Quando la storia si fa memoria

Sabato scorso 6 ottobre presso la Casa San Giuseppe di Orani c’è stata la presentazione dello studio di Rita Niffoi sui caduti nella Seconda guerra mondiale. Un lavoro di ricerca storica che segue quelli realizzati dalla pediatra oranese, studiosa delle tradizioni locali, sui caduti nel primo conflitto, un’opera sulle preghiere in sardo, un altro sulla Chiesa de Sa Itria e una biografia sulla figura di Don Barboni, parroco di Orani nel ventesimo secolo.
Studi che in fase di presentazione dell’ultimo volume il presidente del Man Tonino Rocca ha definito “mattoni edificati uno sull’altro che vanno piano piano a formare la documentazione della storia oranese; coloro che vorranno aggiungere nuovi studi e ricerche dovranno necessariamente basarsi su queste fondamenta date alla comunità con le sue ricerche”.
Rocca ha sottolineato che in questo caso specifico il lavoro è ancora più importante perché riporta e fissa le testimonianze degli anziani destinate altrimenti a perdersi nel volgere di pochi anni. Presentando la sua ultima fatica, l’autrice ha parlato del suo interesse “per il passato personale, inteso come storia non solo della mia famiglia, ma come storia del mio paese, della mia gente, insomma della comunità alla quale appartengo. Importanza della conoscenza del passato come strumento di comprensione del presente e guida verso il futuro. Concetto del viaggio che ogni volta mi riporta indietro nel tempo e dal quale riporto fatti, notizie e ricordi che appartengono anche agli altri. Questo viaggio però è stato diverso… Troppo vicino nel tempo, troppo coinvolgente, impossibile non identificarsi con i protagonisti… E poi, il periodo! Tempo di fame, miseria, soldati mandati al macello, regime senza libertà, tempo quasi senza speranza! Ma stavolta il viaggio non l’ho dovuto compiere da sola :c’erano bimbi e ragazzi di allora, che avevano affrontato quegli anni ed erano sopravvissuti. Loro mi hanno dato non solo racconti e notizie, ma soprattutto conforto in questo viaggio”.
Tra le storie raccontate, Tonina D’Agostini ha parlato del fratello Antonio Luigi, morto in Spagna, e ha mostrato fotografie, cartoline e lettere. Rita Niffoi ha ricordato Bovore Mogoro, morto in Russia in prigionia, Bovore Tolu disperso durante la ritirata dalla Russia e della mamma, tzia Noli, che morì quasi centenaria nel 1981 senza conoscere quale sorta fosse toccata al solo figlio che le era rimasto (tre erano morti piccolissimi e uno, nato dal secondo matrimonio, era morto in una clinica della penisola). Quindi non solo morti in guerra, ma anche individui con un destino come sospeso, un libro senza l’ultima pagina e senza la parola fine.

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