L’Anas cancella la “curva della morte”

La curva della morte sulla statale 129 verrà eliminata entro la prossima estate. A un anno dallo schianto di Matteo e Francesco Pintor, tragico Natale 2017, impegno solenne del vice amministratore delegato Anas, Fulvio Soccodato preso oggi, 29 ottobre, direttamente sul posto. Entro qualche mese la progettazione, ad inizio 2019 le autorizzazioni, in primavera i lavori. Niente infingimenti o promesse vane. Non sarebbe consentito, qui al chilometro 64 della centrale sarda, con le mani che sfiorano le rose bianche e rosse e le margherite sul gard rail dove i due ragazzi nuoresi hanno perso la vita. La prima vittoria di quel mpvimento spontaneo degli amici di Matteo e Francesco che da Nuoro hanno lanciato via web l’urlo-petizione SOS 129 #AdessoBasta, si sono mobilitati questa estate con “Nepo2k18”  in nome di Matteo e Francesco (https://www.ortobene.net/nepo2k18-nome-matteo-francesco/) e del comitato dei sindaci, capitanato da quello di Orotelli, Nannino Marteddu (https://www.ortobene.net/strada-cimitero-la-rivolta-dei-sindaci/). Stanziamento di tre milioni di euro per raddrizzare la serpentina di Marroneddu.

Oggi di buon mattino, , ancora brume autunnali che si disperdono nelle campagne cariche di pioggia. Tecnici Anas, con le sfavillanti pettorine gialle, al massimo livello regionale e nazionale, con il deputato Alberto Manca che con determinazione si è preso a cuorte il problema incalzando a Roma Anas e Ministero. C’è il sindaco di Orotelli Nannino Marteddu con la giunta comunale. Sfrecciano auto un po’ incuranti ma non troppo in quel tratto di strada aduso a tragici raggruppamenti.

L’alto dirigente Anas tiene a precisare che quel tratto di strada della Statale 129 è tra i più pericolosi di Sardegna. Il motivo lo chiariscono le tipologie di incidenti. Il vecchio asse, quello della Centrale sarda, Orosei-Macomer-Bosa, ha mantenuto dimensioni appena superiori all’antica carrareccia. Durante un secolo, anche dopo la sua iscrizione nel registro della società nazionale strade, 1927, pieno fascismo, non sono state sufficienti a renderla moderna e adeguata alla velocità che oggi sviluppano i veicoli. Dallo studio-ricerca Anas, risulta che quasi tutti gli incidenti sono per sbandamento, quindi attribuibili alla velocità non proporzionata alla dimensione della strada. Questioni tecniche, certo. Rimane il fatto che in dieci chilometri, dallo svincolo della131 DCN, alla curva di Marroneddu sotto Orotelli, si contano venti croci con le foto che ingrigiscono all’acqua e al tempo. Tutto il tratto più esposto agli incidenti, come dice  Soccordato nel suo linguaggio, è “attenzionato” da Anas. Dal fondo per le manutenzioni sono stati fatti “risalire” 4.7 milioni di euro anche per sistemare gli svincoli. Tra questi l’attraversamento della ferrovia proprio al bivio di Orotelli. Sarà uno step, una fase successiva perché lunghi sono i procedimenti autorizzativi che coinvolgono Regione, ferrovie ed enti vari. Nannino Marteddu si dice soddisfatto anche se storce il naso per l’iter non ancora definiti. Lo Stato ha i suoi tempi, le aziende hanno il loro, progettazioni, appalti, rigore e controlli. In questo intrico di strada italiana ai grandi lavori, questa mattina di ottobre porta un po’ di certezze. Nessuno ancora potrebbe perdere tempo di fronte ai fiori del ricordo troppo vicino di Matteo e Francesco. Sarà la soluzione definitiva ? presto per dirlo. Qui a Marroneddu ci sono due delle venti croci in dieci chilometri. Tutte aspettano giustizia e forse “sopralluoghi”, come anche stamane vengono chiamati, di alti dirigenti Anas. Quel che è certo è che non si tratta della solita passerella, non c’è voglia di inganni di fronte al vento di libeccio che piega, stamane, le margherite bianche sui morti della 129. «Staremo attenti e vigili – dice il sindaco Martedduqui le parole sono pietre, non volano via e se lo Stato c’è noi ci siamo». “Vigile e attento” anche il deputato dei Cinquestelle Alberto Manca, forte del sostegno di tutto un territorio che non guarda al colore politico dei suoi difensori. «Ora abbiamo la certezza dei fondi e della tempistica per l’eliminazione della curva maledetta – ha detto Mancacome abbiamo la previsione di tempi brevi per la realizzazione che io seguirò fino alla fine. Quella di oggi è una vittoria amara: se questi lavori fossero stati fatti nel passato oggi non saremo qui a piangere le vittime».

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn