L’apologetica e le cinque vie di Tommaso

Il confine è il luogo migliore per acquisire conoscenze, diceva lo studioso Tillich citando l’apostolo Paolo.
L’apologetica nasce dunque come l’osservazione della fede cristiana dall’esterno, i cristiani devono essere giudicati secondo giustizia e ragionevolezza, da chi non capisce la fede. Raccogliendo la tradizione platonico-agostiniana e la scuola aristotelica, San Tommaso arriva ad affermare i preamboli della fede: le cinque vie dell’aquinate servono in epoca medievale a dimostrare l’esistenza di Dio, a collegare il divino all’umano. Per analogia fidei, per analogia della fede, prima rivelazione poi conoscenza di Dio.
L’esistenza di Dio si coglie analizzando la prima via dal mutamento, il moto, il punto di inizio di un qualsiasi movimento, i vagoni non si potrebbero mai muovere senza una locomotiva che li fa muovere.E questa locomotiva non può che essere quello che chiamiamo Dio. La seconda via è quella della causalità efficiente, se esistono creature qualcuno le ha create e questo qualcuno non può essere creato e creatore insieme. E quello che noi chiamiamo Dio. La terza via, quella della contingenza, fa derivare tutto dall’ente necessario, se le cose hanno inizio in un certo momento e non prima, è perché Dio così ha voluto.
La quarta via si riferisce ai gradi di perfezione, le creature hanno diversi gradi di perfezione che dipendono dalla vicinanza alla fonte principale, la perfezione assoluta che coincide con Dio. Infine, e siamo alla quinta via, ogni creatura ha una funzione  stabilita da un essere intelligente, o se preferite,  ha una sua  finalità. Qualcuno gliela ha attribuita e questo non può che essere un ente superiore che chiamiamo Dio. Tommaso d’Aquino, nella sua Summa teologica, parla anche di analogia entis, analogia dell’essere, sostenendo che tra creatore e creatura ci sono più differenze che somiglianze, Dio trascende ogni essere creato cognizione e ogni nostro pensiero. In forza del principio di causalità noi siamo dunque perfettamente autorizzati ad attribuire a Dio tutta la perfezione che è negli effetti.

© riproduzione riservata