Latte, la Regione rispolvera il Patto di filiera

C’era anche una delegazione della Regione guidata dal presidente Francesco Pigliaru al Tavolo nazionale del latte convocato oggi a Roma. La  sua posizione e spiegata in un lungo comunicato dove si rivendica il lavoro fatto nei mesi scorsi che sarà utilissimo per il Tavolo tecnico presieduto dal prefetto di Sassari Giuseppe Marani c allo stesso lavoro del neo commissario della filiera appena nominato dal Governo (https://www.ortobene.net/prezzo-del-latte-tavolo-tavolo/). Il documento si apre all’insegna della cronaca con un indiretto riferimento agli industriali sardi che non hanno risposto alla convocazione ministeriale: «È continuato a Roma, nonostante importanti assenze, il lavoro del tavolo sul latte Governo-Regione, oggi riunito al ministero delle Politiche agricole. Nel tavolo – fa sapere l’istituzione sarda – si è fatto il punto sulle azioni intraprese da Regione e Governo dopo l’incontro di Cagliari. La Regione Sardegna ha comunicato di aver adottato la delibera sugli strumenti finanziari da utilizzare per consolidare la filiera dell’ovicaprino ed ha annunciato la disponibilità a stanziate immediatamente un milione di euro per sostenere i progetti di internazionalizzazione, in collaborazione con ICE (Istituto Commercio Estero, ndr). La delibera verrà presentata nella riunione di Giunta di domani».

Dopo aver spiegato l’adesione e i compiti del Tavolo tecnico ristretto da convocare in Sardegna («definire una metodologia sui prezzi finali dei prodotti legando il prezzo del latte alle dinamiche del mercato dei formaggi delle 3 Dop sarde»), la Regione indica come base di discussione per arrivare a decidere anche sul sistema di garanzia che dovrebbe portare a pagare il latte entro novembre a un euro al litro «l’accordo sul Patto di filiera, già in gran parte condiviso tra le parti nei tavoli che si sono succeduti dall’estate 2018 fino allo scorso gennaio all’assessorato dell’Agricoltura che contiene le regole che completano il quadro controllando l’offerta mettendo in sicurezza il sistema». La nota scende nel particolare soffermandosi sui dettagli di quell’accordo in 12 articoli raggiunto il 7 febbraio quando venne rinviato l’articolo uno, quello più importante del prezzo del latte quando gli industriali si presero una settimana di tempo per dare la risposta sul possibile acconto a 70 centesimi, scatenando la rivolta dei pastori (https://www.ortobene.net/prezzo-del-latte-giorni-decidere/). Ora – sempre fermi sul prezzo minimo – quell’accordo può rappresentare la griglia anche per individuare il nuovo prezzo e garantire il rispetto degli accordi sul conguaglio di fine campagna. «In particolare – scrive la Regione – si prevede la fornitura dei dati di produzione mensile da parte di Oilos (in neonato Organismo interprofessionale, ndr), che definisce le strategie di gestione del Monte latte; un report mensile di produzione e quotazione del pecorino romano; il rispetto delle quote produttive assegnate (oggi prorogate al 30 luglio) dal Consorzio di tutela. La destinazione di una quantità di latte destinata alla diversificazione su altre produzioni, la quantità di formaggio da destinare all’invecchiamento e la disponibilità del sistema creditizio sul finanziamento della campagna 2018-19».
Su quest’ultimo aspetto anche oggi a Roma è stato riconfermato l’impegno, da parte della Regione, a intervenire per il ritiro delle eccedenze con i 18 milioni movimentati dalla SFIRS, mentre il Banco di Sardegna, che fin dal primo tavolo aveva messo a disposizione 10 milioni, ha inoltre confermato la possibilità di proroga, fino a dicembre 2019, dei finanziamenti della vecchia campagna sempre per mettere in sicurezza il sistema. Inoltre Pigliaru «ha anche manifestato interesse a valutare con attenzione la richiesta dei pastori di trasferire le quote di produzione dai trasformatori ai produttori primari». Quest’ultimo aspetto si fonda sul coinvolgimento dei pastori nella programmazione delle produzioni e il controllo delle eccedenze perché ogni singolo saprebbe all’inizio campagna quanto latte dovrà versare in quell’annata al caseificio privato o cooperativo.