La Sardegna si affida alla Madonna di Bonaria

Messa Solenne stamattina a Cagliari nella Basilica di Nostra Signora di Bonaria, concelebrata dai vescovi della Sardegna per ricordare il primo approdo, 650 anni fa, del simulacro della Madonna sulle coste sarde ma anche per un rinnovato affidamento del popolo sardo alla sua Patrona Massima in un tempo di prova come quello attuale, segnato dalla pandemia. Alla funzione, presieduta da monsignor Antonello Mura, presidente della Conferenza Episcopale Sarda, hanno partecipato le massime autorità della Regione con il testa il presidente Christian Solinas e della città metropolitana di Cagliari con il sindaco del capoluogo sardo Paolo Truzzu.

Al centro della Liturgia della Parola il brano del Vangelo delle nozze di Cana, richiamato da monsignor Mura nella sua omelia. «Nell’episodio del Vangelo – ha detto il presidente della Ces e vescovo di Nuoro e Lanusei – tutto parte da una assenza, da una mancanza. Questo ci rivela che la nostra umanità non è mai completa ma ha necessità di essere completata da un altro, dal suo Creatore, che continua ad amarci. “Non hanno più vino”, recitava il vangelo. È l’esperienza che tutti abbiamo fatto non solo materialmente, ma che si realizza anche quando stanchezza e ripetitività prendono il sopravvento, quando ci assalgono mille dubbi, quando gli amori sono senza gioia, quando i problemi non finiscono mai e le nostre case sono senza festa, e la fede è senza passione». Poi la preghiera. «Che Maria – ha proseguito monsignor Mura ci allontani dalla tentazione di scorgere più i doveri altrui che i nostri: quando qualcosa non va spetta agli altri provvedere. Quanta riconoscenza per Maria, donna dalla “schiena ritta”, come le nostre donne sarde, oserei dire». Un passaggio  dell’omelia è stato poi dedicato alla centralità del santuario di Bonaria nella fede dei sardi: «Ogni volta che veniamo qui scopriamo che il mare non ci ha portato solo insidie o alimentato paure, ma è stato anche ricco di sorprese positive e di doni insperati, come nel 1370 quando la statua della Madonna ha sancito anche con il popolo sardo l’alleanza tra il mare e la terra, tra Maria e gli abitanti dell’Isola: Lei è la nostra patrona e il suo sguardo di madre ci aiuti a ritrovare i nostri sguardi, a vincere le nostre paure».

Al termine monsignor Sebastiano Sanguinetti, segretario della CES, ha letto a nome di tutti i vescovi un messaggio di incoraggiamento e di fiducia rivolto al popolo sardo (Clicca qui per leggere il testo integrale). «Due gesti accompagnano questo nostro Messaggio»,riassume in conclusione il documento: «Uno religioso, con la celebrazione di oggi nella Basilica di Bonaria, la nostra Massima Patrona che imploriamo come Madre premurosa del nostro cammino e l’altro, non meno importante, di condivisione interdiocesana, rivolto al Centro di accoglienza “Il Gabbiano” della Comunità Padre Monti a Oristano, segno della nostra attenzione al mondo della disabilità, al quale doniamo 30 mila euro per dotarlo di adeguati presidi sanitari».

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn