La scommessa di Ollolai

«Non ci hanno sconfitto i romani, non ci sconfiggerà lo spopolamento». È il motto che il sindaco di Ollolai Efisio Arbau e la comunità che rappresenta hanno fatto proprio e che cercano di declinare con diverse iniziative la più importante, e ormai famosa in tutto il mondo, è quella delle “case a un euro”. Su questo fronte le richieste sono state oltre 500, due le case già ristrutturate, sette quelle assegnate. I pionieri sono stati Vito Casula e sua moglie Marcella, originari di Calasetta, capaci di trasformare quattro mura diroccate in una casa dotata di ogni comfort. Altre due case sono state assegnate a una signora siciliana e a una giovane coppia proveniente da Sinnai. Cinque sono invece andate ad altrettante coppie olandesi protagoniste del reality “Un villaggio italiano” trasmesso dalla tv Rtl che racconta come queste famiglie che hanno comprato casa a un euro completeranno la ristrutturazione e inizieranno una nuova attività a Ollolai. Una coppia di giovani stilisti vuole adibire un livello della propria casa ad atelier e dedicarsi al turismo esperienziale, altri due sono “wedding planners” e vogliono aprire una agenzia che si occupi di organizzare matrimoni per stranieri, altri vogliono dedicarsi alla distillazione di liquori, c’è anche chi vuole aprire un centro benessere.
E i giovani di Ollolai? Il sindaco precisa che delle ulteriori venti case da assegnare cinque andranno a giovani coppie del paese che ne hanno fatto richiesta mentre con la Fondazione di Sardegna è aperta una interlocuzione per agevolarle sul fronte mutui.
Tutto ciò rientra a far parte di un vero e proprio Piano di sviluppo locale denominato “Ollolai capitale”, – l’ingegner Francesco Licheri ha guidato l’équipe che ha curato la progettazione integrata – sulla falsa riga di quanto predisposto per il Piano periferie a Nuoro. Il progetto “Case a un euro” allora diventa motore per «altre due linee di intervento – spiega Licheri – nell’ambito dello scambio pubblico- privato: saranno sperimentati anche gli affitti a un euro di case e locali commerciali a coppie con figli che vorranno realizzare qui il proprio progetto di vita. L’amministrazione da parte sua interviene ad esempio sulla viabilità, i percorsi storici, la realizzazione di aree per bambini».
Il sindaco assicura che sul fronte dei servizi si lavora di concerto con l’Unione dei comuni, con lo scopo di dar vita a una rete che Arbau auspica possa diventare regionale. Si lavora sulle infrastrutture, anche telematiche, in attesa della banda larga si può comunque già navigare a 20 mega, un incentivo in più per chi vorrà iniziare qui un’attività commerciale o una piccola impresa.
Di fronte a tanta notorietà – «siamo sempre davanti alle telecamere», ammette il sindaco – la popolazione ha però reagito bene: «In un primo momento quasi non ci si credeva – racconta Arbau – eravamo abituati al solito ritornello “qui non si può far niente”, vedere invece persone che vengono da fuori ha scatenato non solo simpatia ma anche una sorta di emulazione positiva, ha rimesso in moto il meccanismo delle ristrutturazioni – prosegue il sindaco – e diverse coppie si sono riprese la loro casetta».
La troupe televisiva olandese continua le riprese, fonici, cineoperatori, giornalisti percorrono le vie del centro storico diventato il set di un reality show. Sono, questi, normalmente programmi in cui tutto sembra vero ma nei quali ogni cosa è falsa, la segreta speranza degli abitanti di Ollolai è che passata l’ubriacatura della notorietà che li ha portatati su giornali e tv italiani e internazionali rimangano case ed esercizi commerciali ristrutturati sì ma anche abitati 365 giorni l’anno. Quanto questo esperimento sociale e la scommessa dei territori dell’interno siano azzeccati lo scopriremo nei prossimi anni, quando le luci delle telecamere saranno spente.

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