La rivoluzione dell’amore
di Michele Casula

19 Febbraio 2022

5' di lettura

Siamo abituati ad avvicinarci alla Parola di Dio, sottolineando l’aspetto morale mentre essa è prima di tutto “rivelazione” del progetto di Dio per l’uomo. Prima di dirci quale deve essere il nostro comportamento (aspetto morale), ci presenta il pensiero di Dio rivelato in Gesù. È Lui che per primo vive ciò che insegna in tutti quei gesti che rivelano la misericordia di Dio: Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. La chiave del discorso che rivolge a chi lo ascolta è questa: il modo di agire di Dio. Se ci fermiamo all’osservanza di precetti, senza avere chiara la chiave che ne spiegano il senso, ciò che ci dice oggi Gesù è forse impossibile. Perché è difficile amare i nemici, porgere l’altra guancia, dare qualcosa in più a chi ti toglie ciò che per te è indispensabile. Sia nel Vangelo di domenica scorsa, sia in quello di oggi che ne è la continuazione, Gesù ci chiede di fare un salto di qualità e allora la vita morale diventa l’attuazione di una scelta di fede. Dobbiamo partire da un presupposto: “metterci in ascolto di Dio” non solo di quello che ci propone ma anche di quello che Lui vive. Solo se ho l’umiltà di stare alla scuola di Dio, saprò dare alla mia esistenza una dimensione di Grazia e di Salvezza. «Amare gli amici lo fanno tutti, i nemici li amano soltanto i cristiani». Queste parole di Tertulliano, che vogliono esprimere la differenza cristiana, vertono sull’amore per i nemici e Gesù ci mostra un nuovo stile di umanità. Tutta la sua vita – fino al momento della lavanda dei piedi anche a Giuda; fino alla croce, luogo del suo amore “fino alla fine”; fino alla preghiera per quelli che lo crocifiggevano attesta questo amore totale, rivolto anche al nemico. Il cristiano, chiamato ad assumere il sentire, il pensare di Cristo stesso, si trova dunque sempre confrontato con questa esidal genza. Ci ricorda Papa Francesco: «Ci farà bene, oggi, pensare a un nemico, uno che ci ha fatto del male o che ci vuole fare del male. La preghiera mafiosa è: “Me la pagherai”. La preghieracristiana è: “Signore, dagli la tua benedizione e insegnami ad amarlo”. Pensiamo ad uno: tutti noi ne abbiamo. Preghiamo per lui. Chiediamo al Signore di darci la grazia di amarlo». Nel mio ministero ho incontrato spesso il dramma di persone vittime di violenze: omicidi,rapine, calunnie, e non sono mai riuscito a chiedere loro subito il perdono. Siccome esso è frutto di Grazia prima che di impegno morale, ho sempre consigliato di chiedere al Signore la Grazia di una scelta così difficile, ponendosi con fiducia nelle sue mani. Ho accolto il corpo senza vita di un confratello ucciso da un altro fratello e mai come allora ho sentito in me la forza dell’Amore che non è conquista umana, ma Grazia ricevuta da Lui. «Coraggio io sarò con te, ti guiderò in questo difficile cammino ». Sono le consolanti parole che ho sentito in quel momento tragico. E davvero da quel dono di Grazia, accolto con trepidazione, è nata una comunità capace di offrire in pochi anni cinque sacerdoti, tante vocazioni e laici meravigliosi. Gesù contesta la sapienza umana per mostrarci una via rivoluzionaria dell’esistenza: amatevi altrimenti vi distruggerete. Gesù vuole eliminare il concetto stesso di nemico. Indica otto gradini dell’amore: quattro rivolti a tutti: amate, fate, benedite, pregate; e quattro indirizzati a me: offri, non rifiutare, da’, non richiedere. Amore concreto quello di Gesù, di mani che si aprono, di tuniche che si offrono, di prestiti che diventano dono. Ricordiamo la testimonianza che diciotto brigatisti rivolgono al gesuita Adolfo Bachelet, fratello dell’uomo da loro ucciso. «Ricordiamo le parole di perdono di suo nipote durante i funerali del padre. Oggi quelle parole tornano a noi, e ci riportano a quella cerimonia, dove la vita ha trionfato della morte e dove noi siamo stati davvero sconfitti, nel modo più fermo e irrevocabile. La sua presenza in mezzo a noi ci è preziosa: ci ricorda l’urto fra la nostra disperata disumanità e quel segno vincente di perdono e di pace, ci conforta sul significato profondo della nostra scelta di pentimento e di dissociazione e ci offre l’immagine di un futuro che può tornare a essere nostro». © riproduzione riservata L’immagine: Una tavola della graphic novel Rosso è il perdono. Redenzione di una brigatista (Rizzoli Lizard, 2020) di GonzagueTosseri e Nicola Gobbi. Il volume racconta la storia di Anna Laura Braghetti, giovane brigatista responsabile insieme a Bruno Seghetti dell’omicidio, il 12 febbraio 1980, di Vittorio Bachelet.

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