La seconda vita della Comunità Approdo

Dopo mesi passati nel limbo dell’incertezza, quasi certi di una chiusura scongiurata solo grazie alla forza di un gruppo di professionisti affiatati e dediti al proprio lavoro nel campo della salute mentale, la Comunità terapeutica Approdo di Isalle, gestita dalla cooperativa sociale Approdi di Nuoro, ha pubblicato oggi sulla sua pagina Facebook la foto di una tavola con otto “coperti” oltre a quelli dell’équipe, tale è il numero dei pazienti che permettono alla struttura di lavorare a pieno regime. Una vittoria frutto di perseveranza e resilienza illustrata dai responsabili della Comunità e della cooperativa con un comunicato giunto in serata.

«In riferimento alla situazione della Comunità Approdo, struttura terapeutica riabilitativa residenziale per
sofferenti psichici, con sede nella Casa Cantoniera di “Isalle” tra Dorgali e Nuoro – si legge nella nota – desideriamo comunicare alla nostra rete e al territorio che dopo mesi di crisi, finalmente il servizio ha ripreso a pieno ritmo i lavori. Infatti la Comunità di “Isalle” negli ultimi giorni di maggio si è popolata di 8 ospiti, ciò consente di dare nuova propulsione al lavoro. Con gli ospiti sarà possibile affiancare ai percorsi clinici, educativi e riabilitativi individuali verso l’autonomia, le attività di gruppo (laboratori di falegnameria, giardinaggio, la cura dell’orto) e le attività ludico-espressive che coadiuvano il percorso terapeutico dei nostri ospiti».
Non mancano criticità e complessità, si legge ancora nel comunicato che fa riferimento ai debiti accumulati nei mesi scorsi tra  «pagamenti delle rette dell’ATS insufficienti e in ritardo, contratto di prestazione tra Strutture convenzionate e ATS in fase di rinnovo», mentre l’equipe «è reduce da mesi di stress e vanta crediti delle diverse mensilità in arretrato». Ciononostante gli operatori possono affrontare la situazione «consapevoli che il Servizio è garantito, la popolazione con sofferenze psichiatriche sta usufruendo delle cure e il nostro lavoro ha un impatto concreto nel territorio regionale».
Infine i ringraziamenti: «I cittadini che ci hanno sostenuto per mesi, incoraggiato anche con azioni concrete e che oggi con noi gioiscono. Operatori del settore da tutte le parti della Sardegna, dall’Italia, dall’Estero che ci contattano, che hanno regalato ore di volontariato, che continuano a esserci nei vari modi. Le diverse forze politiche e istituzioni che ci hanno sostenuto pubblicamente e hanno creato dibattito sul diritto alla cura nella salute mentale. La committenza che, anche nella dialettica, ha riconosciuto il nostro valore professionale e ha dialogato trovando soluzioni condivise. I pazienti e le loro famiglie che talvolta esponendosi in prima persona hanno manifestato insieme a noi e ci hanno chiesto di continuare. Il terzo settore del territorio: non dimenticheremo la solidarietà ricevuta, concreta e discreta. Gli operatori dell’equipe e le nostre famiglie che hanno stretto i denti con noi
sostenendoci – senza ma e senza se e credendo nel nostro lavoro e nella nostra mission.
Per chi desidera contribuire alla ripresa del Servizio, i canali di solidarietà attivati rimarranno ancora aperti e
potrete seguirci nei social. Noi da questa crisi abbiamo imparato che non siamo soli, ma svolgiamo un servizio per la collettività e con la collettività.
Ci sembrava importante condividere pubblicamente anche questi passi. Ora – conclude la nota – ritorneremo a lavorare in silenzio a Isalle, con passione, competenza, umiltà e discrezione».

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