La Trichinella continua a far paura

Il parassita della Trichinella è ancora presente nei maiali allevati allo stato brado nelle campagne di Orgosolo. A lanciare l’allarme è la Regione dopo il risultato delle analisi effettuate dall’Istituto zooprofilattico che ha confermato sui suini allevati illegalmente allo stato brado abbattuti lo scorso 7 dicembre quando l’Unità di progetto (Udp) impegnata nella lotta alla peste suina africana ha depopolato 108 capi. Se sul fronte della Psa si registrano progressi perché a fronte del 50 per cento di sieropositivi non si è registrato nessun caso di malattia in corso, il cauto ottimismo è stato smorzato oggi dalla conclusione delle analisi più complesse che ha portato all’accertamento della presenza nelle carni di nove bestie catturate nella zona di “Hohosi” del parassita comparso per la prima volta in Sardegna dal 2005 quando, in due distinti focolai (aprile e dicembre), 19 persone finirono in ospedale con sintomi clinici causati da grave infestazione di Trichinella. In entrambi i casi, verificatisi a Orgosolo, venne accertata che l’origine dell’infestazione era dovuta al consumo di insaccati freschi provenienti da suini macellati senza controllo sanitario. Nel 2007 un altro episodio coinvolse un essere umano, poi nessuna segnalazione fino al gennaio 2011 quando è ricomparsa la malattia con 6 casi che hanno richiesto il ricovero in ospedale. Il numero sarebbe potuto essere molto più elevato – ricorda la Regione – se non si fosse adottata l’ordinanza comunale, concordata con l’assessorato regionale della Sanità, che consentiva il controllo degli animali irregolari macellati per consumo familiare nel comune di Orgosolo. Infatti, dopo aver confermato che la fonte dell’infestazione nelle persone ricoverate erano stati, anche in questo caso, gli insaccati provenienti da una scrofa macellata per uso famiglia, nel periodo gennaio–marzo i tecnici dell’Istituto zooprofilattico avevano di Nuoro esaminato 351 maiali, abbandonati allo stato brado nel territorio comunale di Orgosolo senza alcun controllo sanitario, riscontrando positività per Trichinella in altri 8 capi.
La Trichinella, tranne un’unica positività riscontrata nel 2008 in un cavallo importato dai Paesi dell’Est e macellato regolarmente in un mattatoio della provincia di Cagliari, è stata rilevata fino a oggi quasi esclusivamente nei territori dell’agro di Orgosolo. L’infezione, dai primi focolai del 2005, si è diffusa in quasi tutto il territorio del Comune, avvicinandosi pericolosamente ai paesi limitrofi, in particolare di Nuoro e Oliena. Gia a inizio 2018 nei maiali abbattuti in due distinti casi venne individuato il parassita diffuso tramite la fauna selvatica: in particolare le volpi (due capi investiti sono risultati positivi a luglio e ottobre dell’anno scorso), costituiscono il vero serbatoio della Trichinella, mentre i cinghiali interagiscono con le diverse specie selvatiche e con suini bradi presenti nello. Oltre alla lotta alla peste suina africana, anche la presenza della Trichinella nella fauna selvatica e la promiscuità tra questa e i suini allo stato brado illegale ha portato  alla decisione di regolamentare definitivamente l’allevamento estensivo del suino, da portare avanti al pascolo confinato, in regime di semibrado e con il rispetto delle norme sanitarie e di biosicurezza.

La trasmissione del parassita rischia di aumentare nel caso in cui, come più volte documentato dall’UdP, nelle campagne si abbia contaminazione ambientale determinata dall’abbandono sui campi di carcasse animali, non smaltite come previsto dalla legge, che favoriscono il cannibalismo fra cinghiali o maiali domestici a pascolo brado illegale. Una situazione di degrado – segnala in una nota ufficiale la Regione – che, oltre all’aspetto più meramente zootecnico, riguarda anche la presenza di manufatti abusivi realizzati con materiali ferrosi, amianto o di recupero da vecchie automobili che potrebbero determinare una contaminazione con metalli pesanti e diossine anche a causa di roghi in cui sono stati dati alle fiamme rifiuti di origine sconosciuta. «In Sardegna, i controlli sulla Trichinella – spiega Franco Sgarangella, responsabile dei veterinari ATS per la Psa –, sono obbligatori su tutti i maiali macellati e su tutti i cinghiali cacciati. Tali procedure sono dettate dall’estrema pericolosità del parassita che potrebbe causare gravi problemi di salute a chi inavvertitamente si dovesse cibare di carni infette». Un timore reale per la salute pubblica che spinge il direttore generale dell’Izs, Alberto Laddomada, a invitare ancora una volta i consumatori  ad acquistare carni sicure, certificate, provenienti da allevamenti regolari (come quelli già presenti oggi anche a Orgosolo) e quindi sottoposte ai dovuti controlli igienico-sanitari. «Ricordo a tutti i cittadini – osserva infatti Laddomada – di non mettere in tavola carni e salumi acquistati dal mercato illegale, di provenienza ignota o addirittura macellate clandestinamente senza gli indispensabili controlli dei veterinari che attestino la salubrità dei prodotti. Con la Trichinella infatti non si scherza: è pericolosissima per la salute dell’uomo e in casi estremi può portare al decesso».

L’allarme sale di livello proprio in questo periodo con l’arrivo del freddo. Il periodo invernale, infatti, rappresenta il momento di maggior rischio di infezione per l’uomo, poiché in questa stagione, tradizionalmente, molte famiglie macellano il maiale per preparare prosciutti, salsicce, guanciali, pancetta e altri derivati. Questi prodotti “fatti in casa” rappresentano la principale sorgente di infezione perché non cotti ed è quindi assolutamente necessario che tutti gli animali macellati o cacciati siano sottoposti all’esame specifico per la ricerca della Trichinella, prima del loro consumo.
Il parassita si localizza inizialmente a livello intestinale per dare poi origine a una nuova generazione di larve che migrano nei muscoli dove si incistano. La trasmissione all’uomo avviene esclusivamente per via alimentare con il consumo di carne cruda o poco cotta contenente la larva del parassita. Il periodo di incubazione è di circa 8-15 giorni, con variazioni da 5 a 45 giorni a seconda del numero dei parassiti ingeriti. La trasmissione può avvenire attraverso il consumo di carni suine (maiale e cinghiale) o equine. La sintomatologia classica è caratterizzata da diarrea, dolori muscolari, debolezza, sudorazione, edemi alle palpebre superiori, fotofobia (luce insopportabile) e febbre.
La Trichinellosi  – spiega sempre la Regione – è una zoonosi parassitaria del genere Trichinella presente in tutti i continenti, tranne che nell’Antartico, è stata segnalata in più di 100 specie di mammiferi, 13 specie di uccelli, 3 specie di rettili e colpisce oltre 2.500 persone all’anno.