L’astrofisico di Orune fotografo del buco nero

Porta la firma di uno studioso di Orune quella che il presidente dell’Istituto nazionale astrofisica (Inaf) Nichi D’Amico ha definito «una scoperta epocale: la prima prova diretta dell’esistenza di un buco nero». Ciriaco Goddi, 42 anni, diploma allo Scientifico di Bitti, laurea e dottorato in Fisica all’Università di Cagliari, specializzazioni ad Harvard e Monaco di Baviera, per conto dell’Università olandese Radbound di Nimega in Olanda da responsabile scientifico del Black Hole Cam (una lente costituita da radiotelescopi) è riuscito a fotografare un buco nero al centro di una galassia lontana 55 milioni di anni luce. Un risultato di eccezionale valore che proietta il Nuorese nell’olimpo della ricerca più avanzata e, risentendo parlare di onde gravitazionali, il successo di Goddi non può che richiamare la sfida che si sta giocando Lula candidata a ospitare nelle miniere di Sos Enattos l’Osservatorio europeo, quel Einstein Telescope-ET capace di “ascoltare” il cosmo in prossimità del Big Bang (https://www.ortobene.net/onde-gravitazionali-lula/).

Dopo che nel 2016 le onde gravitazionali hanno dimostrato l’esistenza dei buchi neri, arriva adesso la loro prima foto reale scattata a Messier 87, un’enorme galassia situata nel vicino ammasso della Vergine. In una conferenza stampa nella sede dell’Istituto di astrofisica è stato mostrato il risultato (in contemporanea anche a Bruxelles, Washington, Santiago del Cile, Shanghai, Tokyo e Taipei), ottenuto dal progetto “Event Horizon Telescope” (Eht) e pubblicato in sei articoli sulla rivista The Astrophysical Journal Letters. «Quello che abbiamo ottenuto come immagine – ha detto Goddiè un anello di emissione, che ha una dimensione angolare di 40 micro arcosecondi, che è una dimensione piccolissima che corrisponde a una pallina di tennis sulla Luna. Quello che si vede è dell’emissione di plasma incandescente che orbita intorno al buco nero a delle velocità vicine a quelle della luce e nell’attraversare l’orizzonte degli eventi, viene inghiottito nel buco nero, forma un disco scuro al centro che identifica l’orizzonte degli eventi, che noi definiamo “ombra del buco nero». Per il gruppo guidato dall’astrofisica di Orune il risultato ottenuto non è altro che una base di partenza: «Vogliamo continuare a fare le osservazioni, vogliamo ripetere la stessa osservazione per confermare il risultato, vogliamo fare delle misure diverse, vogliamo misurare anche i campi magnetici e poi ovviamente vogliamo fare l’immagine del centro della nostra galassia. Adesso  – ha annunciato Ciriaco Goddi vogliamo osservare anche il buco nero al centro della Via Lattea, Sagittarius A*, e siamo sicuri che riusciremo a vederlo».

A Ciriaco Goddi sono arrivati tra gli altri i complimenti del presidente della Regione: «Sapere che uno scienziato sardo è protagonista di un’impresa scientifica di tale portata storica – ha detto Christian Solinas  – ci riempie di orgoglio e ci spinge a lavorare con sempre più forte impegno e passione affinché i giovani talenti della nostra isola possano avere, in futuro, maggiori occasioni per non dover portare lontano dalla loro terra il loro sapere e il loro valore».

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