassari e Cagliari. La collezione non è attualmente aperta al pubblico».

Un patrimonio di grande valore non adeguatamente valorizzato che il 26 febbraio alle 0re 17.70 sarà al centro a Nuoro del Martedì Letterario del Caffè Tettamanzi. Proponendo il tema il giornalista Angelo Altea, ricorda la “strana idea” dello scrittore Vittorio Messori, esponente di punta degli intellettuali cattolici, espressa in un intervento dell’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore nell’ottobre del 2002: scegliere una città nella quale creare un museo destinato ad ospitare le migliori delle migliaia opere d’arte delle fondazioni bancarie, un tesoro in gran parte invisibile ai cittadini comuni. Messori avanzò una candidatura precisa: «Per questo museo mi viene in mente Nuoro, notevole per posizione, clima, gastronomia, tuttavia sfiorata solo in minima parte dall’imponente afflusso turistico internazionale, limitato ad alcune parti della costa sarda».

Un’idea ancora oggi valida?. Per cercare una risposta i promotori  hanno invitato Franco Carta, responsabile del patrimonio della Fondazione di Sardegna.