Latte, il cerino acceso resta in mano alla Regione
di Michele Tatti

11 Febbraio 2019

5' di lettura

Il Governo non è riuscito a convincere i pastori e ora il cerino acceso della protesta torna in mano alla Regione, ma è indicativo del clima un dialogo tra il ministro alle Risorse agricole Centinaio e un gruppo di pastori che aspettava a Cagliari la fine dell’ennesimo vertice con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, il ministro per il Sud Barbara Lezzi e i parlamentari Alberto Manca e Luciano Cadeddu. Ministro: Abbiamo parlato con le vostre associazioni Pastori: Con chi? Quelle che ci hanno indicato… Movimento pastori Sardi. Quelli non ci rappresentano, dovete parlare con noi. Voi chi, mica posso parlare con ogni pastore, Ci lasci un recapito e le comunicheremo chi sono i nostri rappresentanti. È doveroso, a questo punto, chiedersi chi guida la protesta dei pastori sardi e chi porta a sintesi proposte e trattative. Le istituzioni rischiano, infatti, di trovarsi senza interlocutori credibili in queste ore cruciali e in particolare mercoledì quando in Regione dovrà riunirsi quel Tavolo del latte aggiornato da giovedì scorso per avere la risposta dagli industriali sull’aumento del prezzo minimo del latte ovino pagato oggi 60 centesimi. Quel rinvio – sottovalutando la disperazione dei pastori – ha finito per scatenare una reazione a catena incontrollabile anche per le stesse organizzazioni agricole. I soci delle associazioni agricole sono in piazza, i loro vertici rischiano addirittura di diventare controparte: con le istituzioni, Regione prima di tutto è scontro non confronto. Per questo Coldiretti ha deciso di non partecipare a quel tavolo, cosciente che un ennesimo fallimento questo pomeriggio finirebbe per infiammare ulteriormente gli animi. Neanche gli impegni presi dal Governo questa sera hanno, infatti, fatto calare la tensione, come dimostra in chiusura un comunicato del Movimento Pastori Sardi: «Pur ritenendo l’incontro positivo, perché immediato e non mediato da altre figure, non possiamo ritenerci soddisfatti finché non vedremo risoluzioni immediate per il nostro futuro. Perciò non possiamo permettere in alcun modo di far rientrare la protesta, ma anzi, invitiamo tutti i Pastori a considerarne la necessità oggi più di ieri. Tenete alta la mobilitazione e non abbassate la guardia. Pastore Sardu non t’arrendas commo». Questi gli impegni concordati nell’incontro come gli ha spiegati direttamente ai pastori il Gian Marco Centinaio illustrando «una strategia con l’obiettivo di arrivare a farvi lavorare con tranquillità ad un prezzo non da fame».

  • il 21 febbraio per la prima volta al tavolo di filiera nazionale al ministero ci saranno anche i pastori sardi e non solo i trasformatori: vogliamo  arrivare a un contratto nazionale che indichi il prezzo minimo del latte.
  • Capire se c’è stata violazione della direttiva sulle pratiche sleali, se e chi ha pagato il latte sottocosto deve essere multato.
  • Istituzione di una Cun (Commissione unica nazionale sul latte ovino che non c’è mai stata, con i vostri rappresentanti: si riunirà due volte all’anno e deciderà il prezzo del latte.
  • Il 19 a Bruxelles in un incontro già fissato con il commissario europeo Phil Hogan siamo riusciti a inserire in agenda il vostro problema: vogliamo capire i possibili interventi e evitare i rischi di aiuti di stato nel caso in cui dovessimo decidere di spendere soldi pubblici.
  • Esamineremo il comportamento dei vostri consorzi di tutela che devono essere dalla vostra parte. Se i consorzi hanno avuto comportamenti non in regola e non a vostra tutela utelizzero tutto quello che è in mio potere.
  • Registro telematico del latte ovino e caprino in modo da capire il rispetto delle quote produttive e quanto  e dove le aziende di trasformazione comprano il latte.
  • Studiare con le banche crediti agevolati e con l’Inps la possibilità di sospendere i contributi.

Il Movimento pastori sardi dal canto suo ha ufficializzato le proposte portate al vertice con la richiesta prioritaria di «attuare qualsiasi azione in grado di portare il prezzo del litro latte ad 1 euro più iva»

  • Venti milioni di euro per il ritiro immediato di parte delle giacenze
  • Disponibilità finanziaria per un ammasso volontario
  • Regolamentazione per la vendita del latte tal quale
  • Un osservatorio dei prezzi del formaggio che analizzi la formazione del prezzo del latte
  • Un piano di produzione da fissare all’inizio della campagna non solo per il pecorino romano ma anche per le altre DOP
  • Rafforzamento delle OP (Organizzazioni professionali) per l’immissione del latte tal quale con delle misure per regolamentarne quantità e prezzo
  • Contributo di incentivazione per distogliere dal mercato quantità di latte non idoneo alla trasformazione
  • Verificare in sede comunitaria la possibilità di ripristinare per un periodo limitato il meccanismo delle restituzioni per l’esportazione in paesi extracomunitari

   

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